Ucraina: si aggrava la crisi con la Polonia e altri vicini

 

 

Si aggrava ulteriormente la crisi tra Ucraina e Polonia esplosa nelle scorse settimane dopo le celebrazioni per la sepoltura in Ucraina del leader nazionalista Andry Melnyk (nella foto sotto) e la decisione di Kiev d’intitolare un’unità militare Ucraina agli “eroi dell’Esercito insurrezionale ucraino” (UPA) formazione nazionalista Ucraina addestrata, equipaggiata ad armata dal Terzo Reich la cui memoria resta legata al contrasto alle formazioni partigiane attive in Ucraina, alle repressioni sui civili e soprattutto allo sterminio di oltre 200 mila polacchi, per lo più donne e bambini, nelle regioni di Volinia e Galizia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato il che il presidente polacco Karol Nawrocki sta alimentando la sua battaglia politica interna fomentando sentimenti di odio verso gli ucraini. “È quello che ha fatto Orbán. È una cattiva strategia. Credo che finirà male“, ha affermato il presidente in una intervista al notiziario TSN riportata dal quotidiano online Ukrainska Pravda. Il presidente ucraino ha sottolineato che “non si possono ottenere vantaggi politici dall’odio, perché a lungo andare porterà a cattivi rapporti tra le nazioni”.

Il 20 giugno Zelensky ha reso noto di aver restituito alla Polonia l’onorificenza dell’Ordine dell’Aquila Bianca, dopo la decisione del presidente polacco Karol Nawrocki di revocarla. “Credevamo che l’Ordine dell’Aquila Bianca, conferito nel 2023, fosse destinato al popolo ucraino e al nostro esercito. Questo è quanto si diceva all’epoca. Oggi ho restituito l’Ordine al Presidente della Polonia. Credo che il futuro confermerà il rispetto che gli ucraini meritano”.

Tornando su questo tema, ieri il presidente ucrain0 ha aggiunto che “considero questo un processo puramente elettorale. Il presidente Karol Nawrocki si sta battendo per la leadership del suo partito contro il primo ministro Tusk. Non ci riguarda, è una questione interna“. Zelensky ha infine aggiunto che Nawrocki ha “una democrazia, non una monarchia”, quindi è necessario costruire un rapporto con l’Ucraina, che attualmente sta difendendo l’Europa, Polonia compresa.


Per il primo ministro polacco Donald Tusk, la continua partecipazione attiva di politici ucraini e polacchi allo scontro diplomatico tra i due Paesi è un “è un errore strategico, da cui entrambe le parti perderanno sul piano economico, geopolitico e di reputazione. E in politica, come sappiamo, un errore é peggio di un crimine. Nei colloqui con i miei partner europei, sto cercando di minimizzare le perdite e ridurre il livello di tensione. Non è un compito facile”, ha scritto Tusk su X.

Il 20 giugno anche il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, generale Kyrylo Budanov, era sceso in campo: “Purtroppo, il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha compiuto un atto ostile nei confronti del nostro popolo, privando il presidente dell’Ucraina dell’Ordine dell’Aquila Bianca e per questo motivo, rifiuto la Croce d’Oro di Ufficiale dell’Ordine al Merito per la Polonia, che il presidente della Polonia mi ha conferito lo scorso anno“. Secondo Budanov, “questo è un regalo per l’aggressore di Mosca, che lo userà senza dubbio contro entrambi i nostri Paesi. Sono convinto che questo gesto del presidente non abbia nulla a che fare con la giustizia. Dopotutto, di che giustizia possiamo parlare se, ad esempio, il dittatore fascista italiano e complice di Hitler, Benito Mussolini, non è ancora stato privato dell’Ordine dell’Aquila Bianca?

L’Ucraina valuterà senza dubbio questo evento. Ma nonostante tutto, continueremo a rimanere saldi sui principi di una partnership aperta con tutti i nostri alleati. Tuttavia, una partnership basata sulla parità di diritti e sui principi di rispetto reciproco“.

Poco dopo, anche l’ambasciatore ucraino in Polonia, Vasyl Bodnar, ha annunciato la sua intenzione di restituire la Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia, precedentemente ricevuta. L’ambasciatore ha osservato che gli ucraini percepiscono la Polonia principalmente come un amico, un alleato e un partner. “Ma non posso rimanere indifferente a una decisione che considero storicamente ingiusta”, ha affermato.

Anche il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato che avrebbe restituito l’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia. “Ci rammarichiamo che a Varsavia le emozioni abbiano preso il sopravvento e abbiano portato i leader politici polacchi ad adottare misure ingiustificate, impulsive e sprezzanti”, ha scritto su Facebook.

La questione però è ben più profonda di una restituzione di onorificenze e il rancore dei polacchi nei confronti dell’Ucraina è emerso più volte negli ultimi anni per il rifiuto di Kiev di condannare le stragi dei polacchi durante la Seconda guerra mondiale e per la piena identificazione dell’Ucraina post Maidan nello stato satellite del Terzo Reich fguidato da Stepan Bandera riconosciuto oggi come padre della patria a Kiev.

Un atteggiamento reiterato con l’assegnazione a molti reparti ucraini di nomi e insegne dei reparti dell’UPA e della Divisione SS Galizien composta da ucraini.

Secondo gli storici polacchi, tra il 1943 e il 1945 l’UPA pianificò e condusse svariate incursioni contro la minoranza polacca della Volinia e della Galizia orientale. Non c’è una stima ufficiale delle vittime della pulizia etnica, che potrebbe essere costata la vita a non meno di 100mila persone, per lo più donne e bambini.

Un massacro che dal 2016 viene commemorato nella Giornata nazionale dell’11 luglio. Dopo 80 anni l’Ucraina continua a respingere responsabilità ufficiali, attribuendo l’eccidio alle violenze che segnarono quegli anni e puntando a sua volta il dito contro le politiche della Polonia dell’epoca.

In Ucraina l’UPA è celebrata come un simbolo della resistenza all’Unione Sovietica (che dopo la guerra continuò fino al 1956 in Ucraina Occidentale) ma la militanza al fianco del Terzo Reich ha lasciato una ferita tra Varsavia e Kiev che non si è mai rimarginata, è riemersa negli ultimi dieci anni e ora sembra coinvolgere anche la crescente insofferenza polacca nei confronti dei profughi ucraini.

“La luna di miele tra la Polonia e i profughi ucraini è finita: dopo la grande solidarietà manifestata tra il 2022 e il 2023, le politiche e le leggi di accoglienza sono state limitate sempre di più”, ha dichiarato all’agenzia di stampa DIRE Ignacy Józwiak, sociologo e antropologo del Centro di Ricerca sulle Migrazioni (CMR) dell’Università di Varsavia e della Fondazione OBMF.

Secondo l’esperto, in Polonia si è riaffermato “un certo sentimento anti-ucraino come mai si era visto dal 2022”, con ricadute su quel sistema di accoglienza celebrato come modello di efficienza e fraternità all’indomani dell’aggressione russa. Dopo il 24 febbraio 2022, si stimò che quasi 9 milioni di ucraini fuggirono e la Polonia fu tra i principali Paesi per i profughi, che oggi ne ospita un milione sui circa 6 che ancora risiedono all’estero. Da marzo scorso, la legge speciale scattata nel 2022, che prevedeva varie garanzie, è stata abrogata.

“Le tutele per i ‘migranti forzati ucraini’ – così vengono chiamati i profughi – ora sono disciplinate dalla legislazione comune prevista per gli stranieri. Ma ci sono molte limitazioni”. L’assistenza sanitaria ad esempio, salvo casi eccezionali, resta gratuita solo per chi ha un lavoro, requisito necessario anche per ricevere il sussidio di 800 sloti (pari a circa 200 euro) per i minori a carico. I centri di accoglienza governativi, che ammontavano a circa 900 nel picco dell’emergenza, sono stati perlopiù chiusi e oggi ne restano pochi, affidati ad organismi privati.

La permanenza in questi alloggi (che già non era più gratuita da marzo 2023, ad eccezione dei gruppi vulnerabili) resta garantita per 12 mesi dall’ingresso nel territorio, ed è stato concesso tempo fino al 30 giugno per chi ha concluso questo periodo e deve trovare un’alternativa.

“L’idea più diffusa nei discorsi dei politici e dei media – ha aggiunto Józwiak – è che siano stati spesi troppi soldi pubblici e che gli ucraini debbano rendersi indipendenti. Il tema sta polarizzando l’opinione pubblica, così anche quei politici dichiaratamente pro-Ucraina e anti-Russia hanno iniziato a rivedere le proprie posizioni, soprattutto dopo che il tema ha dominato la campagna elettorale delle presidenziali dell’anno scorso”.

Karol Nawrocki del partito della destra nazionalista Diritto e giustizia (PIS), ha vinto anche grazie alla promessa di tagli all’accoglienza degli ucraini. Dal 2022 si stima che il Paese abbia speso oltre 20 miliardi di euro, sebbene abbia ricevuto fondi dall’Europa,

Oltre alla Polonia, Kiev ha crescenti problemi anche con altri confinanti: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca non offrono più aiuti militari all’Ucraina e alla lista si è unita recentemente anche la Bulgaria.

Tensioni in aumento con Budapest dopo che la bozza della dichiarazione finale del Consiglio europeo ha omesso di indicare una data sull’adesione Ucraina alla UE su pressioni del premier ungherese Péter Magyar, che su X ha scritto: “Su mia iniziativa, all’ultimo momento è stata eliminata dal testo la clausola che faceva riferimento all’accelerazione dell’adesione. Non è stato facile“.

Meglio non dimenticare che Budapest, prima col governo Orban e ora con Magyar, ha conti aperti con l’Ucraina per le discriminazioni della minoranza ungherese in Tanscarpazia (o Zakarpattia) e le pressioni di Kiev sulla comunità ungherese affinché rinunciasse all’uso della lingua magiara (secondo il del 2001, oltre 150.000 persone di etnia ungherese vivevano nella regione ucraina di confine).

Le due nazioni arrivarono ai ferri corti lo scorso anno con l’accisa ucraina di aver scoperto una rete di spie ungheresi: Budapest del resto non ha mai fornito armi a Kiev, non applica sanzioni alla Russia e continua di acquistare energia da Mosca.

Zelensky ha alzato nuovamente i toni anche con la Bielorussia, alleata di Mosca ma neutrale nel conflitto. In un messaggio pubblicato il 20 maggio su Telegram, il presidente ucraino ha ancora una volta accusato la Bielorussia di contribuire allo sforzo bellico russo ospitando, vicino al confine con l’Ucraina, apparecchiature che, secondo il presidente ucraino, consentono di guidare gli attacchi dei droni russi contro il territorio ucraino.

Zelensky ha sottolineato che Kiev ha individuato quattro stazioni di trasmissione nelle regioni bielorusse di Gomel e Brest, utilizzate per dirigere attacchi che prendono di mira, tra l’altro, le regioni ucraine di Zhytomyr, Rivne e Volinia, oltre alle infrastrutture energetiche e ferroviarie. Zelensky ha aggiunto che diverse aziende bielorusse partecipano alla fornitura all’esercito russo di componenti destinati ai veicoli corazzati e ai sistemi missilistici, oltre che di carburante.

Secondo lui, le esportazioni di benzina dalla Bielorussia verso la Russia sono aumentate di tredici volte tra gennaio e maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre quelle di gasolio sono triplicate.

Foto: Presidenza Ucraina, Wikipedia  e Euronews

 

Leggi anche:

 

L’Ucraina celebra i suoi eroi nazisti. L’irritazione della Polonia e il silenzio degli europei

La difficile alleanza tra Polonia e Ucraina

Il “fronte occidentale” ucraino: spionaggio, espulsioni e tensioni tra Budapest e Kiev

Se l’Olanda riscopre oggi che in Ucraina venerano Bandera e ci sono nazisti

Quei nazisti che piacciono tanto a Ue e Nato

Rimpasto al governo di Kiev: molti interrogativi e poche risposte

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: