Trump ora vuole (dagli europei) il rimborso degli aiuti che Biden ha dato agli ucraini

 

 

Gli Stati Uniti stanno “producendo munizioni a ritmi senza precedenti. Stiamo riempiendo le scorte e preparandoci a qualsiasi eventualità”, ha affermato ieri Donald Trump sul suo social Truth intervenendo nell’acceso dibattito sulla carenza di munizioni e armi americane in seguito alla guerra in Iran. Al momento, ha spiegato il presidente, gli Stati Uniti stanno “destinando” le munizioni “a loro stessi anziché venderle ad altri, anche se le vendite agli alleati riprenderanno presto”.

Il presidente ha poi aggiunto che “le persone e i media che continuano a insistere sul fatto che non abbiamo munizioni (e si sbagliano al 100%!), sono in realtà dei traditori. Lo fanno perché preferiscono vedere gli Stati Uniti perdere una guerra che stiamo facilmente vincendo, piuttosto che vedermi vincere!

Per la feccia traditrice che si rifiuta di riferire in modo accurato sulla nostra operazione militare in Iran, abbiamo quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità, molte più di quelle che potremmo mai usare per questa, o per qualsiasi altra guerra (che è altamente improbabile!), che potrebbe anche verificarsi in modo improbabile”, ha spiegato in un secondo post.

Il messaggio, espresso con lo stile “trumpiano” è quindi che gli Starti Uniti non hanno carenza di munizioni, affermazione che cozza leggermente con l’ammissione che hanno accelerato la produzione ma bloccato per il momento le esportazioni per riempire gli arsenali delle forze armate statunitensi. Che evidentemente non sono così pieni.

Anche la Russia del resto sospese di fatto l’export di armamenti nel 2023 e 2024 per riprenderlo solo nella seconda metà de 2025 per soddisfare le esigenze belliche delle forze di Mosca impegnate in Ucraina.

Trump però ha aggiunto di più, affermando cose che dovrebbero interessare tutti in Europa.

“Vi prego di far sapere che l’amministrazione Biden ha fornito all’Ucraina a costo zero molte più munizioni di quante ne abbiamo utilizzate in Iran. Centinaia di miliardi di dollari sono stati dati gratuitamente all’Ucraina e alla Nato, soldi che l’Europa avrebbe pagato – se solo glielo avessimo chiesto, ma chiederemo noi quei soldi, anche se con un certo ritardo!”

Trump quindi si appresta a chiedere agli alleati europei di restituire i fondi che l’Amministrazione Biden aveva destinato al sostegno militare ed economico dell’Ucraina.

Già costretti ad acquistare 750 miliardi di dollari di gas liquido americano, a investire 600 miliardi di dollari nell’industria di oltreoceano, a portare al 5% le spese per la Difesa e a pagare con il Programma PURL a Washington le armi “made in USA” ordinate da Kiev, gli europei verranno ora chiamati a restituire a Trump le enormi somme di denaro stanziate per l’Ucraina dal suo predecessore che Trump stimò in 300 miliardi di dollari all’inizio del suo mandato.

Certo la pretesa non è sostenibile sul piano giuridico ma è facile prevedere che Trump non lesinerà gli strumenti di pressione per continuare a vessare gli “alleati” europei.

Foto: Casa Bianca, Lockheed Martin e US DoD

 

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