Iraq: 7.000 i peshmerga addestrati dalle forze italiane

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Sono 7.000 i peshmerga curdi addestrati in Iraq dai militari dell’Esercito italiano dell’operazione “Prima Parthica” per la lotta contro lo Stato Islamico. Ad Erbil e nelle basi di Bnslawa, Atrush e Sulimania nel Kurdistan iracheno, il contingente italiano sta conducendo attività formative nell’ambito del Kurdistan training coordination center (KTCC) impiegando 120 istruttori.

“In totale sono circa 18 mila i peshmerga addestrati (dal KTCC- ndr)  circa 7 mila da istruttori italiani”, dice il generale Francesco Maria Ceravolo, comandante del contingente, parlando in video collegamento dalla base di Baghdad, dove operano i consiglieri militari italiani assegnati alle forze speciali irachene.

Tra le diverse attività formative si tengono lezioni specifiche, in ambienti tipici del territorio curdo: dalla “urban operation”, focalizzata sulle tecniche di guerriglia urbana, al “counter improvised explosive devices” per disinnescare le mine nascoste dai jihadisti, fino all’esercitazione al poligono di tiro con i Kalashnikov Ak-47 e i fucili d’assalto M-16.

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“Gli addestramenti partono dalle base – dice uno dei trainer italiani – per il semplice motivo che i peshmerga sono un esercito valoroso, organizzato e con ampia conoscenza del territorio, ma sono privi della tipica strutturazione militare fatta di azione e prevenzione”. Particolarmente efficaci gli addestramenti di “combat care under fire” per imparare come tamponare le ferite riportate sul fronte e che, dice uno dei peshmerga, “ci sta consentendo di limitare il numero di morti e mantenerci operativi con un numero di uomini notevole”.

I peshmerga sono impegnati in combattimento a poche ore di strada dalla base, tra Mosul e il distretto di Hawija. “Sono soddisfatto del lavoro fatto – conclude il generale Ceravolo – e ci viene riconosciuto anche dalla controparte irachena”.

Mentre i militari italiani addestrano i curdi nell’ambito dei loro compiti istituzionali può apparire paradossale che un “volontario” italiano, ex militare titolare di una società di sicurezza, venga indagato per “mercenariato” per aver operato in Kurdistan come istruttore dei peshmerga.

E’ quanto accaduto ad Alex Pineschi, spezzino di 33 anni ed ex alpino, iscritto sul registro degli indagati dopo essere rientrato in Italia e sentito dal procuratore capo della Spezia Antonio Patrono. Da qualche tempo la Digos monitorava la sua pagina facebook, in cui venivano annotate informazioni e fotografie dei combattimenti in atto. La notizia è stata riportata da Il Secolo XIX. Diciassette mesi fa Pineschi andò in Iraq con l’intenzione di contribuire all’addestramento militare dei peshmerga curdi contro l’Isis.

Ma per gli investigatori il sospetto è che lo scorso anno abbia combattuto senza essere parte delle forze armate in conflitto o senza essere in missione ufficiale ma come titolare di una agenzia privata di sicurezza per la formazione militare di combattenti. “Non sono un mercenario, sono un ex militare che si è impegnato per una giusta causa” si difende. Ci sono gli attestati rilasciati dalle autorità curde, afferma, come prova della sua attività.

Foto KTCC

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