Droni e motovedette cinesi per la Costa d’Avorio

 

 

 

La Cina rafforza i legami con la Costa d’Avorio anche sul piano militare fornendo alle forze armate della nazione dell’Africa Occidentale due motovedette e due droni a lungo raggio Wing Loong II.

La Marina ivoriana ha preso in consegna e messo in servizio le due nuove motovedette per potenziare la sicurezza marittima, a fronte delle persistenti preoccupazioni legate alla pirateria e ad altri crimini marittimi nel Golfo di Guinea.

Le due unità sono entrate ufficialmente in servizio durante una cerimonia presso la base navale di Plateau, ad Abidjan, presieduta dal Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa del Paese, Téné Birahima Ouattara, fratello del Presidente Alassane Ouattara. Le due imbarcazioni sono state battezzate rispettivamente Capitaine de Vaisseau Blamassi e Capitaine de Frégate Sanogo.

“Questa donazione testimonia la solidità del partenariato strategico tra Cina e Costa d’Avorio, consolidato nel corso di diversi decenni”, ha dichiarato Ouattara, come ha riportato un articolo di Armand Liebenberg  sul sito specializzato sudafricano Defence Web.

Riguardo al valore che queste nuove unità apportano alla Costa d’Avorio, Tibe Bi, comandante delle Forze Speciali ivoriane, ha dichiarato all’emittente cinese CCTV: “La pirateria e altre problematiche in mare stanno danneggiando l’economia ivoriana a lungo termine. Ritengo che la Marina ivoriana disponga ora di tutto il necessario per affrontare le sfide marittime che ci attendono, grazie a queste due motovedette”.

Le imbarcazioni sembrano essere dello stesso tipo “Predator” già donato dalla Cina alla Costa d’Avorio nel 2017. Lunghe 27 metri, si stima che possano raggiungere velocità fino a 20 nodi, con un dislocamento di circa 60 tonnellate. Sono in grado di ospitare un equipaggio di 12 persone e possiedono un’autonomia operativa di circa due giorni. Le loro dimensioni ridotte e il pescaggio relativamente basso di 1,2 metri suggeriscono che il loro impiego operativo sarà probabilmente limitato a compiti di pattugliamento costiero ed estuariale.

Tra i loro compiti principali figurano il pattugliamento anti-pirateria, la vigilanza sulla pesca, il contrasto al traffico illecito, il monitoraggio della migrazione irregolare e le operazioni di ricerca e soccorso nelle acque ivoriane, con attività che potrebbero estendersi ad altre aree del Golfo di Guinea.

Le Forze Armate della Costa d’Avorio (FACI) hanno diffuso un video che conferma la ricezione di due UAV (Unmanned Aerial Vehicles) cinesi Wing Loong II, velivoli a pilotaggio remoto di classe MALE (media quota e lunga autonomia). L’acquisizione è stata confermata il 10 agosto, mentre la consegna sarebbe avvenuta tra maggio e giugno; l’ordine risale al 2024.

Il video mostrava gli UAV presso quella che il giornale specializzato britannico Janes Defence Weekly ha identificato come la base aerea di Bouaké, situata nella zona centrale del Paese. Sebbene i velivoli fossero esposti in configurazione non armata, è noto che il Wing Loong II è in grado di trasportare diversi tipi di armamento sui suoi sei punti di aggancio, con un carico utile complessivo di circa 480 kg.

Gli UAV erano equipaggiati con quello che sembra essere un pod stabilizzato a sospensione cardanica (gimbal), montato in posizione centrale, contenente sensori elettro-ottici e a infrarossi (EO/IR). Alcune fonti, tra cui Janes, hanno ipotizzato che possa trattarsi di un pod per attività di communications intelligence (COMINT) prodotto dalla Aviation Industry Corporation of China (AVIC), sebbene le FACI non abbiano fornito dettagli specifici.

Il Wing Loong II è uno degli UAV cinesi più performanti e di maggior successo, essendo entrato in servizio presso un numero crescente di aeronautiche militari in tutto il mondo – in particolare in Africa e in Medio Oriente, inclusi Algeria, Libia, Nigeria ed Egitto.

Si stima che l’UAV abbia un peso massimo al decollo di 4.200 kg, un’apertura alare di 20,5 metri e una lunghezza di 11 metri. È in grado di raggiungere una velocità massima di 370 km/h, possiede un’autonomia di volo compresa tra le 20 e le 30 ore e una tangenza operativa di circa 9.000 metri.

Queste recenti acquisizioni da parte delle FACI rientrano in un più ampio programma decennale di rinnovamento e modernizzazione delle forze armate, volto a rafforzare la posizione della Costa d’Avorio di fronte a dinamiche di sicurezza regionale sempre più complesse. Nell’ambito di tale strategia, il Paese ha cercato di consolidare i rapporti di difesa con diverse nazioni, tra cui Turchia, India, Sudafrica e, in particolare, la Cina.

nche la Cina ha perseguito attivamente relazioni più strette e una maggiore cooperazione con la nazione dell’Africa occidentale, nel tentativo di estendere la propria influenza nella regione. Il rapporto tra i due Paesi va ben oltre l’ambito della difesa, con la Cina che mantiene ingenti investimenti infrastrutturali nel Paese.

Di rilievo tra i sistemi militari forniti dalla Cina alla Costa d’Avorio figurano, secondo il database sui trasferimenti di armi dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI): nove veicoli d’assalto VN-22B (nel 2022), 17 veicoli corazzati per il trasporto truppe (APC) VP-11 (nel 2023) e 16 APC WZ-551 (nel 2021-2022), tra gli altri.

Altri recenti e significativi acquisti che vanno ad arricchire l’inventario della FACI includono due pattugliatori d’altura (OPV) israeliani OPV-45 da 45 metri (consegnati nel 2023-2024), 12 APC sudafricani M-36 Puma provenienti dagli Stati Uniti (nel 2025), un numero compreso tra 40 e 70 veicoli tattici corazzati turchi Otokar Cobra II (nel 2024) e oltre 70 APC sudafricani DCD Springbuck SD (nel 2023).

Con fonte Defence Web

Foto: Ministero della Difesa e Forze Armate della Costa d’Avorio

 

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