AfD discute con i russi di gas e Nord Stream. L’irritazione del governo Merz

Una delegazione di quattro esponenti del partito di opposizione tedesca Alternative fur Deutscheland (quotato oggi come primo partito di Germania con circa il 30 per cento dei consensi), ha partecipato al Forum economico di San Pietroburgo suscitando forti critiche politiche a Berlino e avvertimenti in materia di sicurezza e intelligence.
I deputati coinvolti sono il vicepresidente del gruppo parlamentare dell’AfD al Bundestag Markus Frohnmaier, il presidente regionale in Sassonia Jörg Urban, il deputato Steffen Kotré e l’eurodeputato Petr Bystron. Secondo quanto riferito, Frohnmaier avrebbe anche incontrato l’amministratore delegato del colosso energetico russo Gazprom, Alexei Miller (nella foto sopra).
Al centro del colloquio, sempre secondo quanto dichiarato dallo stesso politico, vi sarebbero stati i possibili scenari di riattivazione dei gasdotti Nord Stream del Mar Baltico distrutti da un sabotaggio nel settembre 2022 e quindi la ripresa delle forniture energetiche dalla Russia alla Germania e all’Europa.
“Le parti hanno discusso della situazione che si è venuta a creare nel mercato dell’energia europeo. Particolare attenzione è stata data alla Germania. E’ stato notato che le riserve di gas in Germania sono al livello più basso degli ultimi cinque anni. Date le circostanze attuali del mercato, sarà estremamente difficile riempiere le riserve entro il prossimo inverno”, scrive l’agenzia Tass.

Frohnmaier ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur che al centro del colloquio approfondito con Miller nella sede centrale di Gazprom c’erano la possibilità di una rimessa in funzione dei gasdotti Nord Stream e la ripresa delle forniture di gas russo. “Il nostro compito è quello di mettere al centro, senza compromessi, gli interessi nazionali tedeschi”, ha affermato Frohnmaier.
In una nota diffusa a Berlino, un portavoce del governo federale ha spiegato che il ministero degli Esteri aveva sconsigliato esplicitamente la partecipazione alla missione e aveva informato il partito che l’iniziativa non era sostenuta dall’esecutivo. Il portavoce ha ricordato come, dall’inizio della guerra in Ucraina, l’Unione europea e la Germania mantengano la linea di ridurre al minimo i contatti con rappresentanti del governo russo, alla luce degli attacchi contro la popolazione civile.
Sul tema è intervenuto ieri al Forum di San Pietroburgo l’amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), Kirill Dmitriev, che ha incontrato Frohnmaier (nella foto sopra) sostenendo che i Paesi europei hanno già perso circa 3 mila miliardi di euro a causa del rifiuto dell’energia russa. “La Germania e altri Paesi europei vedono che a causa del rifiuto dell’energia russa hanno già perso circa 3 mila miliardi di euro e stanno di fatto portando le loro economie verso il collasso”.
Foto: Markus Frohnmaier/X
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