Washington rinnova l’accordo con Mosca per l’ISS e ammette di avere armi nello spazio

La Russia e gli Stati Uniti prolungheranno di due anni l’operatività della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): lo ha reso noto il 22 settembre Dmitry Bakanov, capo dell’agenzia spaziale statale russa Roscosmos, precisando che la decisione non influirà sulle tempistiche di costruzione della Stazione Orbitale Russa, (ROS) il cui lancio é programmato per il 2030.
In precedenza, la Russia aveva pianificato di utilizzare il proprio segmento della stazione internazionale fino al 2028, mentre gli Stati Uniti e gli altri partecipanti intendevano mantenere operativa la piattaforma spaziale fino al 2030. Lo scorso marzo, Bakanov aveva annunciato che la Russia avrebbe lanciato il primo modulo della nuova stazione spaziale russa nel 2028.
Roscosmos stima che il progetto costerà quasi 610 miliardi di rubli, pari a circa 6,35 miliardi di dollari al tasso di cambio attuale (circa 5,8 miliardi di euro). Vladimir Kozhevnikov, direttore generale del progetto, aveva annunciato nel 2024 che la Russia lancerà un totale di 34 razzi vettori durante la costruzione della ROS.

Complessivamente, per completare la costruzione verranno lanciati 15 razzi Angara-A5M e 19 razzi Soyuz-2.1b, ha spiegato. Durante la prima fase di costruzione della ROS, fino al 2030, verrà lanciato un modulo base della stazione, a cui si aggiungeranno due moduli specializzati nei tre anni successivi.
Nonostante il rinnovo della cooperazione con Mosca, gli Stati Uniti hanno ammesso di aver schierato armamenti nello spazio, come ha dichiarato il 14 settembre il Segretario dell’Aeronautica Militare (Air Force) Troy Meink
Gli Stati Uniti hanno messo in campo “armi per il controllo dello spazio in orbita, capaci di difendere la Joint Force da azioni ostili di avversari” ha detto Meink senza fornire dettagli sulla natura di tali armi, sul loro funzionamento o se fossero destinate a colpire altri oggetti nello spazio o sulla Terra.

Due anni fa, gli Stati Uniti avevano avvertito che la Russia stava sviluppando una nuova arma antisatellite basata nello spazio, sebbene all’epoca la Casa Bianca avesse affermato che il pericolo non fosse imminente. Tuttavia, le notizie relative all’arma antisatellite riflettevano preoccupazioni di lunga data riguardo alle minacce spaziali provenienti da Russia e Cina, dato che gran parte delle infrastrutture statunitensi dipende dalle comunicazioni satellitari. In passato, anche gli Stati Uniti hanno dimostrato la propria capacità di abbattere satelliti dalla Terra.
Nel suo intervento alla conferenza “Air, Space & Cyber” dell’Air and Space Forces Association, Meink ha inoltre affermato che l’Aeronautica sta integrando un maggior numero di sistemi autonomi nelle proprie capacità operative e ha previsto che la forza armata apparirà “radicalmente diversa” entro il 2032.
Come ha riferito l’Associated Press, questa rivelazione giunge in un momento in cui l’amministrazione Trump sta ponendo una crescente attenzione allo spazio.
Nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump ha istituito la Space Force come ramo autonomo delle forze armate. Nel corso del suo secondo mandato, ha annunciato il sistema di difesa missilistica “Golden Dome”, che include piani per il dispiegamento di armi statunitensi nello spazio.

L’anno scorso Trump ha dichiarato di aspettarsi che il sistema fosse “pienamente operativo prima della fine del mio mandato” – che scade nel gennaio 2029 – e che avesse la capacità di intercettare missili “anche se lanciati dallo spazio”.
Trump ha inoltre ordinato al Pentagono di sviluppare intercettori spaziali tramite un ordine esecutivo emanato durante la prima settimana della sua presidenza. Il Congressional Budget Office ha stimato che i soli componenti spaziali del sistema “Golden Dome” potrebbero costare fino a 542 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni.
Nel 2024, l’amministrazione Biden ha annunciato che la Russia stava sviluppando un’arma nucleare spaziale capace di permanere nello spazio per lunghi periodi e di rilasciare poi una scarica in grado di distruggere i satelliti circostanti.
Ciò ha dato il via a un nuovo dibattito alle Nazioni Unite sull’idea di armi nello spazio. Nell’aprile 2024, la Russia ha posto il veto a una risoluzione congiunta USA-Giappone che avrebbe esortato tutti i Paesi a non sviluppare né schierare armi nucleari o altre armi di distruzione di massa nello spazio, in conformità con il divieto stabilito da un trattato internazionale del 1967 sottoscritto anche da Stati Uniti e URSS.
Il trattato dichiarava inoltre lo spazio extra-atmosferico un bene comune globale, utilizzabile esclusivamente per scopi pacifici.
La delegazione russa ha definito la risoluzione ipocrita e basata su due pesi e due misure, proponendo invece una risoluzione alternativa per vietare tutte le armi nello spazio “per sempre”.
Tale proposta è stata infine respinta. La Russia aveva sostenuto che gli Stati Uniti e i loro alleati si opponessero al divieto totale di armi nello spazio perché intenzionati a schierarvi degli armamenti.
(con fonti AP, NPR e AGI)
Foto: NASA e US Department of War
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