Partita aperta (a russi e cinesi) per i nuovi elicotteri da attacco filippini

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Recentemente le Filippine hanno respinto l’offerta di Washington per l’acquisto elicotteri d’attacco Boeing AH-64 Apache e Bell AH-1Z Viper come parte del programma Foreign Military Sales; il costo di 12 velivoli (6+6) pari a circa 2 miliardi di dollari era una somma insostenibile per il modesto bilancio della difesa del paese.

In precedenza sembrava addirittura che le Filippine si stessero orientando verso l’acquisto di una decina di elicotteri turchi T129 ATAK (derivato dall’italiano A-129 Mangusta); era stato il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana a confermare l’interesse delle Filippine verso il velivolo turco alla fine del 2019. Tuttavia a causa delle sanzioni statunitensi del CAATSA (Countering American’s Adversaries Through Sanctions Act) attivatosi a seguito dell’acquisizione da parte della Turchia del sistema missilistico russo di difesa aerea S-400 Triumpf, la Turkish Aerospace Industries (TAI), azienda produttrice del T129, non avrebbe ottenuto il nulla osta per importare il motore turboalbero LHTEC T800-4A che alimenta l’elicottero poichè la stessa LHTEC è una joint venture tra la britannica Rolls-Royce e la statunitense Honeywell.

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Secondo il portale cinese Sohu l’esercito filippino si rivolgerà a Russian Helicopters scegliendo tra il Kamov Ka-52 (nella foto sopra) , il Mi Mi-35  (nell’immagine qui sotto) o il Mil Mi-17, o in alternativa, se le sanzioni del CAATSA attive in primis proprio per colpire Mosca dovessero preoccupare Manila, a Pechino per gli elicotteri CAIC Z-10/ME, Changhe Z-11 o Harbin Z-19.

Al momento, come ribadito da Analisi Difesa nello scorso aprile, il presidente Duterte e alti vertici locali hanno ribadito il loro interesse per l’acquisto di un numero compreso tra i 12 e i 17 esemplari di elicotteri russi Mil Mi-171Sh-VN (16+1 in configurazione VIP per il trasporto del leader filippino) per un valore del contratto di circa 250 milioni di dollari.

D’altronde l’inizio dei colloqui tra Manila e Mosca risale al Forum russo ARMY-2019 non tralasciando il fatto che dal 3 al 7 marzo una delegazione del paese asiatico si è recata in visita presso la Ulan-Ude Aviation Plant per prendere visione dello specifico velivolo a cui la Difesa filippina sarebbe interessata.

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Presentato da Analisi Difesa nell’agosto del 2017, il Mi-8AMTSh-VN (la cui versione da esportazione è nota appunto col nome di Mi-171Sh-VN) è una recente variante della famiglia degli “Hip” sviluppata sulla base delle esperienze belliche acquisite nel conflitto siriano; una macchina versatile idonea sia per il trasporto e lo sbarco di truppe delle forze speciali antiterrorismo (fino a 37 militari completamente equipaggiati e armati), sia per il supporto di fuoco alle truppe di terra senza tralasciare la possibilità del trasporto di carichi fino a 4.000 kg all’interno della cabina di carico o al gancio baricentrico esterno, finanche alle missioni sanitarie MedEvac con la possibilità di trasportare fino a 12 barelle accompagnate dal personale medico.

Costruito negli stabilimenti della Ulan-Ude Aviation Plant (considerando che l’azienda incaricata della realizzazione di altre versioni dei Mi-8/17 è la Kazan Helicopter Plant), il Mi-8AMTSh-VN (nella foto d’apertura) fu presentato ufficialmente tre anni fa in occasione del MAKS Airshow 2017.

Tra le novità introdotte su questa versione è da citare l’installazione di una coppia di mitragliatrici laterali Kord da 12,7 mm poste in corrispondenza delle aperture laterali delle porte di evacuazione e una particolare attenzione riposta ai mezzi di protezione attiva e passiva a disposizione dell’equipaggio e della macchina: dal sistema di contromisure President-S realizzato dalla KRET Corporation per la difesa contro i missili terra-aria, fino alla presenza di armature in lega di titanio a protezione della cabina di volo e delle componenti principali fino ai vari pannelli in kevlar amovibili che sono installati attorno alla cabina di carico, nel pavimento e lungo la linea di finestre laterali a protezione delle truppe trasportate. Infine sono presenti i nuovi compensatori ad assorbimento di energia installati in tutti i sedili presenti all’interno al fine di ridurre i traumi da impatto accidentale col suolo o da atterraggi violenti.

Dotato di nuovi motori idonei alle condizioni di volo “hot and high” che gli consentono un incremento sensibile della velocità massima e di crociera e dell’efficienza nel rapporto spinta/peso, il Mi-8AMTSh-VN è fornito di un rotore principale in compositi e di un nuovo rotore anticoppia a X; nuove anche la suite di navigazione, l’autopilota digitale, il glass cockpit, il sistema optronico girostabilizzato e un proiettore d’illuminazione a doppia banda con un emettitore a infrarossi adattato per l’uso di NVG e quindi idoneo per operazioni notturne.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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