L’Argentina (forse) riarma, Londra rafforza le Falkland

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Le voci di un potenziamento delle forze aeree argentina hanno indotto Londra a valutare il rafforzamento le difese aeree e antiaeree nelle isole Falkland, teatro nel 1982 di un conflitto tra i due Paesi sviluppatosi tra il 2 aprile e il 15 giugno.

Nonostante le gravi difficoltà economiche e politiche del governo di Cristina Kirchener (anzi, forse proprio a causa di queste) l’Argentina sta intensificando gli sforzi diplomatici per ottenere un riconoscimento alla sua sovranità sull’arcipelago.

L’Aeronautica Militare di Buenos Aires vorrebbe  ottenere dalla Russia tramite un contratto di locazione 12 cacciabombardieri Sukhoi Su-24 in cambio di beni di prima necessità quali carne bovina e frumento. A riportare la notizia è il Daily Express che in toni allarmistici ha configurato una futura posizione di predominanza delle forze aeree argentine ai danni delle isole Falkland/Malvinas.

Secondo il tabloid i funzionari britannici della Difesa temono infatti che il possesso di questi velivoli russi possa avvenire prima del dispiegamento nel 2020 della portaerei HMS Queen Elizabeth e dei suoi caccia F-35B, lasciando così una “vera e propria finestra di vulnerabilità”.

I tagli alla Difesa inglese, sempre secondo il Daily Express, hanno lasciato presso la base aerea di Mount Pleasant (nella foto a sinistra) solamente quattro caccia della RAF Typhoon e meno di 1.200 soldati, sommati ad alcuni sistemi anti-aerei e varie batterie di artiglieria: una guarnigione che costa quest’anno a Londra 63 milioni di sterline.

Sebbene le differenze di prestazioni tra il Typhoon e il Su-24 siano decisamente a favore del primo, specialmente in virtù del fatto che il Su-24 (progettato esclusivamente per missioni d’interdizione e attacco al suolo) ha effettuato il primo volo nel lontano 1967,  le caratteristiche tecniche di quest’ultimo sono pur sempre notevoli.

Si tratta di un bimotore con ala a geometria variabile capace di un raggio d’azione di 615 chilometri di operare tranquillamente in missioni a bassissima quota (con profilo lo-lo-lo) ad una velocità di 1315 Km/h e con una dotazione di 3000 Kg di carico bellico di tutto rispetto tra cui bombe a guida tv/laser KAB-500KR/KAB-500L, missili aria-terra anti radiazioni, anti nave e per l’attacco a obiettivi terrestri quali i Kh-31, Kh-59 e Kh-29.

La Russia ha avviato legami amichevoli con l’Argentina nel 2010 in occasione della firma di un contratto con Buenos Aires relativo alla vendita di due elicotteri d’assalto Mi-17 (si trattò allora del primo acquisto argentino di hardware militare russo.

Nel luglio dello scorso anno la visita del presidente Vladimir Putin in Argentina ha successivamente contribuito a rafforzare i rapporti tra i due paesi e probabilmente ha inaugurato la strada per lo scambio di materiale militare per prodotti alimentari e merci di prima necessità.

Tale misura è chiaramente dovuta al divieto d’importazione di alimenti provenienti dagli Stati Uniti, dall’UE, Norvegia, Australia e Canada e in risposta alle sanzioni applicate dai suddetti paesi contro la Russia per la crisi Ucraina.

La situazione delle Forze Aeree argentine si fa sempre più precaria in vista dell’invecchiamento della flotta aerea (oggi costituita da una ventina di Lockheed Martin A-4, alcuni esemplari di Mirage 5, Mirage III e israeliani IAI Nesher): cioè gli stessi velivoli già in servizio all’epoca del conflitto del 1982.

La modernizzazione delle forze aeree è resa complicata dalle difficoltà finanziarie di Buenos Aires e dalle iniziative di Londra. Dopo l’annuncio lo scorso ottobre del ministro della Difesa Agustin Rossi di voler acquistare 24 caccia Saab Gripen (già ordinati dal Brasile) la Gran Bretagna ha post il veto sull’affare in quanto il 30% del velivolo svedese è costituito da parti “made in England”.

Foto: UK MOD, aeronautica russa,

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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