I primi elenchi dei mezzi delle forze afghane “preda bellica” dei talebani

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Secondo quanto pubblicato dal blog indipendente Oryx, analisi intelligence curata da Stijn Mitzer and Joost Oliemans, durante i giorni del ritiro USA dall’Afghanistan i militari dell’Esercito degli Stati Uniti (US Army) di stanza a Kabul avrebbero danneggiato e reso inutilizzabili 72 velivoli militari, 27 aerei e 45 elicotteri.

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Sebbene l’intera entità del danno subito dagli aeromobili rimanga ancora in parte sconosciuta, è presumibile che le truppe USA li abbiano danneggiati in modo tale da impedirne l’uso, immediato e futuro. L’elenco, qui di seguito riportato, mira a catalogare in modo completo i velivoli afghani resi inutilizzabili dalle forze USA e rimasti nelle mani dei talebani all’aeroporto internazionale di Kabul:

  • 12 aerei da attacco leggero Embraer A-29B Super Tucano;
  • 12 aerei utility/attacco leggero Cessna C-208/AC-208 Combat Caravan;
  • 2 aerei da trasporto Lockheed C-130H;
  • 1 aereo per missioni speciali Pilatus PC-12NG;
  • 12 elicotteri utility Sikorsky UH-60A Blackhawk;
  • 5 elicotteri da trasporto Boeing CH-46 Sea Knight;
  • 14 elicotteri da attacco leggero MD 530F Cayuse Warrior;
  • 14 elicotteri da trasporto Mil Mi-8/Mi-17

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Altri velivoli sarebbero stati distrutti da due raid aerei statunitensi sugli aeroporti di Kandahar e Mazar-i-Sharif effettuati poco prima della caduta di Kabul mentre 22 aerei e 24 elicotteri delle forze aeree afghane con 585 militari a bordo hanno raggiunto l’Uzbekistan e altri 3 aerei e 2 elicotteri con 143 militari il Tagikistan.

I principali velivoli in servizio con l’Aeronautica Afghana erano 4 cargo C-130, i23 velivoli da attacco A-29 Super Tucano, 33 serei da trasporto, attacco e intelligence Cessna AC/C-208,  18 Pilatus PC-21 da trasporto e intelligence, 2 cargo tattici Harbin Y-12 (2), 6 addestratori Cessna 182, 56 elicotteri multiruolo Mi-8/17, 45 UH-60 Blackhawk , 50 elicotteri da attacco/ricognizione MD-530, 8 da combattimento Mi-24 e 10 multiruolo UH-1H.

Negli scontri degli ultimi giorni almeno una decina di velivoli sarebbero andati distrutti tra i quali almeno 3 elicotteri Blackhawk e un A-29.

Dalle informazioni emerse nei giorni scorsi i talebani avrebbero catturato intatti almeno un A-29, un Cessna 208, una decina di elicotteri Mi-17 già notati in volo su Kabul dopo il 15 agosto, un elicottero da attacco Mi-24 catturato all’aeroporto di Kunduz (nella foto sotto), 4 Blackhawk e 8 MD-530 non è noto in quali condizioni di efficienza.

Un articolo di Oryx ha fatto il punto sui velivoli, operativi o meno, finiti nelle mani dei talebani.

Tra l’inizio dell’avanzata talebana, giugno 2021, e il 14 agosto 2021, giorno della caduta di Kabul, l’Esercito Nazionale Afghano e le forze di Polizia hanno perso l’intero arsenale terrestre a loro disposizione.

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Dai dati raccolti da Oryx si desume che i Talebani abbiano distrutto o catturato 12 carri armati (7 T-54/55 e 5 T-62), 60 veicoli corazzati da combattimento (55 ruotati M1117 ASV e 2  M1117 da Comando e controllo e 3 cingolati M113 APC), 61 pezzi di artiglieria e mortai, 8 cannoni antiaerei e 7 aerei senza equipaggio (6 Boeing Insitu ScanEagle catturati e un DJI Mavic distrutto).

A questo si aggiunge un’enorme quantità di camion, veicoli leggeri, bulldozer e altri mezzi pesanti per un totale 2.086 unità di cui 106 distrutte e 1.980 catturate.

Gli elenchi non sono definitivi e vengono aggiornati costantemente.

Qualche dettaglio in più sulle forniture alle forze afghane negli ultimi 20 anni sono stati resi noti dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) attraverso il programma Arms Transfers Database che, in uno studio valuta che gli Stati Uniti abbiano fornito a Kabul il 74% delle armi consegnate seguiti dalla Russia con il 14%.

In totale sono stati 16 i governi (per lo più di paesi NATO) che hanno contribuito ad alimentare le forze afghane impegnate contro i talebani. I dati sono curati dal Sipri monitorano il flusso internazionale ufficiale di armi in Afghanistan dal 2001 al 2021 anche se non coprono le armi leggere o di piccolo calibro arrivate nel Paese in gran quantità soprattutto dagli USA che hanno riconvertito l’intero esercito afghano dall’AK-47 /e derivati) all’M16/M4.

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I flussi di armi sono cresciuti significativamente tra il 2001-2005 e il 2011-2015 ma sono diminuiti del 24% nel 2016-2020, fase in cui le forniture statunitensi hanno rappresentato il 90% del totale.

Oltre il 75% delle armi di provenienza americana era di nuova produzione mentre solo il 25% può considerarsi di “seconda mano”. Le forniture principali consistevano soprattutto in veicoli terrestri corazzati e aerei. Tra questi spiccano:

  • 924 veicoli protetti e blindati HMMWV-UA, ASV-150/M-1117 e MRAP;
  • 66 elicotteri leggeri armati MD-530F);
  • 34 aerei da trasporto leggero armati (Cessna-208B)
  • 53 elicotteri da trasporto (UH-60A).

La Russia è stata il secondo maggior fornitore ma tutte le sue consegne hanno avuto luogo tra il 2002 e il 2014: in seguito al ritiro delle truppe da combattimento USA e alleate le forniture militare alle forze afghane sono diventate per la quasi totalità “made in USA”.

I mezzi acquistati da Kabul in Russia includono 90 elicotteri da trasporto Mi-8MTV e Mi-17.

(IT Log Defence)

Foto Twitter

 

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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