Il dramma della 121a Brigata rivela le condizioni in cui versano le forze ucraine   

 

 

Un plotone di soldati ucraini ha lanciato un appello ai vertici militari per chiedere aiuto, affermando di aver trascorso più di quattro mesi senza rotazione in prima linea, sopravvivenza per giorni senza cibo né acqua.

Diversi militari della 121a Brigata di difesa Territoriale appaiono emaciati ed esausti in un video realizzato il 9 agosto, che si è rapidamente diffuso sui social media raccogliendo solidarietà e condivisione da molti altri reparti ucraini.

Il ed è indirizzato direttamente al capo dell’esercito, Mykhailo Drapaty. “Ora ci troviamo in un rifugio che abbiamo trovato noi stessi, perché tutte le postazioni sono state distrutte. Non ci vengono forniti cibo né acqua potabile per periodi che vanno dai tre ai sette giorni”, ha dichiarato il comandante di plotone Anatoliy Saichuk nel video.

In un’occasione, ha raccontato, l’unità è rimasta per dodici giorni senza acqua: “Abbiamo bevuto la nostra urina e abbiamo aspettato che ci venisse paracadutato qualcosa”.

Il plotone era stato schierato per quella che doveva essere una missione di un mese nel settore meridionale del fronte, nella regione di Zaporizhia dove l’offensiva russa tiene gli ucraini sotto costante pressione.

I rifornimenti dovevano venire consegnati tramite droni, ha aggiunto. “Ma, a quanto pare, non è andata così”, ha dichiarato Saichuk, accusando gli ufficiali superiori di aver mentito alle famiglie dei soldati, assicurando loro che gli uomini erano “completamente riforniti”.

“Alcuni dei miei soldati sono rimasti in stato di semi-incoscienza per diversi giorni, a causa della mancanza di acqua e cibo”, ha aggiunto, affermando di aver infine deciso di abbandonare le posizioni quando le circostanze lo hanno permesso.

Il comando della 121esima Brigata (a fianco lo stemma) ha confermato l’autenticità del video e ha dichiarato che continua “ad adottare tutte le misure necessarie per rifornire adeguatamente i soldati” in quelle che ha definito condizioni di combattimento “estremamente difficili”.

Il gruppo di forze congiunte “Sud”, che comanda l’area, ha affermato che il plotone sta combattendo in un “settore del fronte difficile e dinamico”, aggiungendo che il video mostra solo “un frammento isolato di un contesto operativo complesso”, che non coglie la portata completa degli sforzi compiuti aggiungendo che alla brigata sono stati consegnati rifornimenti per 240 chili.

I soldati della 121ª brigata autonoma del Ministero della Difesa ucraino, che avevano lamentato di trovarsi in posizione da quasi quattro mesi, saranno avvicendati il ​​prima possibile, ha promesso il Gruppo di forze “Sud”.

I soldati del plotone di supporto al fuoco della compagnia di supporto al fuoco del 3° battaglione dell’unità militare A7049 hanno registrato il loro appello il 9 agosto. Hanno riferito di trovarsi in posizioni di combattimento nella regione di Zaporizhia senza alcun avvicendamento da quasi quattro mesi.

Secondo i militari e le loro famiglie, durante questo periodo l’unità ha affrontato una situazione critica nell’approvvigionamento di beni di prima necessità: acqua potabile, cibo e medicinali. In particolare, l’acqua può mancare per periodi compresi tra i 3 e i 7 giorni (e in alcuni punti fino a 12 giorni), il cibo arriva ogni 3-7 giorni e talvolta risulta deteriorato; i medicinali, nei casi di urgenza, possono arrivare in ritardo, quando l’assistenza è ormai indispensabile.

Il comandante del plotone, il tenente Syschuk, ha chiarito che lui e i suoi commilitoni erano arrivati ​​per dare il cambio a militari che avevano presidiato le posizioni per otto mesi senza avvicendamento.

Il 10 agosto, il comando della 121ª brigata autonoma del Ministero della Difesa ucraino ha risposto all’appello. Ha dichiarato che cibo, medicinali e altri beni necessari vengono consegnati alle posizioni più difficili da raggiungere tramite droni, secondo un programma prestabilito. Tuttavia, la situazione in questo settore rimane estremamente difficile: il maltempo, le continue azioni russe e l’attività di sistemi nemici di guerra elettronica impediscono talvolta che il carico venga consegnato in tempo e integro.

“Le informazioni contenute nel videomessaggio non riflettono tutte le circostanze. Allo stesso tempo, desideriamo informare che il comando della brigata sta facendo tutto il possibile per effettuare un avvicendamento nel prossimo futuro, non appena ciò potrà avvenire in sicurezza per la vita e la salute del personale”, aveva dichiarato all’epoca la brigata.

Il comandante del plotone, il tenente Syschuk, ha chiarito che lui e i suoi commilitoni erano arrivati ​​per dare il cambio a militari che avevano presidiato le postazioni il prima possibile […]. La rotazione avverrà non appena la situazione di sicurezza lo consentirà, in modo da non esporre il personale a rischi critici durante la riorganizzazione, si legge nel messaggio.

Non si ratta solo ella costante minaccia dei droni ma anche del martellante bombardamento russo con artiglieria e bombe d’aereo. Da inizio Agosto, complice il progressivo degrado delle difese aeree ucraine, le forze aeree russe hanno iniziato a sganciare bombe plananti sulla linea del fronte da distanze molto più ridotte, anche solo 15-20 chilometri.

Questo riduce il tempo di allarme e reazione per le forze ucraine. Gli aerei, per lo più Sukhoi Su-34, si mantengono appena fuori dalla portata dei missili antiaerei spalleggiabili (Manpads) ucraini ma in questa fase non sembrano temere la minaccia dei missili delle difese aeree a medio e lungo raggio, evidentemente ormai agli sgoccioli.

L’impego di bombe guidate FAB/UMPK da parte dei russi vede un costante incremento: in giugno sono state sganciate 8.266 bombe FAB dalle forze russe (secondo fonti ucraine) e 8.284 secondo fonti russe mentre in luglio le bombe FAB sganciate sono state invece 8.300.

A corto di uomini, l’esercito ucraino non è in grado da anni di effettuare una rotazione regolare delle truppe in prima linea con gravi problemi d logorio se non di annientamento di intere brigate. L’intenso utilizzo di droni nelle zone di combattimento ha inoltre reso sempre più difficile il rifornimento dei soldati.

Casi simili, a volte con soldati denutriti per mancanza di cibo, sono emersi anche in passato. Da 27 mesi la quota di mobilitazione mensile necessaria in Ucraina, non viene raggiunta.

Nel 2026 è stata raggiunta solo per il 45%. Le brigate ucraine al momento sarebbero dotate solo del 40/50% del personale previsto n organico.

Il canale Telegram russo Slavyangrad segnala che oltre 1.100 tentativi di fuggire all’estero da parte d cittadini ucraini abili al servizio militare sono stati sventati dalla polizia nazionale ucraina negli ultimi mesi.

“In Ucraina si può liberamente odiare i Russi, ma non è per nulla sicuro raccontare la sconveniente verità sulla condizione dell’Ucraina. Non si può parlare delle violazioni dei diritti umani, dei 60mila soldati che attendono una protesi o della gente che non sopravvive in prima linea” ha detto la psicologa ucraina Natalia Kholodenko citata dal canale Telegram Lost Armour.

Secondo il Ministero della Difesa russo, il totale delle perdite inflitte alle forze ucraine dal febbraio 2022 ha raggiunto 1,8 milioni tra morti e feriti. Le forze armate d Kiev rivendicano al 16 agosto di aver ucciso o ferito 1.467.320 militari russi.

Nell’ultimo mese si sono svolti due ulteriori scambi di salme di combattenti, uno il 16 luglio ed uno il 13 agosto, che hanno sempre mostrato una netta disparità in favore delle forze russe. Da inizio guerra Mosca ha restituito 26.239 corpi alle forze ucraine, ricevendone in cambio 3.538.

Foto: 121a Brigata Territoriale Ucraina, Ministero Difesa ucraino e YouTube.

 

Lukas Fontana ha collaborato a questo articolo con notizie e dettagli

 

 

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario. Nel 2026 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).

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