Il messaggio di Zaluzhnyi. Maurizio Boni a “Il Contesto”

 

 

Valerij Zaluzhnyi, ex Capo di Stato Maggiore delle forze armate ucraine e attuale ambasciatore ucraino a Londra, ha scritto un editoriale per il «Telegraph» che ha suscitato un certo scalpore, intitolato Do not assume Russia has lost the war (“Non crediate che la Russia ha perso la guerra”).

Nel pezzo, Zaluzhnyi afferma che «gli attacchi ucraini, sempre più efficaci, contro la logistica e le infrastrutture critiche russe hanno imposto costi reali a Mosca. Ma questi attacchi sono costosi, tecnologicamente complessi e, in definitiva, reciproci.

La Russia conserva la capacità di contrattaccare con forza uguale o maggiore. Nessuna delle due parti può fare affidamento su questa forma di guerra per ottenere un risultato strategico decisivo». Le riflessioni di Zaluzhnyi giungono a margine del vertice Nato di Ankara, conclusosi con un accordo che impegna i Paesi membri, ad esclusione degli Stati Uniti, a erogare a sostegno dell’Ucraina ben 140 miliardi di euro nel biennio 2026-2027.

Il presidente Trump, dal canto suo, ha annunciato la concessione a Kiev delle licenze per fabbricare in proprio gli intercettori del sistema Patriot, e confermato che la strategia dell’escalation portata avanti dall’Ucraina comporta dei rischi, ma ha suggerito che potrebbe in definitiva spingere la Russia verso una soluzione.

Il presidente ceco Pavel, invece, ha dichiarato che Kiev ha tempo per riattivare colloqui di pace con Mosca fino alle elezioni per la Duma russa del prossimo 20 settembre, trascorse le quali il presidente Putin potrebbe ordinare un’escalation disponendo la mobilitazione generale.

Ne parliamo assieme a Maurizio Boni, generale di corpo d’armata, giornalista, saggista e collaboratore di «Analisi Difesa» e de «Il Fatto Quotidiano».

Intervista realizzata il 15 luglio.

Guarda il video qui sotto o sul Canale You Tube “Il Contesto”

 

 

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