TWOPIT: l’innovazione nelle comunicazioni subacquee e resilienti

 

 

Una fotografia trasmessa sott’acqua, un nuovo approccio alle telecomunicazioni e il secondo posto all’EUDIS Defence Hackathon 2026

Dai test nel Porto di Catania a GimNoto, il drone progettato con materiali e soluzioni strutturali per operare fino a 3.500 metri: il percorso della tecnologia italiana brevettata, protagonista a Calvarina di tutte e tre le sfide dell’EUDIS.

 

Una fotografia digitale trasferita sott’acqua tra due punti distanti 50 metri, a circa due metri di profondità. È il risultato che il team TWOPIT riferisce di aver ottenuto durante le attività sperimentali nel Porto di Catania, svolte con il supporto di operatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Una prova che porta la ricerca oltre il semplice invio di comandi o messaggi testuali e apre la strada al prossimo obiettivo: trasmettere contenuti video attraverso il canale acustico subacqueo.

Il progetto nasce in Sicilia attorno a un’idea ambiziosa: ripensare il modo in cui un’informazione digitale viene rappresentata e trasportata da un segnale. Non soltanto nuovi apparati, quindi, ma un metodo di telecomunicazione brevettato, sul quale sviluppare modem, nodi di comunicazione e piattaforme progettate per ambienti in cui le connessioni tradizionali sono difficili o indisponibili.

 

L’informazione prende forma nel segnale

La tecnologia TWOPIT, ideata da Emanuele Costanzo, utilizza una portante sinusoidale il cui inviluppo viene modellato nel tempo secondo profili geometrici associati ai simboli digitali. L’informazione è codificata nella forma controllata dell’ampiezza del segnale e viene ricostruita dal ricevitore attraverso specifiche procedure di elaborazione e riconoscimento. È un paradigma di modulazione che il gruppo sta sviluppando per diversi mezzi trasmissivi, dalle onde acustiche ai collegamenti radio.

La proprietà intellettuale è protetta dal brevetto italiano concesso, relativo alla domanda n. 102022000025623, depositata il 14 dicembre 2022, e dalla pubblicazione internazionale WO2024127439A1. Il nucleo dell’invenzione non coincide con un singolo dispositivo: è un metodo di codifica del segnale che può ispirare una famiglia di apparati e applicazioni.

 

Il mare come banco di prova

Sott’acqua la trasmissione wireless impone vincoli radicalmente diversi da quelli delle reti terrestri.

TWOPIT ha scelto questo contesto come uno dei principali laboratori di sviluppo, realizzando propri modem acustici, sistemi di trasmissione e ricezione e interfacce per lo scambio di messaggi, dati, allarmi e immagini.

Nel Porto di Catania il percorso di sperimentazione con i Vigili del Fuoco ha portato, secondo quanto comunicato dal team, alla trasmissione di una fotografia a 50 metri di distanza, con gli apparati immersi a circa due metri.

Le attività con il personale di soccorso proseguono anche per esplorare l’utilizzo della tecnologia in scenari di emergenza, aree schermate e ambienti complessi. TWOPIT ha inoltre svolto attività sperimentali presso il CSSN della Marina Militare a La Spezia.

Il passo successivo è l’invio di sequenze video sott’acqua: un traguardo su cui convergono lo sviluppo della modulazione, le tecniche di gestione dei dati e una nuova generazione di hardware acustico.

Parallelamente il team sta progettando trasduttori di nuova concezione capaci di lavorare su bande di frequenza estese, con l’obiettivo di ampliare la flessibilità dei futuri sistemi di comunicazione subacquea.

 

GimNoto: una piattaforma pensata per le grandi profondità

La ricerca non si ferma al collegamento tra due apparati. TWOPIT sta sviluppando propri modelli di veicoli subacquei, concepiti per integrare trasmissione dati, sensoristica e autonomia operativa.

Tra questi c’è GimNoto, il drone subacqueo realizzato dal team TWOPIT anche grazie al contributo di Lavinio Gualdesi, che ha partecipato con la squadra all’EUDIS Defence Hackathon di Soave.

La sua costruzione pone particolare attenzione alla scelta dei materiali e alle soluzioni strutturali destinate a sopportare le pressioni delle grandi profondità.

L’obiettivo di progetto è consentire a GimNoto di operare fino a 3.500 metri sott’acqua, una prospettiva che orienta lo sviluppo della scocca, dell’elettronica e degli altri componenti del veicolo.

GimNoto è anche un dimostratore dell’approccio TWOPIT: il veicolo non rappresenta il fine ultimo dell’invenzione, ma una piattaforma per mostrare come un nodo di comunicazione possa diventare parte integrante di sistemi unmanned, sensori e architetture di missione.

 

A Calvarina, tre sfide affrontate con un’unica visione

Dal 15 al 17 ottobre 2026, alla Testing and Training Area Calvarina di Soave, nel Veronese, il team ha partecipato all’EUDIS Defence Hackathon, organizzato in Italia da Fondazione SAFE nell’ambito dell’iniziativa europea dedicata all’innovazione per la Difesa. Il risultato è stato il secondo posto nella tappa italiana.

TWOPIT ha scelto di lavorare su tutte e tre le challenge proposte: GNSS-Denied Navigation, dedicata all’operatività in assenza di navigazione satellitare; Swarm Coordination, relativa al coordinamento tra piattaforme autonome; e Counter-UAS, la sfida locale rivolta al contrasto delle minacce rappresentate dai droni. La proposta ha ricondotto queste tre esigenze a una questione comune: mantenere lo scambio di informazioni tra operatori, sensori e piattaforme quando lo scenario operativo diventa complesso.

Il messaggio presentato dal team è netto: non soltanto un nuovo drone, ma un nodo di comunicazione da poter integrare in droni e dispositivi di diversa natura. Un’architettura modulare che affianca i sistemi di navigazione, coordinamento e comando e controllo, con l’obiettivo di rendere più continuo e significativo il flusso dei dati di missione.

 

Dall’innovazione alla filiera industriale

Il percorso di TWOPIT ha attraversato anche il Maritime Security Hackathon di Fincantieri, con il progetto TITAN Maritime C2 DSS dedicato alla consapevolezza situazionale e al coordinamento marittimo, e la City Resilience Challenge di Tallinn, dove il team è stato selezionato tra i finalisti.

Le prospettive spaziano dalle comunicazioni tra sommozzatori e superficie ai collegamenti con ROV e UUV, dalle reti di sensori portuali alle infrastrutture critiche e al soccorso in ambienti difficili.  Il filo conduttore resta lo stesso: rendere l’informazione disponibile anche quando il contesto operativo impone vincoli severi al canale di comunicazione.

Con il brevetto italiano, le prove subacquee, la ricerca sui trasduttori ad ampia banda e il riconoscimento ottenuto a Soave, TWOPIT sta costruendo un percorso che unisce telecomunicazioni, robotica e tecnologie dual-use. Dal primo messaggio fino alla fotografia trasmessa in acqua, l’ambizione è estendere progressivamente ciò che una piattaforma autonoma può comunicare, e dove può farlo.

Fonte: TWOPIT  

 

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