La UE agita lo spauracchio russo per legittimare una svolta autoritaria. Gaiani a “Il Contesto”

 

 

Lo scorso 26 agosto, un gigantesco C-17A Globemaster decollato dalla Joint Base Andrews, in Maryland, con a bordo il direttore della Cia Ratcliffe è atterrato all’aeroporto moscovita di Vnukovo dopo aver fatto scalo a Riga. Una volta giunto a terra, Ratcliffe ha incontrato il direttore dell’Svr Naryshkin.

Parallelamente, a seguito dell’impiego di droni britannici in una serie di attacchi ucraini contro obiettivi situati nelle profondità del territorio russo, Mosca ha richiamato l’ambasciatore a Londra Kelin senza nominare un sostituto. Allo stesso tempo, la portavoce del Ministero degli Esteri Zakharova ha invitato Londra ad aspettarsi ritorsioni russe contro siti militari britannici sia in territorio ucraino che altrove.

In una recente intervista al «Corriere della Sera», invece, Sergej Markov, ex consigliere del presidente Putin, ha affermato che «l’Europa sta già attaccando la Russia. L’Occidente ha già preso di mira alcune navi russe che trasportavano materie prime e l’Unione europea ha ormai deliberato che è possibile sequestrare il petrolio russo. La Russia risponderà, e Putin ha detto che anche noi colpiremo navi avversarie in qualunque punto degli oceani. Lo scenario più realistico è quello del blocco da parte nostra degli stretti nel mar Baltico.

Ce n’è un altro, più improbabile ma non impossibile: la Russia potrebbe colpire, sia nel territorio ucraino che altrove, le fabbriche che produrranno droni con i quali saranno uccisi centinaia di migliaia di russi. Questa possibilità è già stata prospettata nei confronti della Gran Bretagna».

Riguardo al recente ingaggio dell’ex ministro della Difesa Mikhaylo Fedorov come consulente del Ministero della Difesa italiano, Markov ha affermato che «dal punto di vista italiano è una decisione ragionevole perché senza dubbio Fedorov è un super professionista, qualificato nell’organizzazione di guerra dei droni. Per Crosetto è un buon acquisto. Non è nei nostri interessi, ma negare che si tratti di una soluzione razionale è impossibile».

Simultaneamente, Budanov, capo del gabinetto del presidente Zelensky ed ex direttore del Gur, ha dichiarato che l’Ucraina deve mobilitare almeno 30.000 persone al mese per mantenere la sua attuale posizione sul campo di battaglia. Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco».

Intervista realizzata il 2 settembre

Guarda il video qui sotto o sul canale You Tube “Il Contesto” 

 

 

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