Lasciano La Spezia dopo 26 anni le corvette irachene Tipo 550

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Sono salpèate dal porto commerciale di La Spezia alle ore 20.09 di ieri, a bordo della nave bacino norvegese Eide Tarder, le due corvette irakene Mussa Ben Nassair e Tariq Ibn Ziad. Il 23 giugno, dopo un mese attraverso il Mediterraneo e il canale di Suez, arriveranno a Umm Qasr.

Le due corvette, che nella mattinata di ieri hanno lasciato la base della Marina Militare e si sono spostate nel porto commerciale per alcuni adempimenti, sono rimaste a La Spezia dal 1990 per le conseguenze della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Unscr 661-1990) con cui veniva vietata la vendita di armi o altro equipaggiamento militare all’Iraq in seguito all’invasione del Kuwait e allo scoppio della prima Guerra del Golfo.

Dopo lunghe trattative il 15 maggio Fincantieri e il governo di Baghdad avevano raggiunto un accordo che ha risolto dopo un quarto di secolo l questione delle due corvette commissionate nel 1980.

L’intesa prevede, a fronte della chiusura di tutte le controversie giudiziarie pendenti, il rifacimento e la messa in servizio delle due corvette a cura di Fincantieri e i relativi contratti verranno perfezionati in tempi brevi. Il contenzioso con l’Iraq riguardava inizialmente i contratti per la fornitura di 11 navi militari (4 fregate, 6 corvette e un rifornitore) con relativo supporto logistico che Fincantieri si aggiudicò nel 1980.

Dopo la consegna delle prime 3 unità, di un bacino galleggiante e di altre componenti minori, l’esecuzione dei contratti venne bloccata prima che le navi potessero raggiungere l’Iraq. In conseguenza dell’embargo, le altre navi, praticamente ultimate, non hanno più potuto essere consegnate determinando danni ingenti a Fincantieri e alle altre aziende coinvolte.

Delle unità rimaste bloccata a La Spezia 4 corvette vennero poi vendite alla Marina Malese e le 4 fregate, derivate dalla Classe Lupo, vennero acquisite rispettivamente dalla Marina Militare Italiana che le ha impiegate intensamente come pattugliatori di squadra (Classe Soldati) di cui due unità sono ancora in servizio (Aviere e Bersagliere).

Per il recupero di tali danni, nel 1991, le parti italiane hanno promosso un contenzioso davanti al Tribunale di Genova contro la Repubblica dell’Iraq per ottenere il relativo risarcimento, risultando vincitrici. La sentenza è passata in giudicato.

L’Iraq, da parte sua, ha promosso un contenzioso contro le stesse parti italiane mediante arbitrato innanzi alla Camera di Commercio internazionale di Parigi; il lodo, che ha dichiarato inammissibili le richieste irachene, è stato impugnato davanti alla Corte d’Appello di Parigi, temporaneamente sospeso in previsione dell’accordo di oggi. Inoltre, a cavallo tra il 2011 e il 2012, l’Iraq ha aperto anche un terzo versante del contenzioso promuovendo un giudizio a Baghdad, a sua volta sospeso in attesa dell’esito del giudizio d’appello a Parigi.

(con fonte Ansa)

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