Pronti a combattere (e morire) per la Patria? Gaiani a La Penna nel Fianco

 

 

I risultati di un sondaggio in Gran Bretagna mostrano quanto fallimentare sia stata in questi anni la propaganda tesa a motivare l’opinione pubblica sulla minaccia russa e l rischio di guerra e di invasione. Solo il 6 per cento s arrolerebbe volontario in caso di guerra e il 14 per cento accetterebbe la chiamata alle armi, il 17 si rifiuterebbe di combattere, il 62% non si ritiene idoneo per età e condizioni d salute e l’11 per cento non risponde.

Nel Regno Unito anche la fiducia nelle forze armate è bassa: il 53% non è convinto che possano difendere il Paese mentre solo il 38% crede che ne siano in grado e il 9 per cento non risponde.

Più della metà dei britannici non crede al rischio di un’invasione dall’esterno e del resto i sudditi di Re Carlo, come canadesi e francesi, ritengono che la minaccia principale sia oggi rappresentata dal cambiamento climatico.

Solo i polacchi considerano un attacco militare in cima alle possibili minacce, gli australiani temono maggiormente il terrorismo religioso, gli statunitensi l’estremismo politico mentre per i tedeschi la minaccia prioritaria è rappresentata dall’immigrazione di massa, percepita in modo rilevante anche in Polonia (33%) e nel Regno Unito (32%).

Dati peraltro comuni in un Occidente non più disposto a combattere, come ha evidenziato un sondaggio effettuato in 7 nazioni (Polonia, Canada, Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia) di cui riferiamo su Analisi Difesa, dove solo in USA e Franca la fiducia nelle Forze Armate supera il 50 per cento.

Alcuni dati sono curiosi per gli europei la maggiore minaccia alla pace nel mondo è rappresentata dalla Russia, per australiani e canadesi dagli Stati Uniti! Tra gli under 40 solo una percentuale di maschi compresa tra l’11% e il 25% si arruolerebbe volontario se la Patria fosse a rischio di invasione.

E solo tra il 21% e il 31% accetterebbe di combattere se chiamato in servizio dalle autorità nazionali mentre tra il 31% e il 56% si definisce malato o comunque non idoneo al servizio o afferma che non accetterebbe l’arruolamento obbligatorio.

L’Italia non è stata presa in esame dal sondaggio YouGov ma esattamente un anno or sono, il Rapporto CENSIS spiegava che solo il 31% degli italiani considerava probabile un conflitto entro i prossimi cinque anni ma solo il 16% si dichiarò pronto a combattere,

Il 39% invece protesterebbe in quanto pacifista mentre il 26% preferirebbe appaltare le operazioni militari e la difesa del territorio a soldati di professione e a contingenti di mercenari stranieri, da reclutare e stipendiare. Il 19% diserterebbe, si darebbe alla fuga pur di evitare il fronte.

Dati che si prestano a riflessioni di natura sociale, politica, culturale. In ogni caso appare chiaro che molti in Europa non sembrano in larga misura motivati a combattere per la Patria, non sono “pronti per la guerra” né tantomeno per una guerra contro la Russia. Meglio tenerne conto.

Guarda il video a questo link o sul Canale You Tube La Penna nel Fianco. 

 

 

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