Una società americana costruirà le basi per la forza di stabilizzazione a Gaza

Il Board of Peace per Gaza, istituito e presieduto dal presidente Donald Trump, ha assegnato il primo contratto per realizzare un avamposto militare che ospiterà a rotazione i plotoni di una compagnia di 150 militari marocchini, inquadrati nella Forza di stabilizzazione internazionale (ISF) incaricata di presidiare Gaza dopo il disarmo di Hamas e il ritiro delle forze israeliane (IDF).
L’annuncio di un accordo d massima, anche se non ancora definito da Israele e Hamas, è stato annunciato nei giorni s orsi dalla Casa Bianca.

Lo ha riferito nei giorni scorsi il quotidiano britannico The Guardian citando una fonte a conoscenza dei dettagli. Il contratto, non ancora finalizzato, è stato assegnato a Arkel International, società con sede a Baton Rouge (Louisiana) che lavora da oltre 30 anni per l’amministrazione USA in vari Paesi fornendo servizi logistici, costruzione e gestione di campi militari e compound e generazione di energia a missioni militari e diplomatiche.

L’azienda sottolinea che ha “realizzato con successo la costruzione di oltre 45 edifici prefabbricati utilizzando la nostra soluzione FrameMaster per il Corpo dei Marines degli Stati Uniti e abbiamo portato a termine con successo numerosi progetti di gestione e manutenzione per le forze governative in Iraq. Arkel ha inoltre operato nell’ambito di numerosi contratti governativi”.

La base di Gaza in fase di progettazione avrà una superficie di soli 100 metri per 120 ed è destinata a ospitare un plotone di truppe marocchine che si alterneranno da una base in Israele, ha aggiunto la fonte.
La base si troverebbe all’interno del 60% del territorio della Striscia direttamente sotto controllo delle IDF, a circa 1,6 km dal confine, e disporrà di una “via di evacuazione rapida” nel caso di attacco.
In precedenti piani contrattuali visionati dal Guardian, la base per 150 uomini (una compagnia) rappresentava la prima fase di un progetto per la costruzione di una grande base militare in grado di ospitare 5.000 militari (una brigata) delle Forze di Sicurezza Internazionali (ISF), estesa su un’area di oltre 140 ettari.
Questa base avrebbe incluso “postazioni di combattimento per veicoli” e un terrapieno perimetrale – o terrapieno difensivo rialzato – e avrebbe avuto strutture rudimentali adatte al dispiegamento a breve termine.

Il contratto precedente prevedeva che la prima fase consistesse in tende e brandine per far dormire le forze, nonché servizi igienici chimici: una base campale, essenziale per dare il via alla missione in attesa della costruzione di infrastrutture fisse.
Il futuro della commessa e la stipula dei relativi contratti dipende ovviamente dal buon esito dei negoziati per la pace a Gaza.
In febbraio cinque paesi si sono impegnati a inviare truppe a Gaza nell’ambito della nuova Forza Internazionale di Stabilizzazione: Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania a cui si è unità anche l’Uganda mentre Egitto e Giordania supporteranno la missione sul piano logistico e addestrando gli agenti di polizia palestinesi.
La forza sarà guidata dal generale dell’Esercito degli Stati Uniti Jasper Jeffers, nominato comandante della futura missione di stabilizzazione di Gaza dal Board of Peace benché non siano previste truppe americane sul terreno..
Un generale indonesiano dovrebbe ricoprire il ruolo di vicecomandante dal momento che il presidente Prabowo Subianto ha dichiarato di poter schierare fino a 8.000 uomini a Gaza.
Foto: Arkel Internatonal, Seasa e Board of Pece
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.








