Verso la revisione radicale delle forze statunitensi in Europa

 

 

“La revisione dell’assetto delle forze statunitensi, annunciata dal segretario Hegseth alla riunione dei ministri della Difesa della Nato di giugno, è in corso”. Lo ha riferito il 19 settembre un funzionario della Nato dopo le indiscrezioni secondo cui il Pentagono starebbe valutando il ritiro di almeno 25.000 militari dall’Europa, con un taglio che potrebbe arrivare a 40.000 unità.

“Nell’ambito delle consultazioni con gli alleati, il sottosegretario americano alla Difesa per la politica Elbridge Colby ha incontrato il Consiglio Nord Atlantico a Bruxelles il mese scorso”, aggiunge la fonte. “Per le domande sulla revisione stessa e su qualsiasi elemento del relativo processo, rinviamo alle autorità statunitensi”, ha concluso la fonte.

Il 18 settembre NBC News aveva reso noto che il Pentagono sta valutando un piano drastico per ritirare dall’Europa aerei, navi, armamenti e decine di migliaia di militari americani, proprio mentre gli alleati NATO lanciano l’allarme per la crescente minaccia di un’aggressione russa, tra droni e violazioni dello spazio aereo

Nbc News cita fonti interne dell’amministrazione americana per le quali la riduzione potrebbe riguardare circa un terzo di tutti i militari americani presenti in Europa, cioè circa 25 mila, ma un’opzione prevede un ritiro più consistente, pari a circa 40 mila militari, circa la metà di quelli che sono attualmente dispiegati nelle basi in Europa.

Se venisse attuato, si tratterebbe del ridimensionamento più rilevante dalla fine della Guerra Fredda. Le nazioni interessate ai tagli sarebbero probabilmente Germania, Italia e Spagna, che ospitano la maggior parte delle truppe americane in Europa e i cui leader si sono anche scontrati con il presidente Donald Trump sulla guerra con l’Iran.

Il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato e capo del Comando europeo degli Stati Uniti, avrebbe presentato la propria analisi in proposito al segretario alla Difesa Pete Hegseth (nelle foto), secondo quanto riferito dalle fonti.

L’analisi dovrebbe comprendere quattro opzioni che oltre alle riduzioni valuterebbe anche lo spostamento di alcune forze all’interno dell’Europa verso i Paesi dell’ala orientale della ATO e in particolare in Polonia dove potrebbero venire trasferite alcune unità dislocate in Germania.

Il Ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha confermato nei giorni scorsi progressi nei colloqui bilaterali relativi alla realizzazione di una nuova base militare permanente dell’Esercito USA sul territorio nazionale. L’ubicazione della struttura sarà resa nota a breve dalle diplomazie dei due Paesi.

Il 17 settembre Donald Trump ha annunciato “grandi progressi” verso la realizzazione di una base permanente dell’esercito americano in polonia, attribuendo il risultato non al governo ma bensì alla “leadership coraggiosa” del presidente polacco, Karol Nawrocki, definito dal presidente Usa “un mio amico.  Se questo accadrà, la località sarà annunciata molto presto”, ha scritto Trump sul suo social Truth.

Hegseth metterà a punto il dossier relativo alla revisione delle forze in Europa entro il 6 novembre per poi sottoposto all’esame del presidente Trump, a cui spetterà la decisione finale. Che potrebbe anche venire influenzata dall’esito delle elezioni di mid-term del 3 novembre.

Foto: US Department of War

 

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: