Nuovi sviluppi per il sistema laser imbarcato russo Beriev A-60

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Analisi Difesa si è già occupata in passato del sistema laser aerotrasportato Beriev Be-60: si tratta di un velivolo progettato alla fine degli anni ’70 dotato di laser imbarcato e derivato dal factotum Ilyushin Il-76MD.

Alcune modifiche strutturali ne hanno stravolto la cellula rendendola estremamente diversa rispetto ai numerosi derivati del “Candid” (quali ad esempio l’aerocisterna Il-78 o l’AEW A-50). Su questo velivolo infatti, il muso tradizionale fu sostituito da una particolare carenatura a bulbo contenente un radar (il Ladoga-3, secondo fonti russe) per la rilevazione dei bersagli, presente inoltre una torretta dorsale a scomparsa sopra la parte posteriore della fusoliera contenente un cannone per l’emissione del raggio laser 17F19D “Skif-D” da 1 MegaWatt e ancora due rigonfiamenti ai lati della fusoliera inferiore che ospitavano due turbogeneratori AI-24VT con una capacità di 2,1 MW per l’alimentazione del laser.

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Il 27 aprile 1984 mentre volava a un’altitudine di 10.000 m, l’A-60 colpì un pallone aerostatico posto sopra il centro di ricerca di Volsk, 700 km a sud-est di Mosca mostrando l’efficacia dell’arma sperimentale.

Nel 1988 l’aereo di prova subì un incendio accidentale nella base aerea di Chkalovsky vicino a Mosca e nel 1991 il secondo velivolo sperimentale A-60 si alzò in volo per la ripresa dei test ma solo due anni dopo i lavori furono sospesi a causa della mancanza di finanziamenti.

Nel 2016, come riportato anche da Analisi Difesa, le società NPO Almaz di Mosca (che da oltre 40 anni lavora sui laser da impiego bellico), la Chemical Automatics Design Bureau di Voronezh e la Beriev Aircraft Company di Taganrog annunciarono in sordina di essere stati coinvolti dalla Difesa russa (già dal 2012) nel riavvio del programma del sistema laser aviotrasportato progettato per sopprimere le piattaforme di ricognizione aeree e spaziali nemiche.

Nel 2018 emerse un’evoluzione significativa del programma quando fonti anonime russe riferirono dell’avvio dei lavori su un aereo radicalmente nuovo studiato allo scopo.

E’ stato il noto analista e storico dell’aviazione russa Piotr Butowski ad aver fornito recentemente ulteriori informazioni scrivendo un articolo per il settimanale Jane’s: nel 2004 la piattaforma aveva ricevuto un brevetto per una cellula totalmente differente dotata di un “grande naso” simile a quello, per intenderci, dell’aereo israeliano AEWC&C IAI Phalcon 707.

Nell’anno in corso sono apparse le immagini di una differente cellula il cui sistema a specchio, tramite il quale il laser è diretto sul bersaglio, è posto all’interno di una carenatura a goccia posta sulla parte anteriore della fusoliera dietro la cabina di pilotaggio. Il nuovo velivolo di cui parlava la fonte russa nel 2018 è in effetti un aereo radicalmente nuovo sebbene non si tratti di un progetto specifico ex novo: l’Ilyushin Il-76MD-90A.

Considerando che la cellula tradizionale dell’A-60 è stata vista in volo anche recentemente, questo significa che i test continuano e si aspetta la conclusione dei lavori per passare alla richiesta della Difesa russa di traslare il sistema d’arma laser in una nuova cellula di Il-76MD-90A seguendo gli studi effettuati finora dal bureau Beriev di Taganrog e da tutte le società coinvolte.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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