Il ruolo dell’Hub NATO di Napoli: l’intervista del generale Portolano a “Il Mattino”

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Agenzia Nova – Il riconoscimento della piena operatività dell’Hub presso il Joint Force Command di Napoli è un grande successo per l’Italia, che ne è stata la più tenace sostenitrice, ma è soprattutto un beneficio per tutta l’Alleanza. Lo ha detto in una intervista a “Il Mattino” il generale di corpo d’armata Luciano Portolano, il capo di Stato maggiore del Joint Force Command di Napoli e Capo dell”Elemento di comando dell”Unione europea, che aggiunge:

“L’Hub consentirà di prevenire, cogliere e affrontare le sfide e le opportunità che emergono in un”area nevralgica per gli interessi geopolitici del nostro Paese per ciò che accadrà in Europa da qui ai prossimi trent”anni”. L”Hub sembra essere una struttura militare che però non svolge tali funzioni:”E’ riduttivo, e persino fuorviante, considerare l’Hub in un”ottica meramente militare. Si tratta, al contrario, di uno strumento di analisi a più livelli per interpretare dinamiche, rischi, sfide ed opportunità nella regione meridionale contigua all”Alleanza.

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La dimensione militare è quindi solo una delle tante su cui l’Hub si focalizza, e spesso neanche quella prioritaria poichè l’approccio analitico dipenderà di volta in volta dalla natura dei fenomeni oggetto di analisi. Per assolvere la sua missione, l’Hub si avvale di uno staff di oltre 70 persone, militari e civili, provenienti da 20 Paesi della Nato.

La Libia rappresenta un”area di strategico interesse per il nostro Paese: “L”Hub analizza i fattori di instabilita” a livello regionale, focalizzandosi sulle dinamiche evolutive e sulle conseguenze collaterali per la sicurezza.

Le gravi problematiche che attanagliano la Libia – ad esempio l”instabilità statuale, il terrorismo, le migrazioni massive – si originano da fenomeni che interessano e attraversano l”intera regione meridionale e di cui la Libia e” il vettore finale”.

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Il contributo dell’Hub continua -non sarà quindi con attivita” di analisi e proposte focalizzate sullo Stato libico: “In questo contesto, si comprende appieno il senso della prima iniziativa pubblica di rilievo dell’Hub, organizzata domani: un confronto pubblico sulla massiccia crescita demo- grafica nel continente africano prevista nel medio termine e sulle sue conseguenze in tema di stabilità e sicurezza per l”Europa”.

Il premier Conte, ma anche i ministri Trenta e Moavero Milanesi hanno parlato dell”importanza dell’hub anche sul fronte dei foreign fighters di ritorno: “Il governo italiano ha da sempre sostenuto, e con forza, l’Hub quale strumento di analisi e di proposta per affrontare le minacce alla stabilità. L”Hub non è un’organizzazione finalizzata a contrastare direttamente il terrorismo, nè è un centro di intelligence.

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Ricordo che si avvale esclusivamente di fonti aperte. Tuttavia, come dichiarato dal premier Conte e dai suoi ministri, è assolutamente vero che l”Hub contribuirà anche al contrasto del fenomeno del terrorismo e dei Foreign Fighters facilitando la comprensione delle cause strutturali che ne sottendono il proliferare, prospettando possibili sviluppi e soluzioni”.

Oltre alle università e ai centri di ricerca c”e” anche l”obiettivo di coinvolgere le Ong: “Si tratta di attori di primaria importanza in quanto portatrici di un”esperienza e di una conoscenza essenziali per la missione dell’Hub sia in fase di analisi che di individuazione delle soluzioni.

Abbiamo da subito stabilito relazioni con molte di loro e identificato una criticità nel loro pieno coinvolgimento: percepiscono ancora con qualche diffidenza la Nato perchè un organismo prettamente militare. Sappiamo tutti, invece, che la Nato è un”alleanza soprattutto politica che si avvale di strumenti diplomatici, economici e – solo quando strettamente necessario – militari”, ha concluso Portolano.

Foto: NATO, Ansa ed Esercito Italiano

 

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