Sergej Lavrov: la nostra buona volontà è ormai esaurita – Gaiani a “Il Contesto”

 

 

«Abbiamo delineato le nostre valutazioni sugli attuali sviluppi relativi all’Ucraina, comprese le azioni dell’Occidente che, pur fingendo di essere pronto al dialogo, ora, come annunciato dagli europei, è passato a lanciare veri e propri ultimatum alla Federazione Russa.

L’Occidente continua ipocritamente a invocare una soluzione negoziata. Accordi negoziati – sotto le sue garanzie – sono stati raggiunti nel 2014, 2015 e 2019. In tutti questi casi, i garanti occidentali hanno violato le proprie garanzie, che si sono rivelate invalide. Allo stesso modo, nel 2022, è stato raggiunto un accordo negoziato tra Russia e Ucraina. È stato apertamente e pubblicamente minato dallo stesso Occidente. Non crederemo più all’Occidente quando afferma di volere soluzioni negoziate. Abbiamo esaurito la nostra buona volontà e la nostra speranza».

Così il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha descritto la natura dei rapporti attualmente intercorrenti tra Russia e Occidente, nel corso di un recente incontro a Maputo con alti rappresentanti del Mozambico. Parallelamente, Valerij Zaluzhny, ex Capo di Stato Maggiore delle forze armate ucraine e attuale ambasciatore ucraino a Londra, ha scritto un editoriale per il «Telegraph» che ha suscitato un certo scalpore, intitolato Do not assume Russia has lost the war (“Non crediate che la Russia ha perso la guerra”).

Nel pezzo, Zaluzhny afferma che «la strategia di Mosca si basa sempre più non su rapide avanzate, ma sull’esaurimento economico, militare e psicologico dell’Ucraina. La Russia possiede ancora maggiori riserve di manodopera e capacità industriale in diversi settori critici, tra cui la produzione di missili balistici. La sola difesa aerea non può compensare completamente questo vantaggio». L’altra variabile decisiva «è il sostegno internazionale. La capacità dell’Ucraina di sostenere la guerra dipende in larga misura dal continuo appoggio dei suoi alleati. In questo ambito, si registrano preoccupanti segnali di tensione.

I cambiamenti politici a Washington e le persistenti divisioni in Europa sollevano legittimi interrogativi sulla possibilità di mantenere indefinitamente l’attuale livello di sostegno». Le riflessioni di Zaluzhny giungono a margine del vertice Nato di Ankara, conclusosi con un accordo che impegna i Paesi membri, ad esclusione degli Stati Uniti, a erogare a sostegno dell’Ucraina ben 140 miliardi di euro nel biennio 2026-2027.

Il presidente ceco Pavel, invece, ha dichiarato che Kiev ha tempo per riattivare colloqui di pace con Mosca fino alle elezioni per la Duma russa del prossimo 20 settembre, trascorse le quali il presidente Putin potrebbe ordinare un’escalation disponendo la mobilitazione generale.

Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco».

Intervista realizzata il 15 luglio.

Guarda il video qui sotto o sul Canale You Tube “Il Contesto”.

 

 

 

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