Isole Chagos a Mauritius: Trump preme e Londra ci ripensa

 

 

 

La Gran Bretagna rivedrà l’accordo per la restituzione delle Isole Chagos a Mauritius, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha definito l’intesa “terribile” durante il suo primo incontro con il leader britannico Andy Burnham a margine dell’Assemblea generale Onu.

La decisione di Londra di restituire l’arcipelago dell’Oceano Indiano all’ex colonia e di pagare l’affitto per 99 anni per l’utilizzo della base congiunta Usa-Regno Unito a Diego Garcia + stata per mesi motivo di attrito con l’amministrazione Trump. Il Regno Unito aveva confermato ad aprile la sospensione dei piani concordati l’anno precedente tra il governo di Mauritius e l’allora primo ministro britannico Keir Starmer. L’iniziativa aveva incontrato la ferma opposizione di Trump, il quale, pur avendo inizialmente sostenuto il patto, lo aveva poi bollato come “un atto di grande stupidità”.

Ieri Trump ha affermato di ritenere che Burnham avrebbe riconsiderato quel “terribile accordo”, mentre il leader britannico, seduto accanto a lui, annuiva dicendo “si'”.

Rispondendo alla domanda di un giornalista britannico che gli chiedeva se le relazioni fossero migliorate o peggiorate alla luce del cambio di leadership a Downing Street, il presidente americano ha risposto secco: “Penso siano migliorate rispetto al vostro vecchio primo ministro. La mia relazione con Andy sta andando molto bene”.

Burnham dal canto suo ha glissato e ha cercato di uscire dall’imbarazzo limitandosi a dire di aver iniziato a “stabilire una buona connessione” con Trump.

n seguito Burnham ha dichiarato alla stampa che la Gran Bretagna avrebbe “lavorato duramente” per trovare una soluzione alla spinosa questione, esprimendo fiducia nella possibilità di riuscirci “collaborando con i nostri partner statunitensi”. Poche ore dopo, il ministro della Difesa Wes Streeting ha affermato che l’opposizione di Trump “non era una novità” per loro, ma che le sue ultime dichiarazioni “chiarivano in modo inequivocabile che la sua posizione sull’accordo per le Chagos, nella sua stesura attuale, non sarebbe cambiata.

Dobbiamo quindi lavorare ancora con i nostri alleati americani, con il presidente Trump e la sua amministrazione, per portare l’accordo a un punto tale da poterlo sostenere”, ha dichiarato alla Bbc.

Streeting ha dichiarato che i pagamenti annuali destinati a Mauritius sono sospesi, mentre il governo riconsidera l’intesa. L’anno scorso Il Regno Unito ha firmato un’intesa per trasferire la sovranità delle Chagos a Mauritius, mantenendo però il controllo della base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia con un contratto di locazione di 99 anni. Mauritius avrebbe dovuto ricevere 165 milioni di sterline per tre anni e 120 milioni l’anno a partire dal quarto. Nel complesso, secondo HuffPost, Londra avrebbe pagato circa 9 miliardi di sterline nell’arco dei 99 anni.

Streeting ha comunque difeso la logica dell’intesa: i pagamenti sarebbero un prezzo che vale la pena pagare se garantissero al Regno Unito la possibilità di operare a lungo termine da Diego Garcia. L’obiettivo, ha spiegato, è tutelare nel tempo la base e le capacità che essa offre a Regno Unito e Stati Uniti per la sicurezza nazionale e collettiva.

Diego Garcia e la sua base aerea e logistica ospitano circa 2.500 militari statunitensi e un numero ridotto di britannici. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta Londra espulse la popolazione locale per far posto alla base, e nel 2019 la Corte internazionale di giustizia, con un parere consultivo, invitò il Regno Unito a restituire le isole a Mauritius. Da qui nacque il negoziato, che era cominciato sotto il precedente governo conservatore e aveva il sostegno dell’amministrazione Biden.

(con fonte Ansa, Askanews, AGI e 9 colonne)

Foto:  BBC,  Casa Bianca, Enciclopedia Britannica e US DoD

 

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