Secondo lancio per l’ICBM nordcoreano Hwasong 14

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La Corea del Nord ha lanciato un altro missile balistico intercontinentale e i rilievi preliminari dei militari di Usa, Corea del Sud e Giappone hanno concordato sul tipo di vettore balistico (Hwasong 14) e poi anche sulle caratteristiche di modello intercontinentale (Icbm), simili a quello testato il 4 luglio, se non più “avanzato”, come ipotizzato da Seul.

Il test era atteso dall’intelligence americana intorno al 27 luglio, giorno del 64/mo anniversario dell’armistizio della Guerra di Corea e lo Stato maggiore congiunto sudcoreano, in massima allerta da alcuni giorni, ha spiegato che il test, il 14° da inizio anno, è avvenuto poco dopo le 23:40 di venerdì “dalle vicinanze di Mupyong-ri, nella provincia settentrionale di Jagang” percorrendo poco più di mille chilometri ma raggiungendo una quita di 3mila chilometri. L’ultimo missile intercontinentale, lanciato il 4 luglio scorso, aveva raggiunto un’altitudine inferiore di 200 chilometri ed era rimasto in volo sei minuti in meno. Lo Hwasong 14 è accreditato di un’autonomia di almeno 10 mila chilometri se lanciato con traiettoria operativa tesa a raggiungere la massima distanza.

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato a stretto giro una riunione d’urgenza del Consiglio sulla sicurezza nazionale allo scopo di fare una prima analisi della situazione. Il vettore, ha detto invece il premier Shinzo Abe in un breve incontro con la stampa, è caduto nella zona economica esclusiva nipponica nel mar del Giappone dopo un volo di 45 minuti, secondo il portavoce del governo Yoshihide Suga. Tokyo ha convocato il Consiglio sulla sicurezza nazionale, così come Seul che ha anche chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza per imporre nuove sanzioni su Pyongyang.

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L’ultima mossa del Nord appare andare in direzione opposta alla proposta del Sud di avviare un dialogo militare per far calare le tensioni lungo il 38° parallelo e un confronto sugli incontri delle famiglie separate dalla Guerra di Corea. E sembra soprattutto una sfida al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dove sono in discussione le ipotesi di altre risoluzioni con sanzioni per il test del 4 luglio, il primo missile intercontinentale che ha mostrato un potenziale tecnico per poter raggiungere l’Alaska.

Jeffrey Lewis, esperto di non proliferazione nucleare del Middlebury Institute of International Studies in California, ha detto alla Bbc che da questi dati iniziali sembrerebbe che il missile testato oggi abbia un gittata di 10mila chilometri, sufficiente quindi a raggiungere la costa occidentale americana ed oltre.

Per il Ministero della Difesa di Mosca invece il missile balistico lanciato dalla Corea del Nord sarebbe “a medio raggio”, secondo quanto reso noto dal Ministero della Difesa di Mosca. Stando ai parametri di volo registrati dai sistemi di difesa antiaerea russa infatti il missile ha raggiunto un’altezza di 681 chilometri viaggiando per 732 chilometri prima di inabissarsi nel Mar del Giappone.

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un, ha dichiarato che il test missilistico conferma che tutto il territorio americano è nel raggio di azione di Pyongyang secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Kcna.

people are looking at the news that the second test-fire of ICBM Hwasong-14 was successfully carried out at night of July 28, Juche 106 (2017) under the supervision of Kim Jong Un, chairman of the Workers' Party of Korea, chairman of the State Affairs Commission of the DPRK and supreme commander of the Korean People's Army, at the Pyongyang railway station, in Pyongyang, DPRK, on Saturday, July 29th. (AP Photo/Jon Chol Jin)

Kim ha detto che il test ha dimostrato la capacità della Corea del Nord di lanciare “in ogni luogo e in ogni momento”, ha riferito oggi l’agenzia, aggiungendo che “il leader ha dichiarato con orgoglio che il test ha anche confermato che il territorio degli Stati Uniti è alla nostra portata di tiro.

L’agenzia di stampa nordcoreana ha quindi precisato che il missile intercontinentale lanciato ieri è una versione avanzata dell’Hwasong-14 ICBM, che ha percorso 998 chilometri in circa 47 minuti, raggiungendo un’altitudine massima di 3.724 chilometri.  “Il caro leader Kim Jong-Un ha espresso grande soddisfazione per il test perfettamente riuscito”, ha riportato ancora l’agenzia.

Stati Uniti e Corea del Sud hanno condotto esercitazioni militari congiunte dopo il nuovo test di un missile balistico intercontinentale effettuato ieri dalla Corea del Nord. Secondo quanto riferito dalle forze militari americane in Corea del Sud, nel corso delle manovre sono stati usati sistemi missilistici in grado di essere dispiegati rapidamente e sono stati lanciati missili nelle acque territoriali al largo delle coste orientali del Paese.

Il Pentagono ha reso noto che gli Stati Uniti e la Corea del Sud stanno considerando “le (possibili) opzioni di una risposta militare” contro la Corea del Nord ma il test ha avuto l’effetto di accelerare il dispiegamento del sistema di difesa missilistica americano THAAD che pure tante contestazioni aveva suscitato a Seul.

Lo ha detto oggi in conferenza stampa il ministro della Difesa di Seoul, Song Young-Moo, aggiungendo che l’esercito americano dispiegherà nella penisola coreana anche altri “assetti strategici”.

Seoul aveva congelato a inizio giugno il dispiegamento del sistema americano Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), motivando la decisione con la necessità di nuove valutazioni sull’impatto ambientale. Gli analisti avevano letto la decisione del governo come una manovra del nuovo presidente di centrosinistra Moon Jae-In di prendere le distanze dall’ex Capo di Stato conservatore, Park Geun-Hye, che aveva dato il via libera al Thaad nell’estate del 2016.

“Presto riavvieremo le consultazioni sul possibile dispiegamento” degli elementi ancora da installare del Thaad, ha precisato il ministro. Secondo un alto funzionario della presidenza, Seul ha già informato Pechino della propria decisione. La Cina, come la Russia, considerano il THAAD in Corea del Sud una minaccia diretta poiché il radar del sistema missilistico è in grado di esplorare in profondità lo spazio aereo cinese e di raggiungere quello russo.

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Il test missilistico condotto ieri dalla Corea del Nord, il secondo in meno di un mese, “è solo l’ultima delle azioni insensate e pericolose del regime nordcoreane” ha detto in una nota il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato il test di un missile balistico intercontinentale, respingendo le affermazioni di Pyongyang secondo cui queste armi servono a “garantire la sicurezza della Corea del Nord: in realtà, hanno l’effetto opposto.  Minacciando il mondo – ha sottolineato Trump – queste armi e questi test isolano ulteriormente la Corea del Nord, indeboliscono la sua economia e impoveriscono il suo popolo. Gli Stati Uniti prenderanno tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del territorio americano e proteggere i nostri alleati nella regione”.

La Cina ha condannato il test missilistico nord-coreano ma chiede cautela per evitare una escalation della tensione nella penisola coreana. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, poche ore dopo il lancio del secondo missile balistico intercontinentale da parte del regime di Kim Jong-un.

“La Cina si oppone alle attività di lanci della Corea del Nord”, ha dichiarato Geng, “che sfidano le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il desiderio comune della comunità internazionale”. Pechino chiede a Pyongyang di “attenersi alle risoluzioni dell’Onu, interrompere ogni atto che provochi un’escalation della tensione nella penisola coreana e unirsi agli sforzi di mantenere la pace e la sicurezza nella regione”.

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Pechino potrebbe però esercitare pressioni ben più forti facendo valere la dipendenza totale di Pyongyang dai rifornimenti cinesi, indispensabili alla sopravvivenza del regime e della popolazione nordcoreana.

Sul piano econimico la Corea del Nord ha segnato nel 2016 un Pil in crescita del 3,9 secondo le stime di Bank of Korea, l’Istituto centrale di Seul che dal 1991 monitora l’andamento dell’economia del regime, guidato dal dittatore Kim Jong-un.
Agricoltura, pesca e silvicoltura sono cresciute del 2,5%. Ma a trainare la crescita sono state in particolare le estrazioni minerarie di zinco, piombo e carbone (+12,6%) mentre il +6,7 per cento della chimica pesante ha permesso alla manifattura di raggiungere un incremento del 4,8%.

Nonostante le sanzioni economiche, l’interscambio commerciale ha fatto segnare un aumento del 4,7% a 6,5 miliardi di dollari. La bilancia commerciale è negativa, ossia Pyongyang importa di più (3,7 miliardi) di quanto esporti (2,8 miliardi).

Il principale cliente e fornitore del regime dittatoriale è la Cina. La popolazione nordcoreana non beneficia della ripresa dell’economia: il reddito annuo nazionale lordo, distribuito tra i 24 milioni di abitanti del Paese, è di 1.300 dollari pro capite, contro i 28.600 dollari dei sudcoreani. Il dinamismo di questa crescita senza pari da 17 anni a questa parte si spiega dunque con il balzo della produzione mineraria, carbone soprattutto, che viene esportato per lo più in Cina anche se Pechino ha affermato di aver ridotto del 75 per cento i propri acquisti di carbone dalla Corea del Nord dall’inizio del 2017.

Inoltre la siccità, la peggiore da 15 anni a questa parte, minaccia di lasciare la popolazione senza prodotti alimentari, secondo l’allarme lanciato dalla Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura

La valutazione di Analisi Difesa è che i test balistici nordcoreani vengano incoraggiati (o quanto meno non scoraggiati) dietro le quinte da Pechino con l’obiettivo di indurre gli USA a un negoziato bilaterale su tutti gli equilibri strategici nel Pacifico Occidentale. Meglio non dimenticare le tensioni tra Washington e Pechino causate dall’espansionismo cinese negli arcipelaghi contesi del Mar Cinese Meridionale e Orientale a spese degli altri Stati rivieraschi.

Per questo la rinnovata minaccia di Pyongyang sembra essere utile al disegno cinese di puntare a un negoziato globale con Washington in cui barattare il disarmo nucleare e balistico nordcoreano con l’accettazione del dominio cinese sugli arcipelaghi della cosiddetta “lingua di bue” e con il ritiro del THAAD da Seul.

 

(con fonti Ansa, AFP, Reuters e Asianews)

Foto:  KCNA, AP e CNN

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