Bourget 2019: le anticipazioni e le novità di Leonardo

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Leonardo si presenta al Salone di Le Bourget con un’ampliata e rinnovata gamma di prodotti ed applicazione di nuove tecnologie destinati ad incrementare la capacità di penetrazione sul mercato mondiale.

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La novità più importante che l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo ha evidenziato nel corso di un incontro con la stampa in previsione della partecipazione al salone aerospaziale parigino è rappresentata dall’ampliamento della gamma di velivoli senza pilota della famiglia Falco.

“Nel corso del salone, Leonardo presenterà per la prima volta una nuova macchina della famiglia Falco, che amplierà ulteriormente la gamma di prodotti nel settore dei droni con capacità ‘duale’ grazie ad un’autonomia e peso massimo al decollo maggiorati, sistema di missione e sensoristica di nuova generazione”, ha evidenziato l’a.d. di Leonardo fornendo informazioni di massima sul nuovo prodotto. La nuova macchina avrà un peso massimo al decollo di circa 1.250 kg, un’autonomia di 24 ore ed un carico massimo di missione rappresentato da sensori e sistemi pari a 350 chili.

 

Un nuovo UAS nel segmento MALE

Il nuovo membro della famiglia Falco dovrebbe effettuare i primi voli in versione prototipica nelle settimane successive al salone e raggiungere una capacità operativa iniziale nel 2020. Non sono stati divulgati ulteriori dettagli, ma l’a.d. del gruppo ha posizionato la nuova piattaforma nel segmento dei MALE (Medium Altitude Long Range) facendo riferimento più specificatamente al Predator A (MQ-1C).

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Con questo progetto, Leonardo entra nella gamma delle piattaforme tattico-strategiche, sfruttando l’ampio bagaglio di esperienze accumulate con precedenti attività come il programma Piaggio Aero P1HH Hammerhead e posizionandosi in una fascia di mercato oggi appannaggio dell’industria americana ed israeliana.

L’esistenza di attività legate ad una piattaforma più capace della famiglia Falco risale ufficialmente al 2017, quando il precedente a.d. del gruppo parlando degli sviluppi futuri, ha rivelato l’esistenza dell’allora noto come ‘Falco 48’, quale piattaforma destinata a missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e sorveglianza del campo di battaglia e marittima.

Profumo non ha divulgato ulteriori dettagli del progetto che verranno presentati nel corso del salone in occasione del primo giorno, ma secondo quanto risulta ad AD, il nuovo membro della famiglia Falco, potrà raggiungere un’altitudine massima di oltre 7.000 metri e presenterà un nuovo disegno con fusoliera ingrandita ed allungata per poter accogliere sistemi per le comunicazioni satellitari e sensori con prestazioni potenziate, struttura alare in posizione alta potenziata per poter portare carichi esterni nonché nuovi piani di coda a V con motore più potente ed un carrello triciclo similare a quello della famiglia Falco ma capace di sopportare pesi maggiorati e di struttura più alta per consentire l’impiego di sensori di dimensioni e capacità maggiorate.

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Non sono stati divulgati ulteriori dettagli sulla sensoristica e sistemistica di bordo, ma è noto che Leonardo sta lavorando ad un rinnovamento completo della propria gamma di sensori e sistemi aerotrasportati.

La nuova piattaforma è quindi destinata ad essere equipaggiata con gli ultimi sviluppi della famiglia di sistemi per la missione SKYISTAR, così come la nuova torretta elettro-ottico LEOSS girostabilizzata su 4 assi in grado di accogliere fino a sette sensori e la gamma di radar aerotrasportati di ultima generazione con antenna AESA e convenzionale, come la famiglia di radar Gabbiano per applicazioni di sorveglianza marittima, sistemi per la sorveglianza elettronica e delle comunicazioni SAGE e Spider e sistema datalink ‘wide-band’ per lo scambio dati ad alta capacità entro l’orizzonte radar.

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Leonardo sfrutta la propria famiglia di piattaforme teleguidate Falco non soltanto per vendite dirette ma anche per offrire servizi chiavi in mano grazie ad una certificazione ENAC di ‘air service operator’, che annovera clienti quale le Nazioni Unite e che provvede al supporto ed operatività del sistema mentre gli operatori ai sistemi possono essere offerti dal cliente oppure quest’ultimo riceve le informazioni raccolte in base alle sue esigenze e richieste.

Esempio più recente di tale attività, grazie alla forte collaborazione di ‘sistema’ fra Leonardo, Guardia di Finanza, ENAC, ENAV, Ministero degli Interni ed Aeronautica Militare, è il pacchetto offerto all’agenzia di controllo dei confini europei Frontex, che sfrutta il servizio offerto dal Falco EVO basato a Lampedusa sotto il controllo e l’impiego di personale della Guardia di Finanza per la sorveglianza a carattere sperimentale del Mediterraneo Centrale anche nell’ambito dello spazio aereo maltese.

 

Il futuro dei droni in Europa

Guardando più al futuro dei droni ed alla cooperazione internazionale con il programma EUROMALE (European Medium Altitude Long Endurance), l’a.d. di Leonardo ha evidenziato che il team industriale comprendente Airbus, Dassault Aviation e Leonardo ha presentato lo scorso 29 maggio la propria offerta nell’ambito del programma gestito dall’OCCAR.

Si tratta della risposta alla richiesta (ITT, Invitation To Tender) di quest’ultima agenzia per la seconda fase del programma europeo, il cui contratto, secondo quanto affermato dalla stessa agenzia OCCAR avrebbe un valore di diversi miliardi di euro.

 

Velivoli da combattimento: il futuro è nel Tempest

Se il settore delle piattaforme senza pilota presenta la più importante novità che il gruppo presenterà al salone, quello delle macchine pilotate ed in particolare quelle da combattimento, è in evidente fermento sia perché le nazioni e le industrie partecipanti al programma Eurofighter Typhoon stanno ponendo le basi per le capacità e gli sviluppi a lungo termine del caccia paneuropeo, sia perché l’Europa ed in particolare non soltanto gli stessi operatori del Typhoon ma anche la Francia, si trovano davanti alla necessità di definire i programmi per il rimpiazzo futuro delle macchine in servizio.

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Come ha rimarcato l’a.d. di Leonardo, il gruppo ed in particolare Leonardo UK è coinvolta nel programma inglese Tempest, con l’importante coinvolgimento legato alla sensoristica e sistemistica di missione.

Tale contributo ha spinto Profumo ad auspicare che l’Italia partecipi a tale programma prima che altri paesi potenzialmente interessati abbiano un peso più rilevante, evidenziando in parallelo l’importante esperienza sviluppata con il programma Eurofighter dove Leonardo fornisce oltre il 60% della sistemistica di missione e sta lavorando quale capocommessa al programma di fornitura per il Kuwait con consegne dal 2020.

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In particolare, per quest’ultimo programma, il consorzio Eurofighter fornirà per la prima volta l’ultimo standard della macchina, che comprende una sistemistica di missione basata sul nuovo radar AESA Captor E.

Guardando al futuro, come ha rimarcato l’.a.d. di Leonardo, sebbene la produzione della macchina si svilupperà con gli attuali ordinativi fino al 2025, ulteriori possibilità sono all’orizzonte come nel caso del programma tedesco per il rimpiazzo dei Tornado, e le attività di ammodernamento del caccia Europeo dove Leonardo potrà avere un ruolo importante.

A queste si aggiungono le campagne export e le possibilità di ulteriori vendite a paesi che già operano la macchina, come nel caso della Spagna.

 

I velivoli di Leonardo al Bourget

Accanto ai programmi multinazionali, la divisione velivoli di Leonardo sarà presente al salone di Le Bourget 2019 con la propria gamma di addestratori di ultima generazione e con le ulteriori evoluzioni in termini di capacità multiruolo del velivolo M346, senza dimenticare la partecipazione al programma civile ATR, ed i relativi sviluppi nel settore militare.

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Leonardo presenterà a Parigi le ultime novità sul programma M346 Fighter/Attack, caratterizzato da capacità aria-suolo grazie al radar ancora convenzionale Grifo-346 ed alla capacità d’impiego d’armamento aria-suolo e di autoprotezione, con entrata in servizio con il cliente di lancio prevista per il 2021. A tale riguardo, attività sono in corso, ma nessuna informazione è stata divulgata.

Dopo aver completato con successo il primo volo nel dicembre 2018, l’addestramento basico a getto M345 ha completato in due mesi una quarantina di voli prima di essere sottoposto ad attività di verifica e aggiornamento per partecipare al salone francese.

Il programma si sta sviluppando rispettando costi e tempistica in vista dell’ottenimento della certificazione entro la fine dell’anno e la consegna a partire dall’inizio del 2020. Un programma di particolare importanza per Leonardo, per cui sta lavorando affinché a breve venga firmato il contratto per la seconda tranche di velivoli per l’Aeronautica Militare.

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L’M345 andrà a sostituire l’MB339 per le fasi 2 e 3 dell’iter addestrativo offerto dall’AM, con riduzione dei costi ed incremento delle capacità complessive del sistema. In parallelo, Leonardo sta lavorando all’International Flying Training School (IFTS) presso la base dell’AM di Galatina-Lecce, che vede il gruppo italiano in prima linea insieme all’Aeronautica Militare per offrire un pacchetto di servizi addestrativi a favore di clienti internazionali per la cosiddetta ‘fase 4’, attività che si sta allargando anche al settore elicotteristico, come meglio vedremo.

Leonardo ha finora fornito alla IFTS tre macchine di proprietà M346, in aggiunta a quelle acquisite ed operate dalla AM. È previsto che a regime la scuola venga trasferita sull’aeroporto di Decimomannu nel 2021.

Infine, il settore dei velivoli da pattugliamento e sorveglianza marittima con le versioni dedicate dell’ATR 42 e 72, che continuano a registrare interesse e vengono offerte a livello internazionale per i ridotti costi d’impiego e capacità del sistema di missione ATOS e della sensoristica sempre di fornitura Leonardo.

 

Gli elicotteri

Con la significativa ripresa di Leonardo Elicotteri, quest’ultima ormai abbina alle vendite di piattaforme un pacchetto addestrativo e di supporto che ha visto da una parte incrementare gli studenti fra piloti e manutentori da 600 ad oltre 10.000 dal 2006 al 2018, e dall’altra introdurre una forte digitalizzazione sia per quanto riguarda la pianificazione del volo che il supporto nel corso della vita operativa della macchina.

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Nel 2020, Leonardo inaugurerà negli Stati Uniti la quinta ‘training academy’ con piene capacità a livello mondiale per il supporto dei propri clienti mentre nel settore vendite, si vede un’affermazione del concetto della famiglia AW139/169/189 e di elicotteri duali, ad esempio con l’importante contratto (con capocommessa Boeing) nel settore militare dell’AW139M negli Stati Uniti, unitamente al successo dell’AW169 sul mercato civile e militare, in quest’ultimo caso con certificazione prevista quest’estate e la Guardia di Finanza come cliente di lancio.

Sempre negli Stati Uniti, Leonardo sta partecipando alla gara della US Navy per un nuovo elicottero d’addestramento destinato a rimpiazzare l’attuale flotta di TH-57, proponendo il TH-119, una versione a hoc della piattaforma AW119. Una decisione è prevista entro fine anno.

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L’AW139 sarà presente al salone parigino con i colori dei Vigili del Fuoco, mentre a settembre dovrebbe essere consegnato il millesimo esemplare. Procede con un forte sforzo aziendale, l’attività per la certificazione del convertiplano AW609 negli Stati Uniti, così come l’attività di promozione della macchina che potrebbe avere importanti risvolti ad esempio in Giappone nel settore eliambulanza e ricerca e soccorso.

Nel frattempo, continua l’attività di sviluppo del nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES) AH249, destinato al rimpiazzo dell’AH129 Mangusta. L’a.d. di Leonardo ha rimarcato il successo del velivolo ad ala rotante senza pilota AWHERO, che è stato l’elemento catalizzante dell’aggiudicazione al gruppo Leonardo della leadership del programma OCEAN 2020. Destinato ad essere testato da nave nell’autunno di quest’anno, l’AWHERO è destinato ad essere certificato entro la fine dell’anno.

 

L’elettronica

Come è stato sopra evidenziato la divisione elettronica di Leonardo è fortemente impegnata del rinnovo e riorganizzazione del portafoglio prodotti con l’obiettivo di ottenere un quarto dei ricavi aziendali dalla vendita di questi ultimi nei prossimi 5 anni.

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Accanto ad un forte sforzo di rinnovamento dell’avionica, con sensori radaristici ed elettro-ottici di ultima generazione come il Captor E ed il Grifo E, oltre una suite per la guerra elettronica e ISR sempre più all’avanguardia con rispettivamente sistemi come il Miysis, BriteCloud e Spider e dall’altra radar AESA e convenzionali di ultima generazione, Leonardo è impegnata nel settore dei velivoli senza pilota e nel corso del salone dovrebbe presentare il nuovo sistema per l’autoprotezione MAIR (multi-aperture infra-red) destinato sia a piattaforme ad ala rotante che fissa. Particolare enfasi dovrebbe anche essere rivolta ai sistemi per le comunicazioni di nuova generazione o Software Defined Radio (SDR), con la presentazione del modello aerotrasportato SRT800 nonché sistemi IFF di nuova generazione con capacità mode 5.

A questi s’aggiunge l’eccellenza nel settore spaziale, che per citare soltanto i più recenti sviluppi, spazia dal sistema PRISMA o multispettrale di ultima generazione al sistema ALADIN (Atmospheric LAser Doppler INstrument), ovverosia il lidar atmosferico per la misurazione di precisazione dei venti a favore dell’elevata affidabilità delle previsioni meteorologiche.

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Infine, nel settore trasversale della sicurezza civile-militare si pone la divisione cyber security di Leonardo che in aggiunta ai prodotti e servizi per la sorveglianza e difesa contro attacchi cibernetici aggiunge anche la fornitura e la protezione delle reti e infrastrutture per le comunicazioni per utenti ‘mission critical’ e professionali, con centri in Italia e nel Regno Unito.

Lo scorso febbraio, Leonardo ha firmato con l’agenzia NATO NCIA (NATO Communication and Information Agency) un contratto per l’estensione di ulteriori 18 mesi dei servizi di protezione informatica per l’Alleanza nell’ambito del programma NCIRC – FOC (Full Operational Capability), che si estende dalle reti fino ai dispositivi portatili, coprendo 75 siti, tra cui il quartier generale della NATO. Un piano industriale sul futuro del settore dovrebbe essere approvato prima di agosto e presentato successivamente al periodo estivo.

 

Un ATR 42 per piste corte

Nel settore dei velivoli ad ala fissa civile, l’importante partnership italo-francese ATR continua a mietere ordinativi ed a rinnovare i propri prodotti con miglioramenti nel settore della riduzione delle emissioni ed incremento delle prestazioni operative e di supporto. In particolare, ATR sta lavorando ad una versione a decollo ed atterraggio corto (STOL, Short Take-Off Landing) dell’ATR42, la cui decisione sul lancio del programma dovrebbe essere presa entro fine anno per un completamento e consegna a potenziali clienti nel 2023.

L’ATR42 STOL potrà operare da piste di 800 metri anziché gli attuali circa 1100 metri con un significativo ampliamento del numero di aeroporti minori che potranno essere serviti dalla nuova versione, in particolare per soddisfare le esigenze nelle connessioni con isole o piste in luoghi isolati come l’alta montagna. ATR sta inoltre lavorando alla consegna di macchina con il sistema ‘Clear Vision’ per ampliare l’operatività in condizioni limite così come una versione specificatamente dedicata alle operazioni cargo dell’ATR72.

 

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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