Vola il primo F-16 Block 72 per le forze aeree del Marocco

Il primo nuovo F-16 Fighting Falcon in versione Block 72 destinato alla Royal Moroccan Air Force (RMAF) ha effettuato il suo volo il 6 ottobre mentre Lockheed Martin si prepara alla prima consegna.
Il 6 ottobre, l’azienda ha annunciato quello che ha definito un traguardo fondamentale per il programma, man mano che il velivolo prosegue le fasi di collaudo in volo.
Nel marzo 2019, il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita, per un valore di 3,7 miliardi di dollari, di 25 nuovi velivoli F-16C/D Block 72, destinati a sostituire i Mirage F1 ricevuti dal Marocco negli anni ’70 e i Northrop F-5E/F Tiger II acquisiti negli anni ’80. I nuovi F-16 saranno equipaggiati, tra l’altro, con radar APG-83 AESA (Active Electronically Scanned Array), sistemi di puntamento montati sul casco (JHMCS), missili AIM-120C-7 AMRAAM, bombe a guida laser Paveway II e bombe GBU-39/B SDB (Small Diameter Bomb). Il completamento della produzione dei nuovi F-16 marocchini da parte di Lockheed Martin è previsto entro il mese di dicembre del 2026.
L’F-16 Block 72 rappresenta la variante più recente e avanzata del Fighting Falcon, dotata di avionica modernizzata, sensori di ultima generazione, sistemi di missione ottimizzati e caratteristiche migliorate in termini di sicurezza e affidabilità.

La Reale Aeronautica Militare del Marocco impiega 23 velivoli F-16C/D Block 50/52, ricevuti tra il 2011 e il 2012 (un esemplare è andato perduto nello Yemen durante le operazioni condotte nell’ambito della coalizione a guida saudita).
Nel 2019, la US Defence Security Cooperation Agency ha approvato l’aggiornamento di questi velivoli allo standard più recente F-16V Block 70/72, per un costo di 985,2 milioni di dollari.
Gli F-16 in dotazione al Marocco sono equipaggiati con diversi sistemi aggiuntivi, tra cui i pod di puntamento Lockheed Martin Sniper, i pod da ricognizione aerea Goodrich DB-110 e il sistema di contromisure elettroniche avanzate (ACES) di Raytheon. L’armamento comprende missili AIM-9X Block II Sidewinder con capacità di aggancio del bersaglio dopo il lancio (LOAL), missili aria-superficie AGM-65D Maverick e kit di guida laser Enhanced GBU-12 Paveway II per bombe. Diversi anni fa, il Marocco ha inoltre ordinato missili Harpoon per i propri F-16.
L’anno scorso, il Paese ha richiesto l’acquisto dagli Stati Uniti di missili aria-aria AIM-120 AMRAAM e bombe GBU-39B Small Diameter Bomb per i suoi F-16, per un valore complessivo di 175 milioni di dollari.
Lockheed Martin ha dichiarato che la sua partnership con il Marocco dura da oltre 50 anni, a partire dalla consegna del primo C-130H nel 1974. Attualmente, le Forze Armate Reali Marocchine impiegano F-16, C-130, sistemi radar avanzati ed elicotteri Black Hawk, e riceveranno i sistemi HIMARS.
L’azienda ha aggiunto di essere impegnata a rafforzare l’industria marocchina e le competenze tecniche locali attraverso partnership come quella con Maintenance Aero Maroc. Il nuovo impianto di manutenzione, riparazione e revisione (MRO) di Benslimane, che si estende su una superficie di oltre 8.000 metri quadrati, è progettato per supportare la manutenzione pesante e l’ammodernamento dei velivoli C-130 Hercules, con piani di espansione per includere altre piattaforme, tra cui l’F-16. L’investimento sostiene l’ambizione del Marocco di diventare un hub regionale per la manutenzione, la riparazione e la revisione (MRO) degli aeromobili.

Il Marocco sta modernizzando con decisione la propria aeronautica militare per contrastare il formidabile arsenale di Algeri, grazie anche a un significativo aumento del bilancio della difesa. Parallelamente alle acquisizioni, il Paese sta promuovendo un’industria della difesa in forte espansione attraverso joint venture, partnership e incentivi finanziari.
Comer ricorda il sito sudafricano Defence Web, con l’aumento del bilancio della difesa – salito a 15,3 miliardi di dollari per il 2026, con un incremento annuo del 17,7% – il Regno potrebbe essere propenso a proseguire la modernizzazione della propria aeronautica. Questa è già stata potenziata con nuovi sistemi, come quattro Gulfstream G550 in configurazione ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e diversi droni, tra cui gli israeliani Heron o Hermes 900, il cinese Wing Loong-2 e i turchi TB2 e Akinci.
Il Marocco ha già acquisito numerosi sistemi di difesa aerea da Cina, Francia, Israele e Stati Uniti, lavorando alla creazione di una solida rete multistrato. Tale rete comprende una vasta gamma di sistemi a lungo raggio (HQ-9B, Barak 8 e Patriot PAC-3), a medio raggio (SPYDER, MICA VL e Sky Dragon 50) e a corto raggio (Stinger e Mistral), supportati da vari sistemi radar, come i Ground-Master 400 acquistati dalla Francia. Analogamente, la flotta di elicotteri marocchina è cresciuta a ritmo costante: sono stati ordinati 36 elicotteri AH-64E Apache nel 2019 e 10 elicotteri da trasporto H225M nel novembre 2025 (i primi sei sono arrivati nel marzo 2025, seguiti dagli altri sei all’inizio di aprile dello stesso anno).
L’industria della Difesa marocchina si prepara alla crescita del settore della difesa
Il Marocco sta cercando di potenziare le proprie capacità MRO per gli aeromobili militari e ha lavorato alla produzione locale di alcuni sistemi militari. Nel 2024, il Marocco ha siglato un accordo… …accordo di cooperazione nel settore aerospaziale con Embraer; quest’ultima ha confermato il proprio impegno a collaborare con la Reale Aeronautica Militare Marocchina per proporre il C-390 in vista delle future esigenze del Paese in termini di capacità di trasporto tattico aereo. Il pacchetto include formazione, manutenzione e supporto logistico, mentre alcune testate giornalistiche hanno persino ipotizzato la possibilità di un assemblaggio parziale in loco.

L’anno successivo, anche Baykar ha annunciato l’apertura in Marocco di un centro per la manutenzione, la riparazione e la revisione (MRO), nell’ottica di espandere la propria presenza nel continente africano. Sebbene non sia stato specificato quale tipo di drone vi sarebbe stato sottoposto a manutenzione, si è ritenuto che i candidati più probabili fossero il Bayraktar TB2 e, in futuro, forse anche il Bayraktar Akinci. All’inizio del 2026 sono state avviate le procedure di selezione per tecnici meccanici, tecnici elettronici e piloti collaudatori.
Un’altra tappa fondamentale è stata raggiunta nel 2024, quando l’azienda marocchina Aerodrive Engineering Services – fondata nel 2017 – ha annunciato che il primo drone di produzione nazionale del Marocco, l’Atlas Istar, aveva completato il suo volo di prova inaugurale.
All’epoca, questo drone destinato a missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e all’acquisizione di bersagli è stato salutato come un successo della strategia di difesa nazionale promossa da Re Mohammed VI, volta a sviluppare “la produzione di droni capaci di condurre attività di intelligence, sorveglianza e attacchi armati, oltre alla manutenzione di aeromobili militari”.
Già nel 2023, il Ministro delegato presso il Capo del Governo incaricato dell’Amministrazione della Difesa Nazionale, Abdellatif Loudiyi, aveva ribadito tale obiettivo in una relazione sulla proposta di bilancio per la difesa del 2023. Lo scopo è ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni di materiale militare. Ciò, naturalmente, non riguarda soltanto gli aeromobili: a titolo di esempio, l’azienda indiana TATA ha inaugurato in Marocco uno stabilimento per la produzione di veicoli corazzati per il trasporto truppe WhAP 8×8, con l’obiettivo di realizzarne localmente fino a 150 esemplari.
Per favorire i futuri investimenti, e analogamente a quanto fatto per l’aviazione civile, Rabat ha iniziato a istituire diverse zone industriali dedicate alla difesa; inoltre, il bilancio marocchino per il 2025 prevede esenzioni fiscali per le aziende del settore, nella speranza di incentivare ulteriormente gli investimenti esteri nella difesa nazionale. Qualsiasi futura acquisizione in questo ambito includerà indubbiamente significative clausole di compensazione industriale e di trasferimento tecnologico.
Fonte: Lockheed Martin e Defence Web
Foto: Lockheed Martin, Embraer e Reali Forze Armate del Marocco
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