L’India vuole altri Sukhoi Su-30MKI ma posticipa l’acquisto degli elicotteri Mi-17V-5

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L’Aeronautica Indiana ha deciso di posticipare l’acquisto di altri 48 elicotteri Mil Mi-17V-5 di fabbricazione russa (argomento ampiamente trattato da Analisi Difesa dal lontano 2015). La decisione, secondo i media locali, è legata alla volontà del governo indiano di aumentare la quota di produzione di attrezzature indigene per l’Indian Air Force (IAF) nell’ambito del programma “Make in India”, compresi gli elicotteri di categoria media a cui appartengono i Mi-17 “Hip”.

Fonti governative affermano che la decisione di posticipare l’acquisto è stata presa molto prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina ed è uno dei passi del governo di Nuova Delhi per ridurre le importazioni di equipaggiamento militare.

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L’India è uno dei maggiori operatori mondiali di elicotteri Mi-17V-5 e Mi-17 impiegati anche per il trasporto delle cariche governative del Paese.

Via libera invece, secondo il Military Leaks, all’acquisizione di 12 nuovi Sukhoi Su-30MKI. Il loro acquisto dovrebbe essere approvato entro la fine di maggio dal Defense Acquisition Council (DAC) guidato dal Ministro della Difesa Rajnath Singh.

Il Su-30MKI (“Flanker-H” per la NATO) è una variante del Su-30MK sviluppata dalla russa Sukhoi sulla base delle specifiche fornite dalla Forza Aerea indiana. Costruito su licenza dalla HAL, tale versione adotta avionica di provenienza francese, israeliana e locale ed è dotato di numerose modifiche che la differenziano dall’originale Su-30 russo.

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Lo sviluppo della variante è iniziato dopo che l’India ha firmato un accordo con la Russia nel 2000 per la produzione di 140 caccia Su-30. La prima variante Su-30MKI di fabbricazione russa è stata accettata nell’IAF nel 2002, mentre il primo Su-30MKI assemblato in India è entrato in servizio con l’IAF nel 2004.

L’IAF ha quasi 260 Su-30MKI che costituiranno la spina dorsale della flotta di aerei da combattimento almeno fino al 2030.

Foto IAF

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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