Prospecta: l'esercito guarda al futuro

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L’Esercito guarda al futuro. Al fine di tracciare le linee evolutive del suo strumento in relazione ai concetti di sostenibilità e credibilità all’interno delle linee guida del redigendo Libro Bianco, l’Esercito ha presentato al CASD il documento Linee di sviluppo evolutivo ed innovativo dello strumento militare terrestre frutto del programma di studio PROSPECTA (PROgramma Studio ProspettivE Crisi Tecnologie Abilitanti).

Il documento nelle sue 140 pagine suddivise in tre capitoli consente di avere un quadro d’insieme di quello che la forza armata necessita per fronteggiare le nuove sfide facendo sistema con l’industria per individuare le strategie necessarie per sfruttare al meglio gli investimenti, soprattutto capitalizzando le risorse nel medio-lungo periodo. Infatti nell’ottica di fare di più con minori risorse si deve comprendere che la Difesa non è un comparto in cui si possono fare tagli lineari ma servono scelte mirate da parte politica, militare e industriale.

L’obiettivo del gruppo di lavoro istituito dall’Esercito – composto da ufficiali, analisti politico-strategici e rappresentanti dell’industria –  è stato quello, attraverso un’attenta analisi della percezione e dell’evoluzione della minaccia a livello globale, di individuare la struttura di un nuovo strumento più flessibile, leggero ma credibile sfruttando le nuove tecnologie abilitanti dove con questo termine si intendono quelle soluzioni su cui puntare e investire.

In sostanza è il primo passo verso quel Libro Verde con cui l’Esercito vuole indicare le sue aspettative operative come hanno già fatto l’Aeronautica e la Marina inserendosi nel dibattito politico di come dovranno essere le forze armate del futuro e per sottolineare l’importanza dello strumento terrestre.

La presentazione al CASD avvenuta lo scorso 9 febbraio di PROSPECTA è di fatto la presentazione del Piano di Investigazione Congiunto Esercito – Industria all’interno di una cornice di lavoro con l’AIAD (Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza).

Tutti gli interventi hanno avuto come comune denominatore il concetto che la sicurezza come la difesa non sono concetti che vanno a corrente alternata ma necessitano di un piano organico che deve essere sempre mantenuto e non essere oggetto di pulsioni emotive suggerite dal momento politico.

L’Esercito deve rinnovarsi negli equipaggiamenti e mezzi con la necessaria continuità ed infatti è stato sottolineato dal CSME generale Graziano come dei mezzi impiegati in Afghanistan dall’inizio delle operazioni pochissimi sono ancora in servizio in linea mentre la stragrande maggioranza sono stati ritirati perché non hanno superato la prova del fuoco mentre altri hanno dovuto essere aggiornati completamente; questo significa che in futuro ci dovrà essere la necessaria sinergia con l’industria perché i vecchi sistemi di armi portatili, individuali, sistemi complessi abbiano uno sviluppo tale che sistemi “pensati” oggi possano essere impiegati nel lungo termine per una migliore ottimizzazione dei costi.

I sistemi devono essere costantemente aggiornati e quindi devono essere progettati insieme all’industria per poi essere modulari ed evolversi nel tempo; le piattaforme devono quindi essere progettate in un’ottica fortemente modulare per avere una vita operativa di 40/50 anni. Un progetto fatto adesso dovrà contenere aggiornamenti costanti e pensati nelle sue evoluzioni/trasformazioni.
Nell’intervento introduttivo di Moretti, ad di Finmeccanica, è stato sottolineato come il comparto industriale confrontandosi con altri competitors conosce quali sono i suoi punti di debolezza e difficoltà ma conosce i suoi punti di forza e su questi concentrare gli sforzi per offrire alle forze armate programmi organici di alte prestazioni per imbastire un’operazione di difesa di alta qualità.

Per le nuove piattaforme dovranno essere mantenute delle tecnologie distintive a disposizione delle nostre forze armate per avere requisiti peculiari; l’accento poi è stato posto sulle piattaforme e sistemi unmanned, i nuovi materiali per l’incremento della protezione per non parlare delle soluzioni tecnologiche per i sistemi di forza duali.

Per mantenere lo strumento militare costantemente adeguato si richiede una programmabilità a lungo termine che non significa chiedere alla politica maggiori stanziamenti ma che i programmi possano essere ben programmati e senza subire interruzioni.

Le prospettive industriali sono state sinteticamente illustrate da Giovanni Soccodato – EVP Strategie, Sviluppo dei mercati e del business Finmeccanica, da Roberto Cibrario Assereto, presidente Iveco DV e Franco Gussalli Beretta, vice presidente e amm.re delegato dell’azienda omonima.

Per quanto concerne il settore delle piattaforme ruotate, ricordiamo che un settore di eccellenza per l’Italia è quello dei blindati 8×8 dove troviamo i veicoli su piattaforma Centauro/Freccia con il programma della nuova blindo Centauro 2, VBM Nucleo Tattico e VBM Nucleo Comando; c’è poi l’acquisizione dei VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) Lince e in variante 1A e dei VTMM( Veicolo Tattico Medio Multiruolo) Orso.

Nel documento PROSPECTA troviamo poi nel secondo capitolo l’introduzione del nuovo concetto Sistema di Forza, un coacervo di macrocaratteristiche che riguardano l’integrazione, la dualità, la modularità, leggerezza e protezione, la sostenibilità ambientale e l’efficienza logistica. Questo concetto dovrebbe portare ad una maggiore integrazione di sistemi e piattaforme per l’espletamento di esigenze operative in particolari contesti.

Ovviamente una parte importante della pubblicazione è incentrato su quelli che sono i trend futuri sia sotto il profilo socio-politico che sotto quelli demografici, economici e ambientali, un quadro sintetico ma esaustivo fatto da Germano Dottori e Andrea Ungari, docenti di studi strategici della LUISS.

La dimensione strategica così come è stata delineata serve a comprendere quali sono le minacce che l’Italia non è in grado di fronteggiare da sola in quanto potenza media, vulnerabilità che richiede un approccio diverso da quello sin qui tenuto dalla politica, un approccio che non vuol dire avere stanziamenti a pioggia ma programmati  ad interventi mirati per avere le capacità necessarie ed effettive di far fronte ai nuovi scenari.

Da questo quadro scaturisce quindi la necessità di documento che evidenziasse l’importanza dello strumento terrestre in una sorta di libro verde alla stregua di documenti analoghi già presentati dall’Aeronautica e dalla Marina.

La presentazione al CASD di PROSPECTA ha visto la conclusione dei lavori con l’intervento del ministro della Difesa Roberta Pinotti che ha richiamato l’attenzione su come  l’evoluzione del quadro strategico presenti minacce sia da est che da sud e come sia stato possibile per il nostro paese, nel quadro delle alleanze, rispondere positivamente. Ora però si pone il problema di quali dovranno essere i sistemi d’arma adeguati per i prossimi 30/40 anni ragionando su come muoversi soprattutto da parte della politica.

Il ministro sembra aver considerato il documento PROSPECTA come un “pezzo” del Libro Bianco già presentato al Capo dello Stato e che verrà a breve discusso al consiglio supremo della difesa. Nelle parole del ministro emerge quindi la ricerca di dare una certezza temporale all’industria per gli investimenti per la difesa in modo da conciliare le esigenze della difesa con le risorse disponibili..

Foto: Difesa.it, Esercito Italiano, Iveco, Finmccanica

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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