Rostec: difesa a strati e centri di controllo automatizzati in funzione anti-UAV

La protezione delle infrastrutture critiche ha raggiunto un punto di svolta tecnologico sotto la spinta di una domanda di sistemi anti-UAV cresciuta di oltre cento volte dall’inizio della cosiddetta “Operazione Militare Speciale” in Ucraina.
In un’intervista rilasciata al quotidiano Krasnaya Zvezda, Natalia Kotlyar, vicedirettrice dell’Istituto di ricerca NII Vector, una delle più antiche imprese di ingegneria radio del paese con oltre 115 anni di storia, (parte della holding Ruselectronics della società statale Rostec), ha delineato la strategia del colosso russo per rispondere a questa emergenza attraverso la creazione di sistemi di difesa stratificati e intelligenti.
Il cuore della proposta di Rostec è la cosiddetta “strategia a scaglioni” che prevede la creazione di molteplici linee di difesa all’interno di una singola struttura, sia essa un impianto energetico, petrolifero o un centro logistico. Questo approccio combina diversi sistemi di rilevamento e contromisure che lavorano in sinergia: mentre un elemento individua la minaccia, gli altri si coordinano per la neutralizzazione, proteggendosi reciprocamente durante l’ingaggio.

Secondo Kotlyar, Rostec è oggi in grado di fornire l’intera gamma di equipaggiamenti necessari per una difesa totale “chiavi in mano”, utilizzando esclusivamente prodotti interni.
Il catalogo spazia dai sistemi di rilevamento e soppressione elettronica ai complessi missilistici antiaerei, fino ai droni intercettori progettati per lo scontro diretto.
Una delle tendenze più significative emerse dal conflitto è il passaggio dalla semplice interferenza elettronica (soppressione) alla “distruzione cinetica”. La domanda attuale si sta infatti concentrando su sistemi capaci di abbattere fisicamente i droni nemici, integrando armi da fuoco e droni intercettori per garantire che la minaccia venga eliminata definitivamente.
La complessità delle tattiche d’attacco moderne richiede risposte rapide che superano le capacità umane. Per questo motivo, il futuro della difesa anti-drone risiede nei centri unificati di consapevolezza situazionale. Questi centri, gestiti da software proprietari di Rostec, integrano rilevamento, guerra elettronica e armi cinetiche in una rete automatizzata coordinata.
L’obiettivo finale è la creazione di un modello di minaccia personalizzato per ogni sito sensibile. Combinando diverse portate, livelli di potenza e principi di funzionamento, il sistema hardware e software di Rostec è in grado di individuare e neutralizzare il bersaglio alla distanza di sicurezza più adeguata, riducendo al minimo i danni collaterali alle infrastrutture protette.
Foto Rostec
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








