Più spese militari per Tokyo, più export per Seul, più fondi USA per armare Taipei

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Il primo ministro del Giappone, Fumio Kishida, ha annunciato l’8 dicembre che il governo intende aumentare dal 2027 le tasse per ottenere mille miliardi di yen (7,3 miliardi di dollari) da destinare al raddoppio del Bilancio della Difesa, dall’1 al 2 per cento del PIL

Il premier ha confermato che non ci saranno aumenti della pressione fiscale il prossimo anno e che il governo non aumenterà la tassazione sui redditi, considerata la situazione di stress economico già affrontata dalle famiglie del Paese. L’opzione più probabile e già presa in esame è un aumento della tassazione alle imprese.

 

Le esportazioni nel settore Difesa della Corea del Sud saranno quest’anno più che doppie rispetto al 2021 in seguito al conflitto in Ucraina e determinate, oltre che dai clienti asiatici, soprattutto dalla corsa al riarmo di molte nazioni dell’Europa Orientale, determinate a sostituire i vecchi sistemi d’arma di origine russo/sovietica.

Nei primi 11 mesi del 2022 le esportazioni della difesa sono ammontate a circa 17 miliardi di dollari, contro i 7,25 miliardi dell’anno scorso. Come è noto, tra i principali acquirenti ci sono Polonia (tank K2, semoventi d’artiglieria K9 – nella foto –  lanciarazzi multipli K239 e velivoli da attacco FA-50), Estonia, Norvegia, Finlandia e Turchia.  Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha promesso di sostenere le esportazioni dell’industria della difesa definendo il settore un “futuro motore di crescita” per l’economia del Paese e una “forza trainante per le industrie dell’alta tecnologia”.

Il presidente ha visitato il 24 novembre gli stabilimenti di importanti aziende del settore come Korea Aerospace Industries (KAI), Hanwa Defense e Hyundai Rotem esprimendo la volontà della sua amministrazione di “coltivare il settore come un’industria tecnologica strategica che guida la sicurezza e l’economia nazionali”.

Secondo l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (SIPRI) la Corea del Sud occupa l’ottavo posto nella classifica dei maggiori esportatori di prodotti per la Difesa ma l’amministrazione Yoon punta a raggiungere il quarto posto mondiale, che secondo il presidente potrà essere conseguito “sviluppando sistemi d’arma rivoluzionari” col sostegno alla ricerca e all’innovazione, e creando le condizioni affinchè le aziende del settore “crescano autonomamente” tramite un orientamento sistemico verso l’export.

 

Il National Defense Authorization Act (NDAA), il bilancio della Difesa statunitense per il prossimo anno fiscale, è stato approvato l’8 dicembre dalla Camera dei rappresentanti con 350 voti favorevoli e 80 contrari, prevede spese per 858 miliardi di dollari (817 al Dipartimento della Difesa) e include anche l’autorizzazione allo stanziamento di sussidi e finanziamenti per 12 miliardi di dollari a Taiwan con l’obiettivo di finanziare nei prossimi 5 anni l’acquisto di armamenti “made in Usa” per le forze armate di Taipei.

Il bilancio, che dovrebbe essere definitivamente approvato dal Senato la prossima settimana, autorizza sussidi a Taiwan per un importo annuale di 2 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2027, e altri 2 miliardi di dollari annui sotto forma di prestiti.

Fonte. Agenzia Nova

 

 

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