L’Europa può prendere il posto dei caschi blu in Libano? Gaiani a “Liberti Media”

 

L’Europa prova a uscire dall’irrilevanza a cui si condannata nello scacchiere geopolitico e per farlo ha un disperato bisogno di visibilità e credibilità. Forse per questo a Bruxelles qualcuno intravede nel possibile tramonto della missione ONU UNIFIL (iniziata nel 1978) l’occasione per recuperare peso politico nel Mediterraneo.

Il mandato dei caschi blu che scadrà a fine anno appare sempre più traballante e a Bruxelles si discute già di un possibile coinvolgimento europeo in Libano dal 2027, magari attraverso missioni di addestramento o una presenza militare rafforzata.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato apertamente della necessità di un ruolo europeo nella stabilizzazione dell’area, rilanciando anche il contributo italiano attraverso la missione MIBIL. Parallelamente, l’Alto rappresentante UE Kaja Kallas ha sottolineato come il rafforzamento dell’esercito libanese possa servire a indebolire Hezbollah. Ma dietro le dichiarazioni emergono contraddizioni profonde come sottolinea il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani in questa puntata di ‘Guerra e Pace 2.0’.

L’Unione Europea appare ancora una volta divisa: da un lato vuole mostrarsi protagonista sul fronte sud della NATO e nel Golfo Persico, dall’altro teme di restare invischiata in uno scenario militare ad altissimo rischio. Anche l’eventuale estensione della missione navale Aspides verso Hormuz solleva interrogativi politici e strategici. Difendere chi? E contro chi?

Realizzato il 18 maggio  

Guarda il video qui sotto o sul Canale You Tube di Liberti Media

 

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