I russi a Kostantinyvka e avanzano verso Kramatorsk e Slovyansk

 

 

Da settimane è in atto una vasta campagna di disinformazione (l’ennesima) condotta dall’Ucraina e sostenuta dalla gran parte di politica e media in Europa, con l’obiettivo di enfatizzare gli attacchi dei droni ucraini contro obiettivi sul territorio russo celando quasi completamente la drammatica situazione creatasi in diverse aree dei 1.300 chilometri di fronte in territorio ucraino e in particolare nella “cintura delle fortezze” tenute dalle truppe di Kiev nella regione di Donetsk.

La situazione più grave per gli ucraini si registra a Konstantinyka (per i russi Kostantinovka) dove i russi sono penetrati in maggio e che è ormai in buona parte sotto il controllo delle truppe di Mosca al netto di alcune sacche di resistenza ucraina disseminate in diverse zone dell’area urbana e in particolare nel centro-città, ormai completamente circondato dai russi.

L’importanza cruciale di Kostantinyvka per la stabilità dell’intero fronte di Donetsk appare evidente osservando la mappa: la sua caduta significherebbe l’effettiva apertura di uno spazio operativo diretto per l’avanzata delle Forze Armate russe verso Druzhkivka e Kramatorsk, più a nord.

La prima cittadina è già oggetto di pesanti bombardamenti con droni, artiglieria e bombe plananti lanciate dagli aerei russi: qui, secondo blogger ucraini, starebbero ripiegando i reparti di Kiev riusciti a ritirarsi dagli ultimi quartieri settentrionali di Kostantinyvka non ancora raggiunto dai russi. Alcune unità ucraine si erano precedentemente e gradualmente ritirate dalle zone centrali della città verso nord-ovest a causa della minaccia di essere accerchiate, ammettono analisti militari ucraini.

Una ritirata “spontanea”, o forse decisa dai comandanti sul terreno per mettere in salvo compagnie e battaglioni ma non certo disposta dal quartier generale poiché, come è già accaduto molte volte in passato, il generale Oleksander Syrsky, alla testa delle forze armate, continua a ostinarsi a non ordinare la ritirata a nessun reparto né alle guarnigioni dell’Esercito Territoriale che presidiano città e villaggi.

Una scelta che prolunga i tempi degli assedi russi ma sacrifica truppe, armi e mezzi svuotando l’esercito ucraino di militari addestrati che avrebbero potuto continuare a combattere difendendo linee più corte e posizioni più arretrate e meno svantaggiose.

Si tratta di una riedizione cella stessa strategia dottata dalla Germania durante la Seconda guerra mondiale per arginare la prima controffensiva a sovietica alle porte di Mosca, nell’inverno 1941/42 e poi doppo la sconfitta di Stalingrado e la grande battaglia di Kursk, nell’estate del 1943, che rappresentò l’ultimo atto offensivo dell’Asse sul Fronte Orientale.

Per quasi due anni, fino alla caduta di Berlino, Adolf Hitler ordinò di difendere le città trasformandole in capisaldi presto accerchiati dalle truppe sovietiche e la cui resistenza ad oltranza era senza speranza concludendosi con perdite spaventose tra i veterani e le truppe meglio addestrate e più esperte che venivano decimati e catturati. Perdite che, come oggi quelle ucraine, erano sempre meno facilmente rimpiazzabili per i tedeschi.

Le sorti della battaglia di Kostantinyvka sembravano segnate già da tempo, dopo che era apparso chiaro che la maggiore potenza di fuoco russa impediva agli ucraini di contrastare l’avanzata nemica in città e ai lati del centro urbano portando così i russi a potervi schierare droni e artiglieria con cui bersagliare i quartieri centrali con l’obiettivo di logorare i reparti ucraini sempre più deboli ma anche le vie logistiche.

Come era già accaduto nella battaglia di Pokrovsk, le fonti ucraine tendono a evidenziare che vi sono sacche di resistenza nei settori meridionale e occidentale ma si tratta di forze rimaste isolate, destinate a soccombere o alla resa che non possono venire rifornite né evacuate.

Come osservano alcuni blogger militari russi la mappa dell’attività dell’artiglieria russa e dalle posizioni degli impatti dei raid aerei, le forze ucraine sono state respinte fino alla periferia occidentale e settentrionale decretando il successo russo nella battaglia per la conquista di Konstantinyvka.

La pressione già evidente del fuoco russo sulle linee nemiche a Druzkhivka e soprattutto l’avanzata russa a est e a ovest di Konstantinyvka potrebbe scoraggiare ogni tentativo di controffensiva ucraina come quella che nell’estate 2023 si infranse sulle postazioni russe intorno a Bakhmut che era appena caduta nelle mani dei combattenti del Gruppo Wagner.

Questo e altri precedenti non permettono però di escludere la possibilità che gli ucraini gettino nella mischia tutte le forze disponibili per ritardare la caduta di Kostantinyvka, evento  che minerebbe tutta la narrazione interpretata da Volodymyr Zelensky e dagli altri vertici ucraini incentrata sui successi di Kiev e tesa a strappare altri aiuti militari e finanziari agli europei.

Benché in termini militari il generale Syrsky dovrebbe preoccuparsi di consolidare le difese meridionali di Druzkhivka facendo ripiegare gli ultimi reparti rimasti alla periferia di Kostantinyvka (anche tenendo conto del continuo depauperamento dei suoi reparti da combattimento, delle scorte e degli equipaggi di droni), già in passato Kiev ha preferito attuare scelte “politiche” scatenando controffensive tese solo a guadagnare tempo al prezzo di ampie perdite.

Alcuni media russi stimavano nei giorni scorsi che le truppe di Mosca controllassero oltre l’80% di Kostyantynivka (percentuale salita al 90 per cento nelle ultime ore), tesi smentita da ucraini e dagli osservatori filo-Kiev come l’Institute for the Study of War (ISW), secondo cui le affermazioni russe sono esagerate e tese a mostrare avanzate maggiori di quelle reali.

Lo stesso appunto che i russi muovono alle fonti ucraine e occidentali, tese a ridimensionare sulle mappe le avanzate russe spesso limitandosi a segnarle come “infiltrazioni” per poi ridurre nei bilanci mensili il numero di kmq conquistati da Mosca.

Le infiltrazioni di team di pochi uomini certo non mancano ma hanno l’obiettivo di individuare bersagli di pregio nelle immediate retrovie ucraina quali centri di comando, basi e depositi di droni e munizioni, che verranno poi attaccati dalle bombe FAB o dai missili balistici o da crociera russi.

Come Analisi Difesa ha più volte sottolineato, i ritardi nel riconoscere i successi russi e la scarsa enfasi posta dai media su tali vittorie, contribuiscono a celare i progressi delle forze di Mosca con l’obiettivo di rendere ancora “digeribile” all’opinione pubblica europea ed ucraina il sostegno alla guerra.

Un atteggiamento che spiega perché, nonostante analisti ucraini abbiano riconosciuto che la fanteria russa è penetrata nei giorni scorsi da sud ed est fino alla periferia settentrionale di Kostantinyvka, il filo-ucraino e neoconservatore think-tank statunitense ISW si limita a definire gran parte della città “zona grigia”, cioè ancora contesa e non controllata dai russi.

In ogni caso pubblichiamo in questo articolo (come abbiamo sempre fatto) sia le mappe dell’ISW sia quelle russe del canale RVVoenkory e AMK Map.

Fonti di Mosca rilevano che nella parte nord-occidentale di Kostyantynivka, le forze russe hanno completato la conquista della restante area residenziale a sud dell’affluente del fiume Kryvyi Torets, dopo il ritiro delle forze speciali ucraine. Da lì, hanno attraversato l’affluente e si sono insediate nei primi isolati del distretto di Novoselivka, attaccando ora le posizioni ucraine alla periferia nord-occidentale di Kostyantynivka.

Nei giorni scorsi è emerso che alcuni gruppi d’assalto avanzati hanno raggiunto l’uscita nord-occidentale di Kostyantynivka e stanno tentando di entrare nel vicino villaggio di Osykove. Altri gruppi d’assalto hanno ripulito la sponda occidentale dei bacini idrici e si sono ricongiunti con altre forze nel distretto di Novoselivka.

Nella parte centrale di Kostyantynivka, le forze russe hanno continuato a combattere per il distretto di Zinkovy, dove stanno tentando di stanare gli ultimi soldati ucraini rimasti a ovest del fiume Kryvyi Torets mentre continuano gli scontri per il controllo delle vicine zone industriali centrali, dove i russi stanno lentamente completando le operazioni di bonifica.

Nella parte orientale di Kostyantynivka, i russi hanno conquistato la stazione dopo che le forze ucraine si sono ritirate verso l’area dello stadio ormai accerchiata ma in cui i russi, come di consueto, lasciano aperte alcune strade per indurre gli ucraini a ritirarsi verso i quartieri settentrionali dove peraltro le forze russe hanno ampliato la zona sotto il loro controllo-

Altri gruppi d’assalto continuano ad attaccare le roccaforti ucraine all’ingresso settentrionale della città, vicino alla strada Novodmytrivka-Kostyantynivka, da est e da ovest. Blogger militari russi ammettono che in alcune aree la ridotta distanza tra le posizioni ucraine e russe in città rende sconsigliabile l’impiego di bombardamenti pesanti.

A nord-est della città le truppe d’assalto russe che avanzano su Stenki da nord e da sud, stanno isolando le unità ucraine in quel settore. Anche dai resoconti dei militari ucraini emerge che la città è già considerata perduta dopo che i russi hanno preso possesso delle zone centrali, occidentali e settentrionali, controllano costantemente le vie d’accesso a Kostyantynivka, e per questo motivo gli ucraini hanno e tracciano le aree in cui i droni da trasporto ucraini portano i rifornimenti.

Nei dintorni della città, i russi hanno liberato Roskoshnoe, stanno demolendo Osykove e Oleksiievo-Druzhkivka in preparazione all’avanzata verso Druzhkivka mentre fonti russe confermano la conquista i Illinivka (Ilinovka) e Brestok oltre a essere penetrate a Dovha Balka e a ovest di Stepanivka. (Stepanovka).

“Purtroppo, la conquista di Konstantinovka è quasi inevitabile”, scrivono gli analisti ucraini Alexander Shulman, Vladimir Litvinov e Orest Zog, previsione condivisa anche dal deputato della Rada di Kiev Mariana Bezuglaia.

Zelensky deve riuscire ancora una volta a convincere i suoi sponsor che “il fronte è in stallo” e che “le offensive russe non riescono a sfondare le linee ucraine”, argomenti più volte ribaditi anche da molti governi europei. Anche per questo la caduta di Kostantinyvka ha un valore politico forse ancor più rilevante di quello militare.

 

Verso Slovyansk e Kramatorsk, ma prima Lyman

I russi acquisiscono ora la possibilità di minacciare da est e da sud Druzhkivka e soprattutto le roccaforti di Slovyansk e Kramatorsk da cui Kiev sta evacuando impianti industriali e civili. Le avanguardie russe distano ora meno di 10 chilometri dai sobborghi orientali e settentrionali di Slovyansk dopo la caduta di Rai-Aleksandrivka.

Anche Kramatorsk è più esposta dopo che le truppe russe hanno passato il corso d’acqua del Seversky-Donets raggiungendo l’autostrada E-40, puntando su Malynivka e spingendosi a una decina di chilometri dai sobborghi orientali della roccafortte.

Alcuni osservatori russi che esaminano le diverse opzioni sostengono che il comando di Mosca opterà per separare le due città e investirle singolarmente in battaglie distinte. I russi sono in avvicinamento alle due roccaforti ucraine ma prima di investirle è presumibile che intendano concludere anche la battaglia di Lyman dove i russi sono penetrati ormai da nord, est e sud e dove la resistenza ucraina sembra ormai agli sgoccioli anche perché la guarnigione è da tempo ormai del tutto isolata dalle liee ucraine al di là del fiume Severski-Donets.

Secondo i media ucraini, a Kramatorsk si registrano sempre più spesso attacchi con droni FPV, bombardamenti aerei e attacchi missilistici russi. In alcuni quartieri è già stata dichiarata l’evacuazione forzata. Molti medici se ne sono andati e una situazione simile si sta verificando con banche e uffici amministrativi. I negozi stanno chiudendo gradualmente, le piccole imprese abbandonano lentamente la città e in alcune zone i servizi comunali hanno già sospeso la raccolta dei rifiuti.

In prospettiva, la difesa casa per casa di Kramatorsk e Slovyansk costituirebbe l’ennesima battaglia senza speranze per gli ucraini, sempre più a corto di riserve addestrate, tenuto conto che i russi, come hanno sempre fatto, isolerebbero prima le due cittadine tagliando o tenendo sotto tiro le linee di rifornimento mentre l’avanzata russa da sud e da est renderebbe più difficile per gli ucraini avvicendare i reparti in prima linea.

In Russia alcuni osservatori ritengono invece possibile che dopo la caduta di Kostantinyvka e Lyman lo sforzo bellico russo si concentri più a nord, nella regione di Kharkiv (Kharkov per i russi) con l’obiettivo di concludere la battaglia infinita per il controllo di Kupyansk e della valle del fiume Oskol, dove i russi hanno ripreso ad avanzare, per poi puntare su Izyum per poter poi minacciare anche da nord le ultime roccaforti ucraine nella regione di Donetsk.

Ipotesi forse concrete o forse diffuse per confondere o ingannare gli ucraini. Per il momento i fruttuosi progressi ottenuti dai russi nell’avvicinamento a Slovyansk e Kramatorsk inducono a ritenere che in questo settore il crescente indebolimento delle capacità ucraine costituisca una buona opportunità per Mosca.

Lo ha ben dimostrato la caduta di Rai-Aleksandrivka, cittadina che gli ucraini avevano trasformato in fortezza e in passato importante base logistica. La sua caduta offre ai russi l’opportunità di utilizzarla come trampolino per l’offensiva verso ovest in direzione di Mykolaivka ad appena due chilometri da Slovyansk, ma anche di schierarvi ingenti forze d’artiglieria e droni con cui battere le strade su cui viaggiano i rifornimenti destinati alle guarnigioni ucraine di Slovyansk e Kramatorsk.

Le forze russe sono avanzate su entrambi i lati della strada Slavyansk-Bakhmut, nella zona di Fedorovka e Novomarkovka, sono penetrate da Zakotnoe verso Krivaya Luk e Stupochki e hanno conquistato Novodmitrovka, avvicinandosi così a Konstantinyvka da nord.

 

Gli altri fronti

Nelle ultime settimane i progressi militari russi si sono registrati anche nel settore di Pokrovsk (regione di Donetsk) e nelle regioni di Sumy e Kharkiv dove le forze di Mosca non solo stanno aumentano il controllo della fascia territoriale lungo il confine con la Russia ma stanno puntando verso i capoluoghi di Sumy e Kharkiv offensive di cui è prematuro prevedere dimensioni e obiettivi ma che vengono accompagnate da crescenti bombardamenti di artiglieria, droni e bombe aeree sui centri logistici e le postazioni ucraine.

Nell’oblast di Sumy la conquista di Ivolzhanskoye avvicina i russi alla periferia della città di Sumy mentre nell’oblast di Kharkiv le operazioni offensive nel settore di Kazachya Lopan aprono ai russi l’opportunità di controllare non solo un altro tratto di confine ma anche la ferrovia che collega Kazachya Lopan a Kharkiv.

Blogger militari russi rilevano che un’avanzata lungo la ferrovia di una dozzina di chilometri metterebbe sotto il tiro dell’artiglieria moltissimi obiettivi militari e industriali a Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina.

Più a sud nello stesso oblast i russi sono di nuovo penetrati in forze a Kupyansk anche se le fonti ucraine e filo-ucraine si limitano a riferire di infiltrazioni di piccole unità.

Nella lunga battaglia sulla riva orientale del fiume Oskol l’obiettivo dei russi, che qui dispongono di un’ampia superiorità in volume di fuoco, è sempre stato quello di attirare in battaglia il maggior numero possibile di brigate ucraine per poi cercare di accerchiarle con il fiume alle spalle.

Sul fronte meridionale di Zaporizhia gli ucraini oppongono una tenace resistenza alle avanzate russe, marginali da sud ma più pronunciate da est. Kiev ammette che i russi hanno tagliato la linea del fronte a sud-ovest, vicino a Orekhov.

Un’avanzata che le stesse fonti russe non definiscono significativa, ma crea le premesse per nuove offensive verso nord.

Non è chiaro se i russi controllino o meno almeno una parte di Mala Tokmatcha, da cui gli ucraini sostengono di averli respinti, ma appare evidente che il prossimo obiettivo russo sarà proprio Orekhov (Orikhiv per gli ucraini) mentre da est i russi avanzano nella stessa direzione da Myrne, nonostante gli sforzi ucraini di colpire le retrovie logistiche russe su questo fronte fino alla Crimea.

 

Valutazioni

Entro poche settimane sarà forse evidente se l’offensiva russa sarà in grado di spezzare il fronte ucraino imprimendo una svolta alla guerra o se si limiterà a conseguire importanti ma non decisive conquiste territoriali.

Saranno più chiare anche le capacità ucraine di sostenere ancora la strategia della difesa a oltranza dei capisaldi che sacrifica intere brigate senza fermare il nemico. In assenza di una ritirata strategica di qualche decina di chilometri su un fronte più corto e meglio difensibile (ritenuta da molti osservatori improbabile per ragioni squisitamente politiche) il rischio che il logoramento dei reparti ucraini a fronte delle elevatissime perdite diventi insostenibile è sempre più concreto.

E’ pur vero che, rispetto ai reparti della Wehrmacht della Seconda guerra mondiale, l’Ucraina non è sola e riceve ampi supporti militari dagli europei, ma non truppe che invece rappresentano oggi la maggiore carenza delle forze di Kiev: truppe e soprattutto truppe addestrate. E in ogni caso anche i rifornimenti di armi e munizioni dall’Europa sono in costante calo.

Di fronte al rischio di un collasso delle difese ucraine, che avrebbe riflessi pesanti anche in Europa, alcuni analisti russi temono che Kiev possa cercare di allargare le ostilità e aprire un fronte di guerra con la Bielorussia con l’obiettivo di trascinare nel conflitto anche le nazioni UE e NATO.

Segnali in tal senso, con le minacce di Zelensky a Minsk, sono emersi chiaramente già la scorsa settimana quando Kiev ha accusato i bielorussi di fornire supporto radar e di guerra elettronica ai russi.

Foto TASS

Mappe: ISW,  AMK E RVvoenkor

 

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario. Nel 2026 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).

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