Forze turco-somale liberano il mercantile Lutuf sequestrato dai pirati somali

 

 

 

La nave mercantile battente bandiera turca MV LUTUF (IMO 9109134) è stata liberata dopo essere stata tenuta in ostaggio dai pirati somali per quasi due settimane in seguito di un intervento militare turco al largo delle coste somale.

Il rilascio è stato annunciato a fine agosto dal Ministero della Difesa somalo, che ha dichiarato che le forze navali turche e le forze armate somale hanno condotto un’operazione di 10 giorni per recuperare la nave. Il ministero ha affermato che quattro imbarcazioni pirata sono state distrutte e 14 presunti pirati uccisi durante l’operazione.

Come riferisce il sito sudafricano Africa Ports & Ships il dispiegamento nell’area di navi della Marina turca, droni ed elicotteri sembra confermare quanto riferito da Mogadiscio ma le autorità del Puntland hanno contestato alcuni aspetti.

La LUTUF è stata dirottata il 17 agosto, quando otto uomini armati sono saliti a bordo della nave da 1.400 tonnellate a circa quattro miglia nautiche dalla costa somala, vicino a Mareeyo, nel distretto di Eyl, nel Puntland. I pirati hanno poi diretto la nave verso la costa di Nugaal.

Il sequestro ha provocato un’immediata risposta militare turca. Navi, droni ed elicotteri della Marina turca sono stati dispiegati nella zona e il 18 agosto un drone turco avrebbe colpito una piccola imbarcazione con a bordo presunti pirati vicino alla LUTUF, uccidendo quattro uomini e ferendone altri due. Un’ulteriore imbarcazione sarebbe stata presa di mira in seguito durante l’operazione.

Le forze di sicurezza del Puntland hanno identificato il drone come turco, sebbene Ankara inizialmente non abbia confermato pubblicamente gli attacchi.

La nave è stata infine liberata al termine di una lunga operazione. Il Ministero della Difesa somalo ha dichiarato che l’azione è stata condotta nell’ambito dell’accordo di cooperazione in materia di difesa tra Turchia e Somalia, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza marittima e combattere la pirateria.

Un anziano della comunità locale ha confermato all’Associated Press che la nave e il suo equipaggio erano stati liberati.

Funzionari della regione semi-autonoma del Puntland hanno contestato l’affermazione secondo cui la LUTUF sarebbe stata liberata tramite un attacco militare turco-somalo, suggerendo invece che la nave e il suo equipaggio siano stati rilasciati in seguito al pagamento di un riscatto. Secondo alcune fonti, il presunto riscatto si aggirerebbe intorno ai 2,5 milioni di dollari.

Secondo quanto riportato, la LUTUF trasportava attrezzature destinate al centro di addestramento militare turco a Mogadiscio. L’equipaggio comprendeva sei cittadini indiani, un turco e un georgiano, oltre a due membri delle forze di sicurezza serbe.

I pirati avrebbero utilizzato la motonave SWARD (IMO 9174244), a sua volta sequestrata ad aprile, come nave madre durante l’operazione. L’episodio dimostra come i gruppi di pirati somali stiano nuovamente sfruttando le navi mercantili catturate per estendere il loro raggio d’azione.

L’operazione si inserisce nel quadro di una recrudescenza degli arrembaggi della pirateria somala, dopo oltre un decennio in cui gli attacchi erano stati in gran parte repressi.

L’Organizzazione Marittima Internazionale ha recentemente segnalato che sei navi mercantili e oltre 90 marittimi erano in mano a gruppi di pirati somali. Con il rilascio della LUTUF, si ritiene che cinque navi mercantili siano ancora in mano ai pirati.

L’attuale ondata di sequestri è iniziata con la HONOUR 25 il 21 aprile, seguita dalla SWARD il 26 aprile, dalla EUREKA il 2 maggio, dalla ASANA il 17 luglio, dalla LUTUF il 17 agosto e dalla SEAMULL il 20 agosto.

Foto: Marine Traffic

 

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