L’Ucraina scopre altri “buchi di bilancio” e ordina altre armi negli USA. Paga l’Europa

Dopo lo scoperto da 27 miliardi di dollari di spese impreviste nel bilancio della Difesa di quest’anno che l’Ucraina ha chiesto all’Europa di sanare al più presto, Kiev ha reso noto che nel bilancio per il prossimo anno c’è un fabbisogno “non ancora coperto” che “ammonta attualmente a circa 32,7 miliardi” di dollari Usa.
“E’ dunque necessario ottenere ulteriori impegni da parte dei nostri amici per poter sostenere il bilancio”, ha detto il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko, a margine dell’Ecofin informale a Dublino.
Ovviamente gli “amici” su cui ricadrà l’ennesimo salasso a favore della corrottissima classe dirigente ucraina siamo noi europei. Per quest’anno, spiega il ministro quasi redarguendo gli alleati europei, “riscontriamo alcune carenze rispetto agli impegni assunti; dobbiamo quindi concretizzare questi impegni per garantire la copertura del fabbisogno di bilancio. Naturalmente, vi sono richieste aggiuntive da parte del Ministero della Difesa, per un valore di circa 27 miliardi di dollari Usa”, con riferimento al “buco” nel bilancio di quest’anno citato all’inizio dell’articolo.
“Stiamo cercando di farvi fronte attraverso diverse fonti, in parte attingendo al bilancio e in parte tramite altre risorse. Spero che riusciremo a gestire la situazione senza intoppi, in collaborazione con i nostri partner”, ha concluso.
Ma in queste ore Kiev ha messo a segno un altro successo insieme agli Stati Uniti con una nuova commessa di sistemi d’arma “made in USA” i cui costi li pagheremo noi europei.
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l’approvazione della possibile vendita all’Ucraina (Foreign Military Sale di aggiornamenti e sviluppi dei sistemi di difesa aerea, nonché delle relative attrezzature e servizi.
“Il costo totale stimato è di 2,68 miliardi di dollari. Qualora l’acquisto proposto venisse perfezionato, l’Ucraina lo finanzierebbe utilizzando una combinazione di contributi europei e fondi del programma statunitense Foreign Military Financing (FMF) stanziati durante la precedente amministrazione. I fondi FMF saranno conteggiati come contributo di capitale statunitense al Fondo di investimento per la ricostruzione dell’Ucraina (Ukraine Reconstruction Investment Fund) tramite un meccanismo di rimborso 1:1” si legge nel documento.
“Il Governo dell’Ucraina ha richiesto l’acquisto dei seguenti articoli di difesa (non classificati come sistemi d’arma principali):
- missili “clone” S-300 (copia migliorata dei missili russi 5V55 – SA-10 Grumble per la NATO – da difesa aerea per i sistemi S-300);
- missili GAM-67 (nuovo missile terra-aria a medio raggio di cui non sono noti i dettagli ma impiegabile sui lanciatori di tipo russo-sovietico di cui è dotata l’Ucraina. Porta lo stesso nome di un vecchio missile anti-radar statunitense)
- sistemi missilistici a razzo guidati da laser per la difesa aerea a raggio esteso;
- lanciatori improvvisati Transporter Erector Launcher (TEL) modello 1.5;
- kit di modifica per sistemi di lancio mobili;
- radar RPS-202 per il contrasto ai sistemi aerei senza pilota (C-UAS);
- rimorchi con alberi sollevabili, modifiche sostanziali e supporto alla manutenzione;
- parti di ricambio, materiali di consumo e accessori, nonché supporto per riparazione e restituzione;
- software;
- documentazione tecnica; supporto al trasporto; servizi di supporto ingegneristico, tecnico e logistico da parte del Governo USA e degli appaltatori;
- altri elementi correlati di supporto logistico e di programma.
Il documento del Dipartimento di Stato precisa che “gli appaltatori principali saranno selezionati attraverso procedure di gara competitive condotte dal Governo degli Stati Uniti in conformità con il Federal Acquisition Regulation (regolamento federale sugli appalti).

Al momento, il Governo degli Stati Uniti non è a conoscenza di alcun accordo di compensazione (offset) proposto in relazione a questa potenziale vendita. Eventuali accordi di compensazione saranno definiti nel corso delle trattative tra l’acquirente e gli appaltatori.
L’attuazione della vendita proposta non richiederà l’invio in Ucraina di ulteriore personale del Governo USA o degli appaltatori. La vendita proposta non avrà alcun impatto negativo sulla prontezza della difesa statunitense”.
Il materiale commissionato riguarda in larga misura il programma FrankenSAM come esempio di integrazione di missili a basso costo di produzione occidentale impiegabili sui lanciatori da difesa aerea di fabbricazione sovietica. Un elemento che sul piano militare sostiene l’Ucraina e su quello commerciale permetterà agli Stati Uniti di fornire in futuro questi missili antiaerei a paesi che utilizzano sistemi di difesa aerea di fabbricazione sovietica o russa.
Il tutto a spese degli europei che con queste commesse per l’Ucraina finanziano indirettamente la ricerca e sviluppo delle aziende statunitensi. non a caso il Dipartimento di Stato non indica le aziende che produrranno i mezzi e gli armamenti previsti, che saranno oggetto di gara tra le aziende statunitensi una volta perfezionato il contratto. A spese nostre.
Con alleati come Stati Uniti e Ucraina, gli europei non hanno bisogno di nemici.
Foto: Ministero Difesa Ucraino
Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli
Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario. Nel 2026 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).








