L'Esercito nel "teatro operativo" italiano

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Lo stato Maggiore dell’Esercito ha appena fornito un aggiornamento circa l’impiego dei reparti nelle operazioni sul territorio nazionale. Un centinaio di militari sono operativi da lunedì nella cosiddetta “terra dei Fuochi”, un territorio compreso tra la provincia di Caserta e di Napoli caratterizzato dalla presenza di discariche abusive di sostanze tossiche. I militari hanno il compito di pattugliare e di sorvegliare le aree individuate all’interno dei comuni che hanno sottoscritto il patto della “Terra dei fuochi” per prevenire e reprimere i reati ambientali, in particolare lo sversamento incontrollato di ulteriori rifiuti ed i conseguenti roghi illegali.

I settori d’intervento sono stati indicati dalle Prefetture di Napoli e Caserta ed assegnati ai militari dell’Esercito della Brigata “Garibaldi” di Caserta, già responsabile del Raggruppamento Campania per l’operazione “Strade Sicure” in Campania dove opera da oltre 5 anni, con oltre 500 unità per la lotta alla criminalità e contro i reati ambientali. L’Esercito è in concorso alle Forze dell’Ordine per fornire supporto per la vigilanza e il presidio del territorio, per il concorso alle rilevazioni ambientali e anche per fornire supporto logistico per la rimozione di materiale eventualmente interrato. Sono circa 4mila i militari dell’Esercito che dal 4 agosto 2008, sono impiegati in concorso alle forze di Polizia nell’operazione nazionale “Strade Sicure” in attività di pattugliamento e di vigilanza ad obiettivi sensibili, aree metropolitane, ai centri di identificazione ed espulsione (CIE) e ai C.A.R.A. (Centri Assistenza Richiedenti Asilo).

Dall’inizio dell’operazione l’Esercito ha contribuito al sequestro di più di 2 tonnellate di droga, oltre 560 armi, quasi 12.000 mezzi, a più di 14.000 arresti e a controllare circa 1 milione e 900mila persone ed oltre un milione di mezzi. Al di là dei risultati resta aperta la questione se l’Esercito debba occuparsi di pattugliare strade e città, controllare immigrati clandestini, occasionalmente spalare la neve) e persino di contrastare le discariche abusive di rifiuti tossici. Compiti per i quali lo Stato e le amministrazioni locali (cioè i contribuenti) pagano molte altre organizzazioni, aziende e corpi.

 

Ormai l’andazzo è così diffuso da rappresentare un vero e proprio trend, con l’Esercito impiegato a fare la balia a forze dell’ordine e netturbini mentre la Marina è impegnata da novembre a portare in Italia migliaia di immigrati clandestini ogni settimana contribuendo così all’arricchimento dei trafficanti di esseri umani nordafricani. Certo la crisi e i continui tagli al bilancio hanno ormai limitato o in alcuni casi azzerato la possibilità di addestrare i reparti al combattimento ma di questo passo si rischia una deriva di tipo cubano o vietnamita, Paesi dove i militari vengono impiegati per i lavori pubblici e. stagionalmente, per la raccolta del riso o della canna da zucchero.

Foto Esercito Italiano

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