Dal Pacifico all’Europa cresce l’allerta terrorismo per il periodo natalizio

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Alcuni gruppi estremisti starebbero preparando attacchi terroristici in Australia durante il periodo natalizio. La previsione arriva in un momento in cui le autorità temono il riemergere dell’estremismo a causa del prosperare di gruppi terroristici negli ultimi mesi, in particolare nel sud-est asiatico.

Il National Terrorism Threat Advisory System australiano riporta che il livello di minaccia terroristica generale dell’Australia rimane “probabile” (su una scala da 1 a 5 si tratterebbe del livello 3). Le agenzie di sicurezza, australiane indicano che individui o gruppi hanno le intenzioni e le capacità di condurre un attacco terroristico in Australia.

Tutto questo, secondo quanto riporta il Daily Telegraph, avviene in un momento in cui la regione del Sud Est asiatico soffre una crescente  povertà dopo decenni di stabilità economica con perdite di posti di lavoro e chiusure scolastiche.

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Le autorità indonesiane hanno informato i paesi alleati della regione, (sicurezza e intelligence) – inclusa l’Australia – che lo Stato Islamico e al-Qaeda, decentralizzati in alcune aree, starebbero cercando di reclutare numerosi membri. In Indonesia, la minaccia dell’estremismo islamista rimane alta, sebbene le autorità continuino a interrompere, nelle fasi avanzate della preparazione, la pianificazione degli attacchi, compreso l’arresto di presunti terroristi.

Il gruppo Jemaah Islamiah (JI), collegato ad Al-Qaeda, che era dietro l’attentato di Bali del 2002, avrebbe aumentato la propria presenza in Indonesia, Malesia e Filippine. Altri membri della JI si sarebbero uniti al gruppo filo-Stato islamico in Indonesia Jamaah Ansharud Daulah (JAD), collegato all’attentato del 2019 a una cattedrale nelle Filippine.

Fonti dell’intelligence australiana hanno confermato che con il sostegno dello Stato islamico e di al-Qaeda, la nuova generazione di terroristi è ancora più organizzata e versatile degli attentatori di Bali, che hanno ucciso 202 persone nel 2002, di cui 88 australiani.

Rohan Gunaratna, analista politico, e uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo ha avvertito, in modo allarmante, di una crescente minaccia di attentati in Australia nel periodo natalizio.

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Gunaratna sostiene che “il cambiamento è significativo”. “Da marzo abbiamo assistito a un calo del numero di attacchi terroristici, ma a un drammatico aumento dell’impronta di questi gruppi”. “La radicalizzazione ha raggiunto il picco durante questo periodo perché molti di questi gruppi sono stati attivi online cercando di aggregare le persone.” Ha aggiunto che la più grande minaccia per la sicurezza dell’Australia sarebbe l’unione tra al-Qaeda e lo Stato islamico.

“Il terrorismo raggiungerà il picco e lo vedrete in questo dicembre”. “Ci sarà un effetto a cascata nel sud-est asiatico durante il periodo natalizio a causa dell’impennata avvenuta in Francia e Austria, vedrete attacchi nella regione inclusa l’Australia”.

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Il rapporto annuale 2020 dell’ASIO (Australian Security Intelligence Organization) riporta che lo Stato islamico starebbe tramando attacchi opportunistici nel sud-est asiatico, con l’Australia identificata come potenziale obiettivo.

“Gli estremisti islamici continuano a diffondere la propaganda intesa a radicalizzare, reclutare, istruire e ispirare attacchi terroristici, anche in Australia”.

Nello stesso rapporto dell’ASIO si legge che è molto probabile che gli attacchi siano ispirati dall’ideologia estremista islamica e utilizzino armi di base come coltelli e veicoli, armi da fuoco o esplosivi per colpire luoghi affollati o polizia e personale in uniforme. È probabile che il rilascio di prigionieri terroristi in tutta l’Europa occidentale aggravi la minaccia terroristica.

In Europa il livello di allerta terrorismo è sempre molto alto. Il 29 ottobre a Nizza in un attacco terroristico nella basilica di Notre-Dame, tre persone sono state uccise. Si trattava del secondo attacco simile in Francia in poco tempo: dieci giorni prima nella banlieue di Parigi era stato decapitato il professore Samuel Paty.

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I primi giorni del mese di novembre, un attacco terroristico a Vienna ha provocato la morte di quattro persone.

Al 1° luglio 2020, dei circa 300 combattenti islamisti tornati in Germania dal territorio controllato dall’IS in Siria e Iraq, 109 erano classificati come agitatori e 90 come “persone rilevanti”. Nel complesso, le autorità stimano che quasi 30.000 persone in Germania siano potenziali sostenitori del terrorismo islamista. La maggior parte di loro, più di 12.000, sono salafiti. I loro circoli erano e rimangono la principale base di appoggio per il jihadismo violento. Al 1° settembre 2020, le forze di sicurezza tedesche contavano 627 potenziali terroristi. Le autorità tedesche considerano il livello di minaccia “costantemente alto“. Il rapporto del 2019 dell’agenzia di intelligence nazionale tedesca, BfV, pubblicato nel luglio 2020, fa riferimento a diversi piani di attacchi sventati che testimoniano il potenziale rischio terrorismo in Germania.

In Gran Bretagna, in risposta agli eventi di Vienna, Nizza e Parigi, il Joint Terrorism Analysis Centre (JTAC), parte dell’MI5, ha portato il livello di minaccia terroristica del Regno Unito a “grave” (su una scala da 1 a 5, si tratterebbe del livello 4). L’aumento del livello di minaccia indica che un attacco nel Regno Unito è considerato altamente probabile.

Il governo del Regno Unito ha tenuto a sottolineare che, nonostante il cambiamento del livello di minaccia, non ci sarebbero informazioni specifiche che suggeriscano l’imminenza di un attacco agli interessi del Regno Unito o del Regno Unito all’estero.

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Il livello di minaccia terroristica in Francia è al massimo livello, lo stesso in vigore nel 2015-16, i giorni terribili di Charlie Hebdo, del Bataclan, di Nizza e dell’assassinio di padre Hamel nella sua chiesa a Rouen.

In Italia il livello di rischio è inalterato, è in vigore il livello di allerta, n. 2, appena un gradino sotto a quello dell’”attacco in corso”, fissato cinque anni fa dal Viminale dopo la strage del Bataclan a Parigi e finora mai modificato.

La minaccia del terrorismo globale è diventata imprevedibile, difficile da rilevare e resiliente con capacità rigenerative. I movimenti jihadisti globali, principalmente lo Stato Islamico (IS) e Al Qaeda, sfruttano le rivendicazioni indigene, reclutano aspiranti jihadisti e combattono per cause locali e globali sviluppando reti terroristiche sotterranee con capacità di sostenersi più a lungo e di perpetrare attacchi più violenti grazie a cellule dormienti, lupi solitari e radicalizzazione online.

 

Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.

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