Il rapporto su Islam ed Europa della Fondazione Farefuturo

Salma, a 22-year-old French national living in Belgium who chooses to wear the niqab after converting to Islam, gives an interview to Reuters television outside the Belgian Parliament in Brussels April 26, 2010. Belgium's parliament is due to vote on a proposal to ban the wearing of the full veil and the the full outer garment, or burqa, after a Belgian parliamentary committee voted to ban the full Islamic face veil. If ratified, Belgium could be the first country in Europe to enforce such a ban. Photo taken April 26, 2010.   REUTERS/Yves Herman    (BELGIUM - Tags: RELIGION POLITICS)

AGI – Se non si introdurranno norme severe in materia di regolazione dei flussi migratori, nei prossimi 30 anni la presenza islamica in Italia e in Europa potrebbe triplicare. E’ quanto sostiene la Fondazione FareFuturo, con la presentazione del primo  Rapporto annuale sull’islamizzazione d’Europa, avvenuta l’11 settembre a Roma all’ Istituto Santa Maria in Aquiro.

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Nelle slide illustrate nel corso della tavola rotonda, secondo i curatori del rapporto è evidente “un quadro già emergenziale sulla penetrazione demografica, culturale ed economica dei musulmani nel Vecchio Continente, veicolata in primis da flussi migratori incontrollati”: dal 2010 al 2016, infatti, a fronte di un 46% di presenza musulmana tra gli immigrati regolari, il numero di musulmani tra i richiedenti asilo, si legge, si eleva al 78%.

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Ciò ha portato, negli stessi anni, a un incremento dei musulmani del 32% nella popolazione europea, che potrebbe arrivare addirittura a +193% nel medio-lungo termine, in caso di immigrazione massiva.

In Italia, al primo gennaio 2019, i residenti di religione musulmana sono 1,58 milioni, ma il dato che viene messo in evidenza dal rapporto è che, tra gli immigrati, l’Islam è diventata la prima religione scavalcando la religione cristiana ortodossa, che risultava la prima religione nel 2018.

Con questo ritmo, i musulmani, nel 2100, potrebbero rappresentare la metà della popolazione. Altro aspetto da non sottovalutare, sempre stando a FdI e Farefuturo, è la penetrazione economica di gruppi economici musulmani in Europa, attraverso ad esempio “l’acquisizione o la sponsorizzazione di società di calcio come il Real Madrid, il Paris Saint Germain o la Roma” o operazioni più classiche come partecipazioni azionarie di fondi sovrani dei paesi arabi.

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L’ islamizzazione dell’Europa – ha osservato Adolfo Urso, presidente della fondazione – è un rischio.

E non a caso, abbiamo voluto presentare il nostro rapporto l’11settembre, data che segnò nel 2001 la fine della globalizzazione e la nascita di quello scontro delle civiltà che è ancora in atto.

Noi vogliamo dare un allarme e delle soluzioni, e sono quelle di un’integrazione secondo le nostre regole.

Noi ci batteremo in Parlamento e nel Paese, affinchè la politica dei porti chiusi e della lotta all’ immigrazione clandestina non venga meno. L’ Europa deve dare risposte concrete e unitarie, per sfidare non solo l’immigrazione clandestina ma anche i canali economici con cui l’Islam muove alla conquista della cultura, dell’economia e dello sport europeo”.

 

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