Storia critica della Società delle Nazioni

 

 

 

 «C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? È ormai risaputo che rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta, eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdato a qualcosa», vergò Einstein a Freud nell’estate del 1932. L’arrivo di una nuova catastrofe si avvertiva nell’aria e tutti si stavano preparando per affrontarla. Era di fatto l’assunzione del fallimento della Società delle Nazioni, l’organizzazione creata a Versailles nel 1919 con l’illusione di garantire pace e sicurezza nel mondo, in un concorso di colpe dell’intera comunità internazionale, senza distinzioni tra democrazie e dittature.

  Il volume ripercorre la nascita, lo sviluppo e il fallimento della Società delle Nazioni, l’organizzazione politica internazionale concepita a Versailles durante la Conferenza di Pace del 1919 per garantire pace e sicurezza dopo la Prima Guerra Mondiale. Attraverso un approccio storico-critico, vengono analizzati gli ambiziosi obiettivi della Lega così come le ragioni che progressivamente portarono al tramonto dell’intero progetto e al conseguente crollo del fragile ordine internazionale, un fallimento derivato da responsabilità condivise da tutti gli attori in campo, senza eccezioni.

Storia critica della Società delle Nazioni. Sicurezza collettiva e protezione delle minoranze, come tramontò la pace apparente (1919-1939) intende ripercorrere agilmente i tratti essenziali dell’esistenza della Società delle Nazioni, la prima organizzazione politica internazionale ad essere stata concepita nella Storia.

Eretta nella neutralissima Svizzera al termine della Prima Guerra Mondiale, la nuova istituzione fu dotata di competenze generali e multidisciplinari negli affari internazionali e preposta alla risoluzione di un vasto ventaglio di questioni come le sanzioni e le pene per i crimini di guerra, la regolamentazione delle colonie, la transizione dai vecchi imperi ai nuovi Stati, l’approccio ai nazionalismi, la diffusione del pacifismo o la consacrazione della forza delle idee sociali e solidali, questioni che confluirono non a caso nelle sue linee programmatiche e che si riflettevano nelle disposizioni relative alla proibizione della diplomazia segreta di stampo ottocentesco, al disarmo generalizzato e ad un protocollo securitario che prevenisse le guerre e garantisse e promuovesse la pace come valore cardine del nuovo ordine mondiale.

Fu dunque pensata per fungere da garante del sistema internazionale del Primo Dopoguerra salvo poi convertirsi nel grande testimone del fallimento di un’epoca che, in modo prevedibilmente drammatico, avrebbe catapultato l’Umanità nella catastrofe di un nuovo conflitto ancor più massacrante e distruttivo del precedente.

È vero, fu vittima eccellente di calcoli politici assai raffinati e di scontri perenni tra le varie potenze, ma non basta come scusante per giustificarne il disastro, come non basta quella di esser stata un’esperienza seminale bisognosa degli adeguati aggiustamenti e di mirate tare, anche e soprattutto di matrice politica, che ne veicolassero efficacemente ed efficientemente il lavoro, come sarebbe stato in parte fatto con le Nazioni Unite nel Secondo Dopoguerra.

Per quanto la Lega sia ufficialmente esistita dal 1919 fino al 1946, si può asserire, senza commettere errori, che il 1939 fu l’anno del suo coma irreversibile, degli ultimi afflati in un’operatività ridotta all’impalpabilità e insignificanza, allorquando il racconto della sua esistenza si interrompe bruscamente per assenza oggettiva di sussulti, novità, iniziative, prese di posizione e interesse a rinnovarsi, trasformarsi e rilanciarsi, sancendo non solo il proprio fallimento ma quello dell’intera comunità internazionale divorata nelle sue viscere dall’eterna lotta tra le rivendicazioni delle Grandi Potenze e le istanze dei piccoli e medi Stati.

Il ventennio scelto per la periodizzazione dell’opera si chiude non a caso con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che nella sua brutale dirompenza pose la pietra tombale sui sogni di Ginevra.

Il fulcro dell’opera è stato pensato in due parti indipendenti ma connesse, due prospettive di uno stesso problema che contribuì gravemente alla sempre più rapida degenerazione degli eventi internazionali durante il periodo interbellico, con lo zenit toccato negli anni Trenta, ossia la mancata stabilizzazione di un potente e condiviso apparato di sicurezza collettiva alla base di quella visione globale che rientrava nell’ambiziosa missione biblica e redentrice della Società delle Nazioni.

La prima parte analizza la sicurezza collettiva dalle sue radici ideologiche e come elemento di confronto e scontro politico-diplomatico in un arco temporale compreso tra i complessi preparativi della Conferenza di Pace di Parigi e la sua involuzione ad inutile ornamento nello sconquassato sistema internazionale a ridosso della nuova guerra mondiale; la seconda, pur sempre sedimentata nell’agone della politica e della diplomazia più alte e combattute, la declina come pilastro mai pienamente innalzato nell’ambito tecnico della protezione delle minoranze, altro dramma di dimensioni incommensurabili. Approfondimenti specifici sulla figura di Woodrow Wilson, sul genocidio armeno e sulla gestione giudiziaria dei crimini della Germania guglielmina inaugurano la terza parte, completata da reperti documentali per contestualizzare meglio il racconto generale.

Fabio Foria

 

Titolo: Storia critica della Società delle Nazioni. Dall’utopia della sicurezza collettiva all’eclisse della pace mondiale (1919-1939)

Autore: Fabio Foria

Editore: Tab Edizioni

Collana: Le ragioni del tempo

Settore: Scienze politiche e sociali

Pubblicazione: Giugno 2026

Pagine: 340

Formato: 14 x 20 cm

ISBN: 979-12-5669-418-1

Prezzo: 27 euro

Link: https://www.tabedizioni.it/shop/product/storia-critica-della-societa-delle-nazioni-2105

 

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: