Putin vuole annettere alla Russia una “fascia di sicurezza “lungo il confine ucraino

 

 

La Russia sta costituendo da tempo una “fascia di sicurezza” all’interno dell’Ucraina, lungo il confine russo ma per la prima volta Vladimir Putin ha affermato che questo territorio sarà occupato e non potrà essere oggetto di negoziati in eventuali future trattative con Kiev.

Come Analisi Difesa aveva più volte sottolineato, la rinuncia ucraina a rifiutare l’accordo proposto da Mosca ha già determinato l’incremento delle pretese russe oggi non più limitate alle 5 regioni che Mosca si è annessa con i referendum del settembre 2022 (oltre alla Crimea, anche Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhia) ma anche un’area di confine destinata a diventare territorio russo nelle regioni ucraine di confine di Chernihiv, Sumy e Kharkiv.

Putin lo ha annunciato il 16 ottobre durante una visita ad un posto di comando tattico, per rivendicare che la fascia di sicurezza è una risposta all’incursione Ucraina nella regione russa occidentale di Kursk, avvenuta tra il 2024 e il 2025.

Il presidente ha aggiunto che la regione di Lugansk è già sotto il controllo completo russo mentre all’Ucraina rimangono poco più del 10% del territorio della regione di Donetsk e circa il 16% dell’oblast di Zaporizhia.

La zona di sicurezza prevista si estenderà per 660 chilometri, di cui il 70% è attualmente è già sotto il controllo russo, ha aggiunto Dmitrij Peskov.  portavoce del Cremlino, che non ha specificato quale sarà la profondità della zona all’interno del territorio ucraino.

“Alle forze armate russe è stato assegnato il compito non solo di cacciare il nemico dal nostro territorio, ma anche di stabilire una zona di sicurezza nell’area adiacente. Tale obiettivo si sta realizzando con successo”, ha annunciato Putin. “Il nostro scopo è garantire, per il futuro, la totale sicurezza delle regioni di confine russe. Non intendiamo fare di questo aspetto un oggetto di eventuali negoziati di pace con l’Ucraina”.

In passato Putin aveva già menzionato la necessità di una zona cuscinetto lungo il confine russo-ucraino per mettere al riparo il territorio russo da attacchi di confine ma non ne aveva mai precisato l’estensione né l’aveva esclusa dal possibile tavolo negoziale.

Lo stato maggiore ucraino ha smentito il capo di stato maggiore delle forze russe, Valery Gerasimov (nella foto sopra), secondo cui dal primo settembre i russi hanno conquistato oltre 1.800 chilometri quadrati di territorio ucraino e 92 centri abitati (di cui 500 chilometri quadrati e 23 centri abitati nella regione di Donetsk), dopo che Putin aveva riferito dall’inizio dell’anno la conquista di 6.500 chilometri quadrati di territorio ucraino con 310 insediamenti.

Kiev, che negli ultimi mesi ha ottenuto successi contrattaccando nei settori di Donetsk, Dnipropetrovsk e Zaporizhia, sostiene che dall’inizio dell’autunno le sue forze hanno guadagnato più territorio di quanto ne abbia preso il nemico.

Nelle mappe dell’ISW che illustrano l’articolo mostriamo i territori occupati dai russi in queste regioni che potrebbero in realtà essere più estese di come appaiono poiché ormai la guerra di propaganda si è estesa anche alle mappe, con i russi che tendono ad ingigantire le conquiste territoriali mentre gli ucraini con gli alleati UE/NATO (e i centri studi ad essi affiliati) che puntano a ridimensionarle.

In ogni caso le pretese territoriali russe appaiono quindi oggi più ampie di quelle proposte 18 mesi or sono quando Trump avviò i negoziati di pace.

Negoziati di cui a “Zelensky non importa e francamente, con tutti i soldi che l’Europa gli sta notoriamente dando e che il disonesto Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra, e probabilmente non l’ha mai voluto. Avrebbe potuto concludere un accordo migliore due anni fa di quello che può fare ora. Voglio che questa guerra finisca”, ha scritto ieri Trump su Truth.

Considerate le recenti convergenze tra Trump e Putin non si può escludere che le dichiarazioni del presidente russo circa l’annessione non negoziabile dei territori della “fascia di sicurezza” sia da abbinare alle pressioni della Casa Bianca su Zelensky con l’obiettivo di indurre Kiev ad accettare le condizioni russe per negoziare la fine delle ostilità.

Foto: Presidenza Russa

Mappe: Institute for the Study of the War

 

 

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