Los Alamos cade a pezzi

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(Adnkronos/Washington Post) – Il Laboratorio Nazionale di Los Alamos, una delle installazioni nucleari piu’ importanti degli Stati Uniti, cade a pezzi. Costruito in assoluta segretezza all’inizio del 1943 nel New Mexico, per progettare e costruire la prima bomba atomica Usa, negli anni successivi il laboratorio e’ divenuto uno dei principali centri di ricerca e sviluppo al servizio dell’apparato militare statunitense, con circa 11mila addetti. Eppure, denuncia il Washington Post, alcuni impianti di Los Alamos sono in serio disfacimento. Nell’edificio chiamato Wing 5, che fa parte dei laboratori di chimica e metallurgica, dove vengono effettuate le ricerce sui nuclei di plutonio delle testate nucleari, le tubature nelle quali scorrono le pericolose acque di scarico dell’impianto in alcuni punti sono letteralmente tenute insieme con il nastro isolante per evitare perdite. In alcuni casi attorno agli improvvisati ‘rammendi’ sono state legate delle buste di plastica per ‘sigillare’ ulteriormente la perdita. A volte, come ha raccontato Bret Knapp, lo scienziato che dirige il programma militare del laboratorio, quando c’e’ una perdita l’edificio deve essere evacuato finche’ gli ispettori non verificano la non radioattivita’ del liquido. Anche l’impianto elettrico della struttura non sarebbe a norma e andrebbe sostituito. Il rinnovamento dell’impianto era stato previsto gia’ 20 anni fa, ma nel 1998 gli architetti individuarono una linea di faglia al di sotto della struttura. La scoperta fece schizzare in alto i costi della ricostruzione, al punto che nessuna amministrazione se l’e’ finora sentita di approvare la spesa. L’Amministrazione Obama ha fissato il costo a 6 miliardi di dollari. Tuttavia, gli oppositori del progetto all’interno del Congresso e gli attivisti antinucleari sostengono che la costruzione di un nuovo e costoso impianto sia inutile e che esso sarebbe comunque pericoloso dal punto di vista ambientale se ricostruito sopra la linea di faglia. La spesa si inquadrerebbe nel piu’ ampio programma di rinnovamento e messa in sicurezza dell’arsenale e delle strutture nucleari Usa, considerato ormai improcrastinabile. Uno studio condotto questa estate dallo Stimson Center di Washington ha stimato che nei prossimi 10 anni dovrebbero essere spesi almeno 352 miliardi di dollari per modernizzare l’attuale arsenale. Di questi, almeno 88 miliardi sarebbe necessari per rinnovare i laboratori e gli impianti di manutenzione e ricerca. Sul programma di rinnovamento e messa in sicurezza dell’arsenale nucleare pende pero’ la spada di Damocle delle ristrettezze del bilancio federale, alle prese con la peggiore recessione del Dopoguerra, e il rischio che a fine anno il Congresso, incapace di trovare un accordo sui tagli, sia obbligato a tagliare automaticamente 1,2 trilioni di dollari dal bilancio della Difesa per i prossimi 10 anni.

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