Le missioni UE di Atalanta e Aspides monitorano la flotta ombra russa

A due delle tre forze navali dell’Unione Europea che operano nelle acque al largo dell’Africa hanno ricevuto l’incarico aggiuntivo di raccogliere informazioni sulla “flotta ombra” di petroliere e mercantili che operano per conto della Federazione Russa.
L’Operazione Atalanta (antipirateria nell’Oceano Indiano) e l’Operazione Aspides (protezione dei mercantili dalla minaccia degli attacchi portati dalle milizie yemenite Houthi nel Golfo di Aden e Mar Rosso) da fine giugno sono incaricate di monitorare la posizione di una flotta stimata tra le 400 e le 600 navi battenti diverse bandiere utilizzate da Mosca per le esportazioni di petrolio greggio e carburante.
Alcune stime indicano che la flotta ombra potrebbe contare fino a 1.400 navi mercantili di varia tipologia. A rivelarlo è stato il comandante dell’Operazione Atalanta, il viceammiraglio Ignacio Villanueva, durante un briefing operativo citato dal sito web sudafricano DefenceWeb.
Villanueva, al quartier generale dell’Operazione Atalanta presso la base navale spagnola di Rota, ha spiegato al generale Seán Clancy presidente del Comitato militare dell’UE, al capo di stato maggiore della difesa spagnola, l’ammiraglio Teodoro López Calderón e al rappresentante militare spagnolo presso l’UE e la NATO, l’ammiraglio José María Núñez Torrente, che il monitoraggio della flotta ombra russa ha lo scopo di supportare le attività di contrasto all’elusione delle sanzioni imposte alla Russia.

A febbraio, quando è stata resa pubblica la proroga di un anno dell’Operazione Aspides, è stato annunciato anche l’ulteriore compito assegnato alla flotta UE.
Sia Aspides che Atalanta, come affermato da un portavoce dell’UE in risposta all’articolo di DefenceWeb, hanno visto ampliati i propri mandati per “garantire la consapevolezza della situazione marittima nelle rispettive aree di intervento, raccogliendo informazioni, oltre ai dati necessari per proteggere le navi, sul traffico di armi e sulle flotte ombra”.
Queste informazioni saranno condivise con gli Stati membri dell’UE, la Commissione europea, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), l’Interpol, l’Agenzia dell’UE per la cooperazione in materia di contrasto alla criminalità, l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) e altri enti.
L’iniziativa accentua i sintomi del crescente contrasto militare dell’Unione europea nei confronti della Federazione Russa.
L’Operazione Atalanta, giunta al suo diciottesimo anno di attività, era inizialmente incaricata di operazioni antipirateria specificamente per proteggere le navi del Programma alimentare mondiale (PAM) che riforniscono di cibo la Somalia e le aree circostanti, incluso il Sud Sudan.
Aspides è, secondo l’UE, una missione di sicurezza marittima difensiva con un massimo di tre navi oltre a velivoli ad ala fissa e rotante per svolgere i suoi compiti di scorta e altri incarichi.
Una terza forza navale dell’UE schierata al largo delle coste africane è l’Operazione Irini, attiva da sei anni nel Mar Mediterraneo non sembra essere al momento convolta nel monitoraggio de mercantili della “flotta ombra” russa. Il suo compito principale resta quello di garantire che l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite alla Libia venga applicato con mezzi aerei, marittimi e satellitari.
(con fonte DefenceWeb)
Foto: Operazione Atalanta e Operazione Irini
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