MISSILI S-300 E SU-25 AGGIORNATI PER IL KAZAKHSTAN

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L’Aeronautica Militare del Kazakhistan (Kazakistan Air Defense Force o KADF) sta lavorando ad un importante progetto di aggiornamento dei propri cacciabombardieri Sukhoi Su-25.

Una fonte proveniente dall’industria della difesa kazaka ha riferito al Janes che il programma di aggiornamento dei Su-25 è iniziato nei primi mesi del 2016 ed è in corso di attuazione grazie agli sforzi congiunti delle aziende del settore del Kazakistan e della Bielorussia.

Nel dettaglio sarebbero la KAI (Kazakistan Aviation Industry) e la bielorussa 558 Aircraft Repair Plant (con l’acronimo russo di “ARZ”) a lavorare sui velivoli al fine di estenderne la vita operativa e aumentarne l’efficacia in combattimento.

La stessa fonte ha rivelato che le prove di volo dei Su-25 aggiornati sono previste per la metà del prossimo anno e che le piattaforme riceveranno un nuovo glass cockpit basato sul sistema di visualizzazione informazione SOI-25 comprendente l’HUD ILS-31M, unità di display backup IRP-5, pannello di controllo dei sistemi avionici PUS-29, camera TV SVR-12 e due display multifunzione MFI-10 ai lati del cruscotto, riportanti rispettivamente dati di volo e navigazione e informazioni sul target e stato dei sistemi avionici.

Sarà aggiornato anche il sistema di puntamento PS-25, che non solo amplierà la gamma di munizionamento trasportabile (tra cui il missile aria-aria R-73 / “AA-11 Archer”, il missile aria-terra Kh-29T e la bomba guidata KAB-500KR guidata), ma migliorerà la precisione di impiego delle armi non guidate.

Verrà migliorata anche la capacità di sopravvivenza attraverso l’integrazione delle suite jamming ospitate all’interno di due pod alari montati su piloni numero 1 e 11, mentre le immagini potranno essere registrate mediante una fotocamera KT-TV separata ed analizzate dal sistema di elaborazione delle informazioni post missione SOVI-12.

Potenziata inoltre la suite di comunicazione radio Sistema Radiosvyazi-25 (SR-25) supportante le comunicazioni dati e voce attraverso l’uso della radio Prima-DMV funzionante in modalità-canale fisso (FRF) e in modalità di salti di frequenza radio (ECCM) in gamma 30-399,975 MHz.

Lo stato di manutenzione dei velivolo sarà ampiamente velocizzato attraverso l’adozione di un sistema di autodiagnosi e registrazione dati dei sistemi di volo BUR-4-1-10 che sarà accessibile dal personale tecnico attraverso una speciale console Dvina-M al rientro da qualsiasi missione.

Secondo il rapporto Military Balance 2016 pubblicato dall’Istituto internazionale per gli Studi strategici (IISS), la Kazakhstan Air force attualmente schiera 103 aerei da combattimento: di cui 12 MiG-29 (“Fulcrum”) più 2 MiG-29UB da addestramento, 32 MiG-31 (“Foxhound”), 12 MiG-27 (“Flogger-D”), 2 MiG-23UB (“Flogger-C”), 21 Su-27 (“Flanker”), 4 Su-27UB (“Flanker”), 4 Su-30SM (“Flanker-H”), 12 Su-25 (“Frogfoot”), 2 Su-25UB da addestramento, 1 An-30 (“Clank”), 2 An-12 (“Cub”), 6 An-26 (“Curl”), 2 An-72 (“Coaler”), 4 C-295, 2 Tu-134 (“Crusty”), 1 Tu- 154 (“Careless”) e 17 L-39 Albatros (“Maya”).
Nel campo della difesa aerea il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha di recente annunciato la consegna a titolo gratuito di diverse batterie di sistemi missilistici per la difesa aerea a lungo raggio S-300PS al Kazakistan.

Il dispositivo S-300PS – codice NATO SA-10 Grumble B – è dotato di missili capaci di colpire aerei (anche a bassa quota) e missili cruise nemici sino ad una distanza di 90 chilometri.

Così come dichiarato da Shoigu nel 2014, il Kazakistan riceverà un numero di S-300PS tale da poter garantire il controllo e la protezione del proprio spazio aereo. Fonti kazakheriferiscono della consegna di mezzi per equipaggiare 5 battaglioni, ognuno con 6 veicoli lanciatori.

Nelle intenzioni di Mosca vi è il progetto di costruire un vasto sistema di difesa aerea integrata che comprende diversi paesi ex sovietici, membri assieme alla Russia dell’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO – Collective Security Treaty Organization), tra cui, in particolare, Bielorussia, Armenia e Kazakistan, coi quali accordi di questo tipo sono già stati siglati (con i restanti governi del Kirghizistan e Tagikistan, facenti parte anch’essi della CSTO, le trattative sono in corso).

La creazione di uno spazio aereo comune ai paesi dell’alleanza militare capeggiata da Mosca rafforzerà l’importanza ed il peso strategico della stessa CSTO e consentirà al Cremlino di incrementare le proprie capacità di controllo ed intervento su regioni ad alta instabilità (Asia Centrale/Afghanistan) o in cui i contrasti con la NATO si son fatti sempre più intensi (Caucaso, Mar Nero e Baltico).

Le batterie donate al Kazakistan sono probabilmente quelle in dotazione alle forze di Mosca recentemente sostituite dal più avanzato sistema di difesa aerea a lungo raggio S-400.
Per quanto concerne le novità circa la flotta elicotteristica, in occasione del IV Salone kazako Internazionale di sistemi d’arma ed equipaggiamenti militari KADEX-2016 tenutosi nella capitale Astana ai primi dello scorso mese, Russian Helicopters ha annunciato che il Kazakistan ha firmato un contratto per quattro elicotteri d’attacco Mil Mi-35M (“Hind-E” per la NATO).

“Le prime consegne di questi elicotteri avverranno entro la fine di quest’anno” – ha dichiarato il vice direttore generale della holding Alexander Shcherbinin durante la mostra KADEX-2016.

Il Mi-35 è una versione export aggiornata e radicalmente modificata del Mi-24VM la cui produzione ha avuto inizio dal 2005; esso può volare in missioni di combattimento giorno e notte e in qualsiasi area geografica con condizioni climatiche critiche.

Il Mi-35M è dotato di avanzate armi ad alta precisione e può essere utilizzato per distruggere bersagli corazzati, per fornire supporto aereo per operazioni di terra o per missioni di attacco al suolo; tuttavia la sua estrema versatilità lo rende perfettamente idoneo anche in missioni di evacuazione sanitaria o come elicottero da trasporto di carichi in cabina o mediante l’uso di un gancio esterno.

Il Mi-35M è attualmente in carico alle Forze Armate della Russia, del Venezuela, del Brasile, dell’Iraq, dell’Azerbaigian, della Nigeria e recentemente è stato oggetto di ordinazioni anche da parte del Pakistan. Numerosi altri paesi detengono invece altre versioni del Mi-35.

Foto: The Aviationist, Planetspotters,  Patrick Rogies, Jane’s, Irina Borsuchenko / Shutterstock.com, RIA Novosti, inform.kz e Sergey Bobylev/TASS

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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