Ritornano gli AMX da Herat ma è silenzio su bersagli colpiti e ordigni lanciati

Un-cacciabombardiere-AMX-nellHangar-di-Camp-Arena-Herat-2

I caccia dell’aeronautica militare italiana hanno lasciato definitivamente l’Afghanistan dopo una missione durata quasi 5 anni che ha visto effettuare oltre i9mila ore di volo in 3100 missioni per  garantire il supporto tattico e la ricognizione ai militari alleati e afghani nell’ambito della missione dell’ISAF. Una missione quella dei caccia Amx partita nel novembre del 2009 e terminata ieri all’aeroporto di Pratica di Mare a Roma, con l’atterraggio di tre caccia partiti ieri dalla base di Herat, definita dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il generale Pasquale Preziosa, “la missione più lunga compiuta dai nostri caccia dopo la seconda guerra mondiale”.  I caccia Amx della Task Group “Black Cats”  (costituita da 70 militari del 32° Stormo e del 51° stormo) attesi a Pratica di mare erano 4 ma ne sono arrivati solo tre perché il quarto è rimasto fermo negli Emirati Arabi a causa di un guasto al sistema di areazione del mezzo. Segno, questo, dell’usura dei nostri caccia ormai arrivati al termine del loro ciclo tecnico così come sottolineato da generale Preziosa: “sono giunti al termine della loro vita tecnica, c’è la necessità’ di velivoli nuovi.

Questi sono stati concepiti negli anni 70 e sono durati fino al 2014, ora occorrono aerei adatti alla realtà ed equipaggiati per poter intervenire ovunque il Parlamento ci dica di intervenire”.  L’Aeronautica ha precisato che i velivoli hanno raggiunto ben 7500 obiettivi assegnati senza alcun ‘danno collaterale’ con assoluta precisione rispetto alle regole di ingaggio. E’ noto che i jet hanno colpito anche diverse antenne di comunicazione dei talebani  ma nessun dato è stato fornito circa il numero e il tipo di ordigni impiegati o le missioni di bombardamento effettuate contro i miliziani. Lo stesso “vuoto informativo” che caratterizza l’impiego degli elicotteri da attacco AW-129 Mangusta (oltre 10 mila ore di volo nei cieli afghani) dell’Aviazione dell’Esercito.

L’Aeronautica Militare prosegue la  missione afghana assegnata alla Joint Air Task Force con aerei C 130, per il trasporto tattico, e con gli aerei da guerra elettronica C-27 ‘Jedi’, per la neutralizzazione delle comunicazioni avversarie, oltre ai droni Predator utilizzati per ricognizione ed intelligence, e la squadra elicotteri. I militari dell’aeronautica italiana sono inoltre impegnati nell’addestramento dei piloti afghani e per la gestione degli aeroporti.

Foto: ISAF RC-W /Joint Task Force Air

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password