La Cina ordina in Russia 48 elicotteri da combattimento Kamov Ka-52M?

 

 

Nuovi documenti trapelati suggeriscono la possibilità di un grande accordo di cooperazione militare aerospaziale tra Mosca e Pechino riguardante la fornitura di 48 elicotteri d’attacco Kamov Ka-52M.

Al centro del dibattito ci sono le corrispondenze interne della fabbrica Progress di Arsenyev e della fabbrica di polveri di Perm, datate tra il 2022 e il luglio 2024. In questi materiali si analizzano i dettagli logistici e produttivi per un cliente straniero identificato con il codice ISO 3166-1 “156”.

Lo standard ISO 3166-1 numerico è un sistema internazionale che assegna un codice di tre cifre a ogni stato o territorio per identificarlo in modo univoco.

Questi codici hanno il vantaggio di essere universali e indipendenti dalla lingua o dall’alfabeto utilizzato superando i limiti delle varianti alfabetiche; derivano dalla classificazione delle Nazioni Unite e garantiscono un’elevata stabilità poiché non cambiano anche se un paese muta il proprio nome ufficiale.

Per queste ragioni sono preferiti nei settori dell’informatica e della logistica, dove la precisione numerica evita errori di traslitterazione. Nel caso specifico dei documenti russi citati in precedenza, il codice “156” identifica proprio la Cina secondo questa normativa globale.

I documenti in questione includono grafici di produzione per il periodo 2025-2027, stime dei costi e la disponibilità di componenti specifici come le cariche pirotecniche PZ-37 destinate ai sistemi di espulsione e all’apertura del tettuccio della cabina; ricordiamo infatti che il Ka-52 è l’unico elicottero di serie al mondo a integrare un sistema di eiezione per l’intero equipaggio tramite seggiolini eiettabili.

Questa caratteristica rende la disponibilità e l’efficienza delle cariche pirotecniche PZ-37 un elemento assolutamente centrale per la sicurezza dei piloti, poiché il loro funzionamento è l’unico modo per garantire l’uscita rapida dalla cabina in caso di emergenza.

Nonostante la Cina punti oramai da tempo su modelli di produzione propria come lo Z-10, lo Z-19 e il futuro Z-21, l’interesse per il Ka-52M sarebbe motivato da caratteristiche tecniche uniche.

Tra queste spiccano lo schema a rotori coassiali ideale per le operazioni in alta quota come quelle nella regione dell’Himalaya, il nuovo radar AESA capace di raddoppiare la portata di rilevamento dei bersagli, senza tralasciare l’esperienza operativa accumulata nel complesso teatro bellico ucraino.

Ricordiamo che nel 2021 una delegazione cinese ha visitato la linea di produzione del Ka-52 presso l’impianto Progress; all’epoca fu ipotizzato che la Cina potesse acquistare per la propria Marina la versione imbarcata del Ka-52 nella cosiddetta variante Ka-52K “Katran”; notizia che fu riportata pochi mesi dopo, nel 2022, dalla stampa locale confermando ancor di più l’ipotesi ventilata l’anno prima.

La Russia promuove da diversi anni il Ka-52M sul mercato dell’esportazione sperando di espandere le vendite internazionali dei suoi elicotteri d’attacco. Non dimentichiamo che l’ufficio tecnico Kamov ha partecipato alla progettazione dell’elicottero d’attacco cinese Changhe Z-10 (WZ-10) negli anni ’90 nell’ambito di un contratto per lo sviluppo di un progetto preliminare noto internamente come “Progetto 941”.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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