La Bulgaria rischia di restare senza caccia per la difesa aerea

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Gravi problemi riguardanti la riparazione dei motori dei caccia MiG-29 Fulcrum potrebbero impedire all’Aeronautica Militare bulgara di adempiere alla missione di difesa del proprio spazio aereo. Lo ha annunciato il 10 agosto in una conferenza stampa il Ministro della Difesa Dimitar Stoyanov.

«La nostra aeronautica si trova in una situazione eccezionalmente difficile. La vita residua dei nostri MiG-29 consente ai caccia di essere in servizio per proteggere lo spazio aereo fino alla metà del 2023. Abbiamo avuto colloqui con la Polonia circa la possibilità di riparare sei motori, ma non c’è una decisione finale allo stato attuale. Nei prossimi tre-quattro anni – ha proseguito Stoyanov – c’è il rischio che non saremo in grado di effettuare la difesa del nostro spazio aereo per la prima volta dal 1952.»

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«Le ragioni – ha dichiarato Stoyanov – sono il conflitto in Ucraina, l’impossibilità di riparare questi motori e il ritardo nella consegna degli aerei americani che inizieranno solo nel 2025.»

Nel 2019 Sofia ha firmato infatti un contratto con gli Stati Uniti per la fornitura di 8 F-16 della versione Block 70 effettuando per questo un pagamento anticipato di 1,26 miliardi di dollari e aumentando la spesa per la Difesa al di sopra del 2% del PIL, fattore chiave su cui gli Stati Uniti e la NATO hanno insistito.

«Questa decisione è stata approvata a Bruxelles e Washington; gli Stati Uniti si sono così impegnati a iniziare a consegnare l’aereo nel 2023, ma a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento dovute alla pandemia di coronavirus l’inizio delle consegne è stato posticipato al 2025.»

Ricordiamo che la Bulgaria ha ritirato nel 2016 i più vecchi MiG-21 per mantenere in linea i MiG-29 (operando in maniera diametralmente opposta all’Aeronautica Rumena che preferì modernizzare i più economici MiG-21 col programma LanceR mandando in pensione nel 2003 i più costosi, sebbene più prestanti, MiG-29).

Negli anni, tuttavia, la manutenzione dei Fulcrum di Sofia è diventata estremamente complicato e spinosa dovuto alle polemiche tra Sofia, Varsavia, Mosca e Kiev in un gioco delle parti che ha compromesso l’operatività residua dei velivoli.

Foto: Aeronautica Bulgara

 

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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