Nuovi partner per Il GCAP   

 

 

Il 21 luglio, al salone londinese Farnborough Airshow, Italia, Giappone e Regno Unito hanno accolto con favore l’adesione del Canada in qualità di osservatore al Global Combat Air Programme (GCAP), il programma per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione condotto dai tre Paesi.

Una dichiarazione congiunta diffusa al termine di un incontro a Londra tra il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, l’omologo giapponese, Shinjiro Koizumi, il segretario di Stato britannico per la Difesa, Wes Streeting, e il ministro della Difesa nazionale canadese, David McGuinty, ha suggellato la partecipazione di Ottawa al programma.

Secondo la dichiarazione, l’annuncio rappresenta un passo significativo nel rafforzamento della cooperazione tra partner affidabili e accomunati da una visione strategica condivisa. Lo status di osservatore consentirà al Canada di acquisire una conoscenza più approfondita della governance, delle capacità e del quadro industriale del GCAP, oltre che dei relativi requisiti di sicurezza e delle più ampie opportunità di partenariato.

L GCAP è l’unico programma per un nuovo aereo da combattimento che coinvolga nazion europee, dopo il tramonto dell’GCAS franco-spagnolo- tedesca.

Ottawa per ora non avrà peso decisionale ma il suo inserimento apre la strada verso un ampliamento del numero dei partecipanti, che potrebbe includere anche la Germania.

“Stiamo codificando delle procedure perché chiunque voglia entrare, come osservatore o come partner, possa farlo: questo progetto non nasce per chiudersi a tre nazioni, può diventare vincente ed allargarsi aumentando la massa d’investimenti”, aveva evidenziato il ministro italiano

L 23 luglio il quotidiano britannico “The Telegraph”, citando le dichiarazioni rilasciate al Farnborough Air Show da Michael Schoellhorn, amministratore delegato della divisione Defence and Space di Airbus ha reso noto l’interesse della Germania a valutare un possibile ingresso nel GCAP.

Secondo Schoellhorn, la Germania potrebbe essere interessata a partecipare a condizione di ottenere un ruolo industriale e decisionale proporzionato al proprio contributo al programma. “Quello che siamo pronti a fare + aderire o costruire qualcosa in cui abbiamo una quota significativa del lavoro e della leadership. E’ qualcosa che stiamo attualmente esplorando”, ha dichiarato.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato il mese scorso l’uscita dall’intesa con la Francia per il FCAS, progetto che vedeva coinvolte la divisione tedesca di Airbus e la francese Dassault Aviation. Secondo il “Telegraph”, il programma franco-tedesco si è arenato dopo un confronto pubblico tra i partner sulla ripartizione delle attività industriali e delle responsabilità. L’iniziativa era stata avviata poco dopo il referendum sulla Brexit del 2016, quando l’allora cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron avevano promosso la cooperazione tra Airbus e Dassault

 “Se facessimo un esercizio mentale e tornassimo al 2017, senza aver avviato il vecchio FCAS, probabilmente avremmo continuato con il team Eurofighter. Sarebbe stata una risposta organica. Ma il tempo è passato. C’è un progetto che è già iniziato e il Giappone si é unito. Quindi resta da decidere“, ha affermato Schoellhorn.

Secondo il dirigente di Airbus, un eventuale ingresso tedesco nel GCAP dovrebbe comunque riflettere il peso del contributo di Berlino al programma, anche alla luce di una possibile commessa fino a 150 velivoli. Schoellhorn ha aggiunto che, alla “delusione” per il fallimento del FCAS, si accompagna ora “il sollievo che lo stallo sia alle spalle e che si possa aprire un nuovo capitolo”.

Tra le nazioni che guardano con interesse all’adesione al GCAP vi sono l’Arabia Saudita e Singapore, che ha avviato le prime discussioni esplorative su una possibile partecipazione al programma, come ha riferito Jane’s.

Foto GCAP

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