La Romania sospende i voli dei MiG-21 LanceR

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Come annunciato sul nostro canale Telegram lo scorso 15 aprile l’Aeronautica Militare rumena (Forțele Aeriene Române o FAR) ha sospeso bruscamente le operazioni di volo dei propri caccia MiG-21 LanceR.

Secondo il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito rumeno, Gen. Daniel Petrescu: – «Il provvedimento è stato preso in considerazione della significativa presenza di incidenti durante l’esercizio operativo del MiG-21 LanceR che hanno provocato vittime e danni o distruzione di velivoli e al fine di migliorare la sicurezza del volo nazionale e prevenire in futuro incidenti simili.»

Ricordiamo che l’ultima perdita di un MiG-21MF della FAR si è verificata lo scorso 2 marzo, quando un LanceR-C e il suo pilota (probabilmente a causa del maltempo) sono precipitati durante un volo di perlustrazione; alla tragedia si è aggiunta la scomparsa di un elicottero IAR 330 Puma inviato nella zona per localizzare il pilota del MiG-21 con l’ulteriore perdita di tutti e sette i membri d’equipaggio a bordo. Una doppia sciagura per un totale di otto vittime che ha colpito profondamente l’Aviazione rumena.

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Successivamente, il 12 aprile, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un altro LanceR ha subìto un’emergenza in volo col pilota che è riuscito tuttavia a portare in salvo il velivolo alla propria base.

Al momento dunque la FAR utilizzerà il suo singolo squadrone di caccia F-16 per soddisfare i requisiti di difesa aerea. Ricordiamo infatti che Bucarest ha acquistato 17 F-16AM/BM dal Portogallo proprio in previsione della programma di sostituzione dei LanceR. Secondo gli analisti infatti è improbabile un ritorno operativo dei MiG-21 se consideriamo che la radiazione programmata fino a pochi mesi fa era comunque prevista per il 2024.

Ricordiamo che il programma di rimodernamento dei MiG-21 rumeni fu proposto a Bucarest dagli israeliani della IAI: si trattava di un pacchetto di aggiornamento dei Fishbed noto come “MiG-21-2000” che contemplava un radar Elta ELM-2032 per il controllo del fuoco, nuovi strumenti di comunicazione, HUD Elop, display per il controllo dei sistemi di volo, missili Python-3, bombe laserguidate Griffin, etc.

La Romania accettò l’aggiornamento nominando così i propri MiG-21 come “LanceR”, cosicché tra il 1995 e il 2003 ben 111 velivoli furono rimodernati con la collaborazione di Elbit System e furono così dotati di sistemi compatibili con la NATO.

Tale rimodernamento portò alla realizzazione di tre distinte versioni: nello specifico 71 velivoli MiG-21M/MF in una versione semplificata d’attacco al suolo denominata LanceR-A, 26 MiG-21MF nella versione LanceR-C da superiorità aerea e 14 MiG-21UM biposto nella variante LanceR-B.

Tornando ai giorni nostri la versione LanceR-A era già stata ritirata dall’impiego lasciando operativi circa dieci LanceR-B e venti LanceR-C gestiti dall’861° Combat Aviation Squadron di stanza presso la 86^ Base aerea Mihail Kogălniceanu, Costanza e del 711° Combat Aviation Squadron di stanza presso la 71^ Base aerea di Câmpia Turzii.

Come risultato della messa a terra della flotta di MiG-21 la Romania sta ora cercando di accelerare l’acquisto di 32 F-16AM/BM dalla Norvegia per ridurre al minimo qualsiasi lacuna nella capacità di caccia aerea. Con la consegna degli aerei norvegesi la FAR riuscirebbe a costituire tre squadroni completi di F-16 per garantire le operazioni per almeno il prossimo decennio.

Dopo l’addio dei MiG-21 da parte di BulgariaSerbia e adesso Romania, resta dunque solo la Croazia a schierare i Fishbed in Europa e anche per Zagabria si parla comunque di abbandono del longevo Fishbed tra poco meno di due anni, nel 2024.

Fuori dall’Europa invece molti paesi asiatici e africani continuano ad utilizzarlo, anche operativamente in conflitti e tra questi ricordiamo in ordine alfabetico: Angola, Azerbaigian, Corea del NordCubaEtiopia, Guinea, IndiaLibia, Mali, Mozambico, Sudan, Siria, Uganda e Yemen.

Senza contare la versione J-7, copia non autorizzata del Fishbed realizzata in Cina e attualmente operativa sia in patria che in Bangladesh, Corea del Nord, Iran, Myanmar (Birmania), Namibia, Nigeria, Pakistan, Sri Lanka, Sudan, Tanzania e Zimbabwe.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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