I MiG-21 LanceR rumeni resteranno in servizio fino al 2024

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Dovranno volare fino al 2024 i MiG-21 in servizio con la Forțele Aeriene Române (FAR o Aeronautica Militare rumena); con l’approvazione del Parlamento locale per l’acquisto di 32 F-16AB/BM ex Aeronautica Norvegese) la fine per i vecchi MiG-21 è rimandata ancora di un triennio.

Benché i quantitativi non siano mai stati resi noti i primi MiG-21 Fishbed sono entrati in servizio con la FAR nel febbraio del 1962; il prossimo mese dunque questo caccia di seconda generazione avrà onorato per ben 60 anni il suo lungo servizio in Romania.

Nella prima metà degli anni ’90 gli israeliani della IAI (Israeli Military Industries) proposero ad alcuni paesi africani e asiatici un pacchetto di aggiornamento dei Fishbed noto come “MiG-21-2000” che contemplava un radar Elta ELM-2032 per il controllo del fuoco, nuovi strumenti di comunicazione, HUD Elop, display per il controllo dei sistemi di volo, missili Python-3, bombe laserguidate Griffin, etc. Furono tuttavia solo i rumeni ad accettare l’aggiornamento nominando così i propri MiG-21 come “LanceR”, cosicché tra il 1995 e il 2003 ben 111 velivoli furono rimodernati con la collaborazione di Elbit System e dotati di sistemi compatibili con la NATO.

Tale rimodernamento portò alla realizzazione di tre distinte versioni: nello specifico 71 velivoli MiG-21M/MF in una versione semplificata d’attacco al suolo denominata LanceR-A, 26 MiG-21MF nella versione LanceR-C da superiorità aerea e 14 MiG-21UM biposto nella variante LanceR-B.

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In realtà la stessa Elbit nel 2000 dopo il successo del LanceR tornò a lavorare con la rumena Aerostar, in team con la tedesca DASA, per effettuare un aggiornamento dei MiG-29 Fulcrum in dotazione al paese europeo: Il MiG-29 Sniper volò per la prima volta a Bacau il 5 maggio 2000 ai comandi del capo collaudatore della DASA W. Schirdewann. L’aggiornamento in questione contemplava dopo una revisione generale, una verifica della vita utile e con interventi correttivi dove ritenuto necessario; furono applicati dei kit di rinnovamento quali un nuovo calcolatore digitale principale MMRC, interfaccia multiplex Mil. Spec. 1553B compatibile con avionica occidentale, nuovi apparati radio e di navigazione GPS, nuovi IFF, HUD e display MFD, radar passivo d’allarme e comandi HOTAS, oltre alla compatibilità con norme ICAO per la navigazione aerea e con gli standard militari NATO.

Il programma Sniper fu tuttavia interrotto insieme al ritiro dei MiG-29 rumeni nel 2003 poiché gli elevati costi di manutenzione del Fulcrum e i relativi costi di acquisizione dell’upgrade alla versione Sniper portarono il Governo rumeno alla decisione di interrompere il programma MiG-29 e di investire ulteriormente nel programma MiG-21 LanceR, tanto da portare appunto all’upgrade un totale di ben 111 Fishbed.

Tornando ai giorni nostri la versione LanceR-A è già stata ritirata dall’impiego lasciando operativi circa dieci LanceR-B e venti LanceR-C attualmente gestiti dall’861° Combat Aviation Squadron di stanza presso la 86^ Base aerea Mihail Kogălniceanu, Costanza e del 711° Combat Aviation Squadron di stanza presso la 71^ Base aerea di Câmpia Turzii .

Dopo l’addio dei MiG-21 da parte di Bulgaria e Serbia, è proprio la Romania insieme alla Croazia a schierare in Europa i MiG-21 anche se entrambi i paesi abbandoneranno definitivamente il longevo Fishbed nel 2024.

Fuori dall’Europa invece, molti paesi asiatici e africani continuano ad utilizzarlo, anche in conflitti e tra questi ricordiamo in ordine alfabetico: Angola, Azerbaigian, Corea del Nord, Cuba, Etiopia, Guinea, India, Libia, Mali, Mozambico, Sudan, Siria, Uganda e Yemen.

Senza contare la versione J-7, copia non autorizzata del Fishbed realizzata in Cina e attualmente operativa sia in patria che in Bangladesh, Corea del Nord, Iran, Myanmar (Birmania), Namibia, Nigeria, Pakistan, Sri Lanka, Sudan, Tanzania e Zimbabwe.

Non male per un caccia di seconda generazione che ha preso il volo per la prima volta nel lontano 1955.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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