Anonymous viola Expo' e Difesa: arrestati gli hacker

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La Polizia di Stato ha eseguito ieri a Torino, Sondrio, Livorno e Pisa perquisizioni e arresti nei confronti di una sofisticata organizzazione di hacker di livello internazionale, responsabile di numerosi attacchi in danno di sistemi informatici di importanti infrastrutture critiche nazionali e siti istituzionali. L’ultimo bersaglio della “crew” i sistemi informatici di Expo 2015.  All’opera i poliziotti della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.IC.) nell’ambito  dell’Operazione denominata “Unmask”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Due le persone ristrette ai domiciliari dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, un’altra denunciata per associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici, all’interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, all’accesso abusivo a sistemi informatici, nonchè alla detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici.

Denunciate inoltre due persone per favoreggiamento personale.  Nel corso delle perquisizioni che hanno interessato diverse città del centro nord sono stati sequestrati numerosi personal computer e altri dispositivi utilizzati per commettere gli attacchi.

Le attività investigative sono state condotte con il fondamentale apporto dei Compartimenti regionali della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia, della Toscana e del Piemonte, nonché con il supporto operativo della personale della Questura di Livorno e del Servizio Polizia Scientifica.

Determinante il ruolo del personale del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni titolare delle indagini, impegnato per mesi in complesse attività tecniche sotto copertura finalizzate all’identificazione dei soggetti nascosti dietro fantasiosi nickname che agivano con la sicurezza garantita dai vari servizi di armonizzazione.

Le indagini hanno permesso di individuare una cellula criminale al vertice dell’attuale panorama hacktivista italiano, responsabile nel tempo di numerosi attacchi ai danni dei sistemi informatici di importanti infrastrutture critiche, siti istituzionali e di rilevanti realtà economiche del paese, da ultimo anche i sistemi informatici di Expo 2015 e del Ministero della Difesa.

I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nei confronti di due cittadini italiani: un livornese di 31 e un 27 originario della provincia di Sondrio. Denunciati inoltre un 36enne originario della provincia di Torino e due giovani originari della provincia di Livorno, un 27enne e un 31enne.

A loro carico, nel corso dell’indagine, sono stati acquisiti concreti e inequivocabili elementi probatori che hanno permesso  di ricostruire un complessoscenario criminale in cui gli indagati erano soliti muoversi per portare a termine ripetuti attacchi informatici ai sistemi di numerose amministrazioni pubbliche ed aziende private, dalle quali venivano illecitamente carpite credenziali di autenticazione (userid e password) ed altre informazioni sensibili, successivamente pubblicate sul web, attraverso veri propri canali social noti nell’ambiente.

Il sodalizio criminale nel tempo ha attaccato i sistemi informatici di importanti istituzioni ed infrastrutture critiche quali Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, i Ministeri  dell’Interno, della Giustizia, della Salute, dello Sviluppo Economico, la Procura della Repubblica ed il Tribunale di Torino (campagna NO TAV), la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, le Regioni Veneto, Calabria, Piemonte, Equitalia, i sindacati di Polizia COISP e SIULP e della Polizia Penitenziaria SAPPE ed OSAPP, ENI e Enel.

Recentemente infine il sodalizio criminale, che aveva diretto la propria attenzione ai sistemi informatici di EXPO 2015. Nella giornata di mercoledì infine i soggetti (appartenenti al network Anonymous che ha rivendicato l’attacco) si sono resi responsabili di attacchi ai sistemi informatici della Difesa, pubblicando dati sensibili, account, indirizzi e recapiti e mail. Le attività investigative hanno permesso di acquisire determinanti e definitivi riscontri per le indagini delle Procure di Roma e Milano.

(con fonte Italpress)

Foto: Polizia di Stato, Expò 2015, Ministero della Difesa

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