Se in Danimarca i foreign fighters prendono la pensione

Roma, 5 nov. (askanews) - "Fuga di massa" in Siria dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) da Ana, cittadina a 190 chilomteri a ovest del capoluogo della provincia irachena al Anbar che era ancora controllata dal Califfato. A riferirlo sono media locali.

"Nelle ultime ore e fino alla mattina di oggi (sabato) nella cittadina di Ana controllata da Daesh (aconomio in arabo dell'Isis) è stata registrata una fuga di massa di elementi dell'organizzazione con loro familiari verso la città di al Qaim" valico sulla frontiera irachena con la Siria, ha detto oggi raji Barakat membro del Consiglio provinciale di al Anbar citato dal quotidiano panarabo al Quds al Arabi,.

"Gli elementi fuggiti sono stranieri di varie nazionalità ma anche iracheni ed arabi", ha spiegato il consigliere aggiungendo che "la fuga è avvenuta dopo che i terroristi hanno fatto esplodere gli edifici governativi e saccheggiato quanto trovato all'interno degli uffici ma anche in numeorse abitazioni, negozi e fabbriche".

Lo stesso consigliere ha spiegato che le forze governative "erano in procinto di lanciare un'offensiva" per la liberazione della citatdina controllata dagli uomini del Califfato dall'estate del 2014,

Le notizie che giungono dalla Danimarca suscitano serie perplessità circa l capacità dell’Europa di combattere i jihadisti e contrastare il terrorismo islamico e il ritorno dei foreign fighters.

Il governo di Copenaghen paga infatti sussidi e pensioni di invalidità a cittadini danesi andati in Siria a combattere per l’Isis. Lo scrive il quotidiano Berlingske ripreso dal sito The Local. Sono stati i servizi di sicurezza di Copenhagen a identificare diversi danesi cui sono state corrisposte pensioni anticipate o di invalidità e che poi sono andati a combattere in Siria.

Secondo i dati del governo circa 145 danesi complessivamente si sono uniti all’Isis in Siria e Iraq dal 2012. “E’ un grosso scandalo che sborsiamo il denaro del nostro welfare per gente che va in Siria – ha detto il ministro del lavoro Troels Lund Poulsen.

Stare in zone di guerra e prendere parte direttamente o indirettamente a operazioni militari non è in alcun modo compatibile con il ricevere sussidi per disabilità”. Ora sarà necessario un provvedimento di legge per poter sospendere il pagamento delle pensioni, perché allo stato attuale non è sufficiente la segnalazione dei servizi.

La Danimrca si è già distinta negli ultimi anni per il suo approccio “rieducativo” nei confronti degli estremisti e terroristi islamici “negoziando” con l’imam di una moschea di Aarhus, salafita propagandista della sharia fautore di roghi, decapitazioni e lapidazioni schieratosi apertamente con lo Stato Islamico e per aver pagato gli studi universitari ad alcuni foreigni fighters rientrati dalla Siria allo scopo di facilitarne il “reinserimento” nella società.

Foto Askanews

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