In Irak gli italiani formano gli istruttori militari curdi

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Si è svolta nei giorni scorsi, presso il Training Center di Sulaymanyia coordinato dal Kurdistan Training Coordination Center – la cerimonia di consegna degli attestati del corso ai primi insegnanti delle Forze di Sicurezza curde.

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Ventidue Peshmerga hanno acquisito la qualifica d’insegnante militare, figura chiave che provvederà alla formazione degli istruttori nell’ambito delle Brigate e dei battaglioni. L’evento rappresenta per le Forze di Sicurezza curde un importantissimo passo verso l’obiettivo principale dell’autosufficienza per quanto concerne l’addestramento.

La giornata ha rappresentato anche la fine della quarta sezione addestrativa dei corsi condotti dagli addestratori del Kurdistan Training Coordination Center: nei Training Center di Sulaymanyia, Benaslawa, Atrush e Manila,  1662 Peshmerga hanno ricevuto gli attestati.

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Il Kurdistan Training Coordination Center, unità a guida italiana inserita nell’operazione “Inherent Resolve” con il compito di addestrare le Forze di Sicurezza curde, è composto da circa 300 militari provenienti da Italia, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Slovenia, Turchia e Ungheria.

Uno staff multinazionale che pianifica, organizza e coordina l’addestramento delle Forze di Sicurezza curde, conosciute anche con il nome tipico Peshmerga, mentre l’addestramento è effettuato dai Mobile Training Team, forniti dalle medesime Nazioni.

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Ad oggi, gli istruttori dell’Esercito Italiano hanno addestrato 22.059 appartenenti alle Forze di Sicurezza curde, su un totale di 44.260.

L’impegno del Kurdistan Training Coordination Center e della Difesa italiana è molto apprezzato dai Ministeri dei Peshmerga e dell’Interno.

L’attività di training da parte della Coalizione continua ad essere tesa ad incrementare la capacità operativa delle Forze di Sicurezza locali, mantenendo un’elevata cooperazione con le autorità politiche e militari della regione, al fine di compiere uno sforzo comune per accrescere la sicurezza internazionale.

Fonte: Stato Maggiore Difesa

 

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