Londra rende pubblici gli aiuti all’Ucraina per la cyber security

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Il Regno Unito ha reso pubblico il piano di sostegno informatico anti-hacker all’Ucraina perché mantenerlo segreto non è più ritenuto necessario.

Un elemento che potrebbe indicare che Londra è consapevole che la Russia è già al corrente nei dettagli degli aiuti offerti a Kiev sul fronte della cybersecurity, specie dopo che sono emerse notizie tutte ancora da chiarire circa le intercettazioni da parte dell’intelligence russo delle comunicazioni dell’allora premier britannico Liz Truss con ministri e vertici militari e dell’intelligence nazionale.

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Il piano, come si legge sul sito della Bbc, prevede un pacchetto di aiuti tecnici assegnati al Programma Ukraine Cyber Programm finanziato con per 6,35 milioni di sterline volto a contrastare le ondate di cyber-attacchi arrivate dalla Russia e gestito dal personale specialistico del National Cyber Security Centre (NCSC), branca del Communication Governmente Headquarter (GCHQ), l’agenzia per lo spionaggio e controspionaggio delle comunicazioni (SIGINT) e la cyber security dell’intelligence britannico (nella foto d’apertura il quartier generale di Cheltenham), diretta da Sir Jeremy Fleming (nella foto sotto).

A partire dalla seconda metà del 2021 i cyber attacchi russi all’Ucraina si sono intensificati subendo una forte accelerazione dopo l’inizio dell’invasione lo scorso febbraio riducendosi però per numero e intensità nelle ultime settimane.

Come aveva evidenziato in settembre Analisi Difesa, Check Point Research (CPR), la divisione di Threat Intelligence di Check Point Software Technologies Ltd, azienda israeliana di cybersecurity, aveva reso noto il 9 settembre che tra febbraio e agosto di quest’anno gli attacchi hacker al governo e alle forze armate dell’Ucraina erano più che raddoppiati, con un aumento del 112%.

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Tra febbraio ed agosto CPR documentò “oltre 1.500 attacchi informatici settimanali in media su ogni rete aziendale in Ucraina, un numero superiore alla media globale (1.124 attacchi informatici settimanali) e alla Russia (1.434 attacchi informatici settimanali). Un aumento del 25% della media settimanale di attacchi informatici alle reti aziendali in Ucraina rispetto ai mesi di gennaio e febbraio, prima dell’avvio dell’operazione speciale russa.

Per il sottosegretario agli Esteri britannico Leo Docherty, i danni causati dagli hacker russi sarebbero stati “molto significativo” senza l’assistenza britannica, paragonata a quella fornita inviando armi e munizioni, anche se l’esponente del governo di Londra ha minimizzato il rischio che l’intervento britannico venga considerato a Mosca una forma di belligeranza.

In giugno il governo britannico, all’epoca guidato da Boris Johnson, aveva varato un analogo programma di aiuti contro gli attacchi cyber a favore della Georgia.

Foto: GCHQ e  Governo Britannico

 

 

 

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